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IL TRADIMENTO

Il tradimento ci pone di fronte alla più grande tragedia dei rapporti umani: l’inconoscibilità dell’altro. G. Turnaturi

L’affermazione della sociologa Turnaturi evidenzia come il “tradimento” coincida, spesso, colla presa d’atto, da parte del tradito che l’altro è un individuo che presumevamo di conoscere ma che si manifesta invece in tutta la sua inconoscibilità. Il tradimento pone di fronte alla presa di coscienza dell’individualità di ognuno di noi e della precarietà di ogni relazione umana, indipendentemente dalla sua durata e dal profondità del legame instaurato. Baumann al riguardo afferma:

Finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia. L’amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

Ciò non toglie che quando ci si innamori ci si illuda che possa essere per sempre, ed è un illusione condivisa da entrambi i membri della coppia.

La relazione di amore in una coppia é uno dei legami principali in cui diamo forma, ma mettiamo anche a rischio, la nostra fiducia nel mondo e in noi stessi. Il legame di coppia può rappresentare, nel modo più puro e acceso, il desiderio di eternità e di sicurezza di una persona, l’esigenza di superare i limiti e l’indeterminatezza della vita presente, la contingenza delle cose. Perciò il tradimento nella coppia rappresenta il modo esemplare, lo scetticismo nei confronti della nostra identità e del mondo esterno. La precarietà delle relazioni, dei sentimenti e degli eventi che ci hanno condotto dove siamo.

.Al di là di chi è il traditore e  di chi è il tradito il tradimento coinvolge la relazione in sè, vale a dire  il Noi, oltre all’ Io ed il Tu. Quindi entrambi i partner, seppur con modalità diverse, sono coinvolti nella genesi della situazione  extraconiugale. L’esistenza di quest’ultima è segno di un malessere della  coppia, di un malessere del Noi

Il significato originario della parola tradimento viene dal latino tradere, equivalente in italiano a consegnare, inteso nel significato di consegnare ai nemici. Ed infatti, il tradimento consegna la parte del noi che l’altro ha investito nella relazione, ad un altra persona. Il noi privato della presenza dell’altro, è come se di colpo si disintegrasse lasciando soli l’Io ed il Tu

L’esperienza del tradimento tende ad attraversare quattro fasi diverse: quella iniziale e finale, variabili a seconde delle situazioni, e le due intermedie comuni ad ogni esperienza di tradimento. Le varie fasi non sono da intendersi nettamente separate fra esse, ma spesso si sovvappongono. La loro successione temporale rimane quella che di seguito descriverò.

La prima fase è quella della genesi del tradimento: come questo matura, le possibili cause, i segnali anticipatori. Per quanto riguarda le possibili cause rimando all’ articolo collegato . In questa sede accenno ai segnali anticipatori, che sono sempre presenti. 

Generalmente ci sono delle differenze tra uomini e donne nello svolgersi  della relazione extraconiugale. Le donne legano il tradimento ad un  coinvolgimento emotivo e amoroso,  ad un’insoddisfazione nel matrimonio e hanno più difficoltà a viverlo clandestinamente, anche se tendono  a “nasconderlo” meglio. Gli uomini al contrario, lo legano di più al piacere  sessuale e non iniziano una relazione  extraconiugale per motivi di  insoddisfazione rispetto al coniuge, non hanno grandi difficoltà a viverla clandestinamente, anzi ciò aumenta il piacere della relazione, anche se sono  meno “accorti” nel nascondere. 

Il tradimento segue un percorso di sviluppo, passa da una fase in cui ci  sono nella coppia problemi non discussi o non risolti e i coniugi si sentono  in rotta, a quella in cui si sviluppa il vero tradimento, la situazione in  cui il coniuge insoddisfatto scivola nella relazione extraconiugale. In questo stadio l’infedele nega e l’altro cerca di ignorare i segni della  relazione. 
Altro passo importante è la rivelazione, che rappresenta il momento più drammatico,  perché rappresenta uno spartiacque fra un prima e dopo nella storia della coppia e del matrimonio. 
La rivelazione porta alla crisi del matrimonio, il coniuge è ossessionato  dal problema, a questo punto critico è presa la decisione della rottura o di  tentare attraverso il perdono una riconciliazione. 

