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IL CERVELLO HA LE RISORSE PER SUPERARE IL MAL D’AMORE

Uno studio pubblicato sulla rivista Review of general psychology e condotto dagli studiosi della Saint Louis university che hanno esaminato la letteratura scientifica sull’argomento focalizzando l’attenzione proprio sui processi che portano alla rottura di una relazione e all’inizio di un’altra, ha portato alla conclusione che esista un meccanismo nel cervello di ciascuno di noi ci aiuta a reagire e a tirarci fuori dai momenti bui e dalle situazioni tumultuose.

«Ciò suggerisce che ci si riprende. Il dolore andrà via col tempo e ci sarà una luce alla fine del tunnel» – spiega Brian Boutwell autore dello studio. I motivi che portano alla fine di una relazione, secondo gli studiosi, possono essere svariati e soprattutto diversi tra uomini e donne.

Per l’uomo generalmente sono da attribuire prevalentemente e un’infedeltà fisica della propria partner, mentre per le donne ad un’infedeltà sentimentale, emotiva, anche se ci sono dei casi in cui le ragioni possono essere comuni ad entrambi i sessi.

«Ad esempio a volte uomini e donne interrompono una relazione per la stessa ragione, perché nessuno dei due tollera la crudeltà da parte del partner» – aggiunge Boutwell. Ma quando si fa la scelta di lasciarsi alle spalle un rapporto ciò che accade è simile a una disintossicazione dalla droga, che non a casa per capire meglio alcuni meccanismi hanno studiato proprio le scansioni cerebrali di chi faceva uso di cocaina e di chi ha smesso. Si attivano altre aree del cervello rispetto a quando si è nel pieno di una storia d’amore e sono proprio queste nuove aree che ci predispongono, con il tempo, ad aprire il cuore ad un nuovo partner.

«Inizialmente – dice ancora Boutwell – a prevalere potrebbe essere il vecchio partner e il tentativo di riconquistare il suo affetto, tuttavia se il meccanismo si mette in funzione il cervello degli individui agisce per correggere certe emozioni e comportamenti, aprendo la strada per essere attratti da nuovi compagni e dare vita nuove relazioni».

PERCHE’ SOFFRIAMO PER LA FINE DI UN AMORE SECONDO LA SCIENZA

La psicologa Helen Fisher si è concentrata sullo studio della sofferenza che tutti i cuori spezzati hanno conosciuto.

In una delle sue ultime ricerche ha sottoposto a uno scan celebrale 15 ventenni che si erano appena separati dalla persona amata, con cui avevano intessuto una relazione di almeno 21 mesi.

La risonanza magnetica funzionale può individuare anche i più piccoli cambiamenti del cervello; dove c’è un rinforzo dell’attività cerebrale, lì c’è maggior bisogno di glucosio e ossigeno e, quindi, di un maggior apporto di sangue.

I risultati dei test hanno rilavato che l’attività più intensa era localizzata nell’area tegmentale ventrale del cervello o VTA. È la zona in cui si concentrano le sensazioni legate all’innamoramento, all’orgasmo, addirittura quelle del cocainomane che si è appena fatto una dose. Nella VTA viene anche rilasciata la dopamina, il neurotrasmettitore responsabile della sensazione di benessere.

Questa zona del cervello viene letteralmente sconvolta quando subiamo un trauma amoroso, un fenomeno che la dottoressa Fisher chiama “frustration attraction”.

L’ipotesi fatta dal suo team è questa: l’amore romantico crea una forte dipendenza, evidente nelle regioni del VTA. Le persone innamorate si comportano come se fossero sotto l’effetto di stupefacenti, motivo per cui l’innamoramento è così irrazionale e difficile da controllare.

Quando un amore finisce dobbiamo dire addio anche alla nostra dipendenza e la cosa più importante, secondo la psicologa, è non avere più niente a che fare con questa persona per non far reagire il nostro sistema dopaminergico.

Ma il VTA non è l’unica zona del cervello in cui si colloca il dolore per la perdita di un amore.

I ricercatori hanno notato come anche nel lobo dell’insula sia stata riscontrata un’attività più intensa del “normale”. Qui si collocano la tristezza e il dolore fisico. La Fisher sostiene, infatti che: «Le emozioni, in questa zona, si interpongono come se il dolore avesse una collocazione fisica. Secondo alcuni è la base stessa dei nostri sentimenti». Perdere il proprio amore è, insomma, doloroso come avere le ossa rotte o un fortissimo mal di denti.

L’unico modo per far passare il mal d’amore è quello di compensare la mancanza di dopamina in altri modi. Ad esempio, facendo sport come l’aerobica, che riduce i dolori fisici e aumenta i livelli di serotonina.

LIBRO “LA PRINCIPESSA CHE CREDEVA NELLE FAVOLE”

TRAMA
Questo libro ha una protagonista speciale. Perché Victoria è una principessa, ma anche qualcosa di più. Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non cè dolore più grande dell’essere ferite dalla persona amata. Sgomenta, incredula, Vittoria decide di accettare l’invito di uno strano personaggio, lascia tutto e intraprende il viaggio alla scoperta di sé, sul Sentiero della Verità. Lungo il cammino rischia di annegare nel Mare delle Emozioni, è costretta ad attraversare la sconcertante Terra delle Illusioni. A poco a poco impara a distinguere la realtà dai sogni e comprende che una persona può amarne un’altra solo nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione o con intransigenza e rifiuto. E per quanto sia faticoso abbandonare la strada già segnata e apparentemente più sicura, scopre che è possibile trovare nuove vie, e che ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno. Saper sognare è un dono, ma il sogno può diventare una gabbia dorata se per realizzarlo si accettano così tanti compromessi da perdere di vista la felicità. Perché è giusto credere nelle favole. L’importante è saper accettare che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato.
CITAZIONI
Perdona te stessa per non essere stata capace di fare più di quanto era per te il meglio che sei riuscita a fare nelle varie situazioni.

L’amore fa star bene in caso contrario
si tratta di un sentimento ben diverso.
Se soffri più spesso di quando sei felice,
vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente
che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione,
e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.

Il mare e la vita hanno molto in comune.
Rilassati. Lasciati andare.
Abbi fiducia nel fatto che resterai a galla, e ci starai.
Se invece opponi resistenza, pensando che finirai sul fondo, ci andrai davvero.
La scelta spetta solo a te.

Il viaggio è diverso per ognuno:
un sentiero può essere giusto per una persona
e sbagliato per un’altra.
Solo il cuore di ogni singolo essere umano conosce la via.