All’inizio del tradimento c’è una sorta di regressione ‘adolescenziale’. Lo schema sentimentale ricorda appunto quell’età caratterizzata da amori fortemente passionali accompagnati da un turbinio d’emozioni. Ma a differenza di quegli amori, questa volta ci saranno conseguenze per lo più imprevedibili, ma ci si sorvola su quest’ultime, si preferisce non vedere. Il tradimento mantiene sempre la relazione “tre metri sopra il cielo” perchè  non presenta  i litigi, la quotidianità , le preoccupazioni tipiche del  matrimonio. Anche, se col tempo, può divenire fonte di forte ansia per  conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse. 

La durata del tradimento è indefinita, da pochi giorni a diversi anni. Ma quanto dura a lungo o termina il matrimonio o la relazione diventa quasi un matrimonio ‘parallelo’. Per quanto riguarda la scoperta del tradimento, a  volte avviene per “confessione”, talvolta gli amici lo dicono al  coniuge, più spesso il coniuge trova un indizio, come un sms, uno scontrino  o altro tale da destare fondati sospetti.

Se un tradimento viene perdonato, spesso si tratta di un perdono incompiuto, vale a dire si crede di aver perdonato ma invece la ferita è ancora ben viva. In questi casi si perdona soprattutto per la paura della perdita dell’altro, anche se ha tradito. Ma il tradimento finisce per rappresentare uno spartiacque fra un prima ed un dopo della coppia. Ci si accorege che l’eventuale crisi è peggiorata, che non c’è più la stessa intimità, che non si può ritornare al “prima” col colpo di spugna del perdono. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto.

Di seguito una significativa testimonianza con “commento” di un altra testimonianza.

Non ha importanza quanti anni ho, voglio solo dare la mia personale testimonianza sul tema del tradimento.

Ho tradito un marito “perfetto”. Ho vissuto il mio tradimento come un “forte” sentimento.

Ho conosciuto l’ “altro” senza cercarlo e senza volerlo, e non importa neanche come e dove. L’ho conosciuto, semplicemente, per caso, per una serie di circostanze fortuite, e sono caduta nel suo abbraccio.

Ma quelle non è un’abbraccio che ti ospita e ti desidera, non lo hai cercato e non ti ha cercato, semplicemente ci cadi dentro e non vuoi vedere. Non vuoi vedere perché il tuo cuore non deve vedere quello che piace al tuo corpo. Perché a volte è bello lasciare il possesso della volontà solo al tuo corpo, spegnere il cuore, gioire di sensazioni fisiche, vibrare di pienezza e di appagamento fisico, perdersi e liberarsi, gridare al tuo corpo che ti fa stare bene.

Poi, passato quel momento, ritorni a vedere e non ti ritrovi, ricordi quel che c’è stato, ma non essendo collegato al cuore ti manca il senso di quello che è stato e vuoi solo andare via. Saluti e vai via. E non rimane segno, perché sai che la tua felicità passa da altre braccia.

Quando invece il tradimento è un forte sentimento che colpisce il cuore, ne diventi schiava.

Quando dell’altro rimane il segno, i suoi occhi, i suoi lineamenti, i suoi movimenti, la sua voce non ti liberi più di tutto questo. Puoi scollegare il corpo dal cuore, il tuo corpo può continuare come un burattino a rimanere lì, obbligato dagli impegni presi, ma il cuore vola di là. La forza del sentimento fa sì che vicini o lontani, presenti o assenti, il filo del legame sia sempre ben teso e vibri continuamente. Desideri l’altro, respiri l’altro, vivi l’altro e perdi la pace. E in casa ti senti sola. Senti d’impazzire. Vorresti non aver mai conosciuto l’ “altro”.

Commento anonimo . A tutti capita di tradire. A volte si tradisce col corpo, a volte con la mente.

Io ho tradito con la mente eppure non mi sento meno colpevole. Ho tradito la fiducia di una persona che aveva stima di me, che mi vuol bene anche se tra noi non c’è un rapporto stabilito e certificato. Eppure fa male, tanto, più che all’altro che si è sentito tradito. Ho tradito le sue parole, la sua confidenza. Il rapporto di amicizia-amore che era germogliato. Ho sopravvalutato me stessa e gli altri.

Sono stata tradita nella mia vita, ma non mi è mai capitato di tradire. Forse perché mi sentivo al di sopra di questo. A volte tradire serve, serve per ritornare sulla terra, per capire che si è soltanto degli esseri umani che possono sbagliare.

Ti senti senza certezze quando tradisci, perché è soprattutto tradire ciò in cui credi. Eppure è un bene anche questo, è un bene perché ridimensiona te stesso e il tuo rapporto con gli altri esseri umani. Nessuno può dire di non poter tradire, tutti, in circostanze diverse possiamo essere tentati di tradire ciò in cui crediamo. La vera sfida è andare oltre. È perdonare il passo falso che coscientemente o inconsciamente abbiamo fatto, così come dovremmo fare quando ci capita di subirlo un tradimento, imparare a vedere la luce e l’oscurità che ci appartiene, senza giudicare. Senza ergerci a giudici inflessibili di noi stessi o degli altri. Forse sia te che io non siamo vittime del caso, delle circostanze, siamo vittime di noi stesse e della paura di voler bene davvero con la responsabilità che questo comporta. Io ci sto provando a perdonarmi, sto provando a prendermi il tempo e a perdonare il tradimento di riflesso che l’altro ha messo in moto. Dovremmo provare a chiederci che cosa ci manca. Dici che tuo marito non meritava il tuo tradimento, forse nessuno merita di essere tradito, ma se accade qualcosa è mancato. Magari è qualcosa che per altri non avrebbe la stessa importanza, ma ognuno deve vedersela con se stesso, con ciò che manca a sé stesso. Usa quest’esperienza per cercare insieme al tuo compagno di ritrovare insieme le emozioni di un tempo e vai a cercare i motivi che ti hanno spinto. Io i miei li ho compresi: ero così spaventata, che, finalmente l’amicizia stava prendendo i binari di un vero amore, che l’ho messa a repentaglio, come se dovessi metterla alla prova o come se volessi provare a me stessa che l’amore non esiste. Che nessuno è in grado di amarmi senza farmi del male. Un abbraccio.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI

Terapia di coppia per amanti è un romanzo di Diego De Silva, scritto e pubblicato nel 2015 in Italia da Einaudi

“Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell’amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l’incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un’immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all’amore e dargli mandato a cambiarci la vita.”

Di seguito riporto alcuni brani significativi tratti dal libro.

«C’è un momento, diciamo intorno al primo anniversario di una relazione clandestina, in cui pieghi la testa di lato, stringi gli occhi come cercassi qualcosa di minuscolo che si muove nell’aria, e vedi in filigrana il casino in cui ti trovi. Questo è amore, ti dici senza mezzi termini, altro che chiacchiere».

.”…La leggerezza dei primi mesi è incantevole. Tutto si semplifica…si tiene insieme e si coordina. Non vi sono incidenti né equivoci. La sua voce al telefono è un balsamo…..Fai l’amore con gioia mai provata..lo assali, lo sfiniti, lo mangi….Ti scopri bravissima amante…
Poi un giorno qualcosa si inceppa….il rapporto slegato e libero dalle costrizioni….a un tratto è una favola a cui hai solo finito di credere. …Inizi a pensare a lui ossessivamente.
….combatto ogni giorno con la mia dipendenza, m’illudo che prima o poi riuscirò a superarla …sono invischiata in questo amore doloroso e non ce la faccio più a reggere la doppia vita, perché alla fine è di questo che si tratta….
Neanche quando siamo insieme riesco ad essere felice…..quello che chiedo ai nostri incontri è di lenire questo stato di angoscia anche solo per qualche ora, trovare un po di distinzione, di pace. Paradossalmente dimenticare. Ecco: lo vedo per dimenticarlo. Per non pensare più a quanto mi complica la vita amarlo.”

“Insomma, non si può essere sempre felici. Qui e ora, voglio dire. Perché c’è anche il dopo, e non intendo il domani generico. Parlo di un dopo imminente, il dopo di quando hai fatto l’amore, e l’hai fatto benissimo, e quindi dovresti essere felice e desiderosa di alzarti, tornare alla tua vita, ricaricata e leggera, e invece resti sotto le lenzuola a guardare il soffitto con il dito in bocca a domandarti cosa stai facendo, mentre lui è già tutto bello pimpante che ha finito la sigaretta e non vede l’ora di infilarsi nella doccia, però intercetta il tuo incantamento e ti chiede cos’hai (non perché gli interessi ma perché sa che se fa finta d’ignorare la tua fissità gli metterai il muso appena torna dal bagno), così ti si avvicina e dopo aver seguito la linea del tuo sguardo che continua a puntare ossessivamente il soffitto ti domanda:
– Bello quell’intonaco, eh?”

Un ulteriore estratto dal libro: http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880622666PCA.pdf

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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COSA FARE SE IL PARTNER HA CONTINUATO A TRADIRE ANCHE DOPO ESSERE STATO SCOPERTO

Scoprire che il marito non ha interrotto la relazione extraconiugale e dopo anni ancora frequenta l’amante può portare a uno stato di grande confusione

 

Ciao, scrivo perché ho bisogno di un consiglio sono così triste, devastate, delusa. Sposati da 10 anni e stiamo insieme da altri 10. Lui è ed è sempre stato oltre che il mio amore (anche se non il più grande e travolgente) il mio migliore amico, il mio confidente. L’intesa, la complicità ed anche il sesso tra noi sono sempre stati ottimi, ovviamente con qualche alto e basso. Abbiamo 3 figli di 9, 8 e 4 anni e insieme abbiamo girato mezza Europa, o quasi, per il suo lavoro. Io nel frattempo tra un figlio e l’altro ho fatto vari lavoretti senza grande convinzione e senza mai alcuna prospettiva di carriera visto che continuavamo a trasferirci.

 

6 anni fa ho scoperto per caso che mi tradiva. Era un periodo particolarmente stressante sia per lui che stava cambiando lavoro, che per me che non ero felice della nuova destinazione, e ciò ci aveva un po’ allontanati. Io, anche su consiglio di una mia cara amica, l’ho affrontato cercando il dialogo, cercando di capire e di ricostruire. Gli ho chiesto perché e come superare. Lui era in lacrime, devastato e pentito, ha giurato che era solo una stupidata dettata dalle frustrazioni del momento. Così abbiamo superato il tradimento, o così almeno credevo. Nel frattempo è arrivato il terzo figlio, ci siamo trasferiti di nuovo e tutto sembrava procedere serenamente. Ogni tanto ho avuto qualche sospetto che lui avesse ancora qualche sporadico contatto con questa donna, ma vivendo ormai così lontani da lei immaginavo che, come lui mi ha sempre giurato, non ci fosse più nulla tra loro. Ormai sono passati 6 anni e d’improvviso ho scoperto dal suo pc (che, confesso, ho guardato un giorno che lui non c’era) che due anni fa ancora le mandava fiori a casa con biglietto “ti amo sei la persona più importante della mia vita”; ho scoperto che meno di un anno fa lei gli ha fatto una sfuriata di gelosia nei miei confronti, chiedendogli di lasciarla stare di non cercarla più perché lui in tutti questi anni non le ha mai dato abbastanza e non mi ha mai lasciata, a tutto ciò lui ha risposto semplicemente “Amore ti chiamo, rispondimi”. io distrutta, gli ho fatto vedere questa mail l’ho affrontato decisa a lasciarlo ma lui mi ha giurato e spergiurato che era una mail di una pazza, quasi una stalker (che cliché!) che è lei a cercarlo e a chiedere cose che lui non ha assolutamente intenzione di darle, che lui ama solo me. L’unica cosa di tutto ciò che lui mi dice ed è credibile è che in effetti non ha gran modo di vederla. Noi abitiamo nel nord della Francia, lei in Italia e lui non fa quasi ma viaggi di lavoro, ora: non sono idiota, non so come ma è ovvio che la storia è continuata e lui m ha riempito di palle anche se in questi anni con me è stato un marito meraviglioso, non mi ha mai fatto mancare nulla, bravissimo con i bambini, super presente, l’intesa e anche il sesso sono rimasti assolutamente appaganti, ha sempre trovato il modo di organizzare qualche week-end per noi due da soli… ecc. Ma a che gioco gioca ? Ha solo paura della disapprovazione di amici e parenti, ha paura di non poter più vedere I bambini come prima? Lui ripete in continuazione di amarmi, fa progetti di viaggi, vecchiaia insieme e io piango di nascosto. Io non so cosa fare, la verità è che malgrado tutto ancora lo amo e mi devasta l’idea di lasciarlo e perdere tutto, so che darei anche un immenso dolore ai bambini, non so nemmeno dove potrei finire a vivere, abbiamo sempre girato, sempre in affitto, non abbiamo una casa, io non ho un lavoro serio da anni. Come devo agire? Cosa devo fare? E cosa devo cercare di ottenere? Non so nemmeno più cosa sperare, se devo cercare di raggiustare il nostro rapporto o mollarlo con un calcio nel sedere, come sarebbe logico.  L’unica cosa che so è che voglio la verità e non so come averla, a lui non credo più. datemi un consiglio sono così depressa e mi fa cosi male il cuore.
E’ probabile che nei confronti dell’altra suo marito provi un sentimento di dipendenza più che di amore. Tale considerazione renderebbe plausibile la sua difficoltà a separarsi dall’amante nonostante la distanza e nonostante le relazione sia ormai più virtuale che fisica. Cosa fare ? Porre un limite drastico a sua marito sul continuare tale relazione se sente ancora di voler salvare il suo matrimonio. Fermo restando che lei continuerà a sentirsi ferita e tradita per diverso tempo ancora. Il tradimento rappresenta un trauma e serve tempo per superarlo.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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L’AMANTE SPESSO NON E’ SOLO SESSO

L’amante spesso non è solo una cosa di sesso.
A volte comincia così…e poi diventa anche uno stare accanto all’altro in tutti i sensi.
E allora può capitare che una volta ti vedi lo stesso e non fai l’amore o sesso che sia ma ci si ascolta.
Esistono amanti e amanti.
Amanti che sono diversi da una escort o da un gigoló o da una botta e via.
Un amante… beh… chiedete alle camere d’albergo…ai vicoli fuori mano…ai portieri di notte…ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio.
Chiedete ai letti sfatti…alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati.
Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere.
A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci.
Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco.
Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento.
Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa.
Chiedete ai “Dio mio… che sto facendo?”
per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare.
Chiedete alle valigie fatte e disfatte.
Alle scrivanie degli uffici.
Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato.
Chiedete.
Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più.
Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla.
Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi.
Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro.
Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie.
Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto.
Chiedete al Natale o ai giorni di compleanno non vissuti.
Chiedete alla pazienza.
Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà.
Cosa è un amante…???
Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare…ancora…

dal web

PROFESSIONISTI A MAGGIOR RISCHIO DI TRADIMENTO

Il sito di incontri per persone sposate o già impegnate, Victoria Milan, ha compiuto un sondaggio fra i suoi utenti, rivelando la professioni con il maggior numero di traditori. Delle 5mila 658 donne intervistate due su tre hanno rivelato di avere avuto una relazione con un collega e il dieci per cento di loro si è detto preoccupato di ciò che poteva accadere alla propria carriera, se le voci si fossero diffuse in ufficio.

L’Independent ha analizzato i dati raccolti dal sito stilando una classifica in 9 posizioni dei settori lavorativi nei quali è più facile che si compia un tradimento.

  • 1
    Finanza
    Broker, banchieri, analisti del mercato. Per svolgere queste professioni serve una buona dose di sicurezza di sé e l’ego per accrescersi potrebbe necessitare di conquiste sempre nuove.
  • 2
    Aviazione
    Per hostess e piloti ogni giorno è un viaggio nuovo, ogni viaggio corrisponde a volti diversi e diverse conoscenze. Le tentazioni sono innumerevoli.
  • 3
    Salute
    Le corsie degli ospedali sembrano essere afrodisiaci per medici, infermieri e pazienti.
  • 4
    Business
    Manager e amministratori non sembrano essere interessati solo agli affari. A forza di rimanere in ufficio fino a tardi potrebbero alzare gli occhi dal computer e iniziare a guardarsi intorno.
  • 5
    Sport
    Allenarsi costantemente per mantenersi in forma può far nascere la voglia che quel corpo perfetto venga apprezzato da più persone.
  • 6
    Arte
    Gli artisti vivono di esperienze e sensazioni, di emozioni e istinti. La monogamia potrebbe appiattire il loro estro creativo.
  • 7
    Lavori notturni
    Sotto i fumi dell’alcol nei locali notturni dj e pr considerano parte del proprio lavoro tenere a distanza chi ci prova o, al contrario, flirtare un po’. Tra le infinite conoscenze qualcuna può risultare più intrigante di altre.
  • 8
    Comunicazione
    Il giornalista va dove lo porta il proprio lavoro e non tutti i partner sono in grado di accettare orari sfalsati e improvvisi cambi di programma. Tra una litigata e un’altra è facile cedere al tradimento.
  • 9
    Legge
    Infine gli avvocati, che probabilmente non avranno problemi a gestire la propria eventuale causa di divorzio.

TEST SULLA SCOPERTA DI UN TRADIMENTO

Il seguente test vuole rappresentare uno spunto di riflessione sulla fiducia all’interno di una coppia e sulla possibile reazione al sospetto di un tradimento.

 

Il signor Alfio era un uomo ricco, saggio e rispettato nel suo paese e aveva preso in moglie una donna molto più giovane di lui (nota personale: quest’ultimo elemento mi fa dubitare della sua saggezza, ma proseguiamo la storia).

Una sera che era rientrato a casa dal lavoro prima del previsto, il suo fedele maggiordomo lo accolse dicendogli: “Mi permetto di riferirle che sua moglie si comporta in modo sospetto: E’ nella sua stanza con l’enorme forziere che apparteneva a sua nonna.” Questo forziere dovrebbe contenere solo ricami di quest’ultima, ma ho il sospetto che ci sia qualcos’altro. Non mi ha permesso, io che sono il vostro anziano e fedele maggiordomo, di dare un’occhiata all’interno del forziere.”.

Il sig. Alfio si recò subito nella stanza della moglie e la trovò rattristata, seduta accanto al massiccio forziere.

Le chiese: “Vuoi mostrarmi quello che c’è nella cassa ?”.

“Me lo chiedi a causa dei sospetti del maggiordomo, o perché non hai fiducia in me?”

“Non sarebbe più semplice aprire la cassa, senza fare tante congetture ?” affermò il signor Alfio.

“Non credo sia possibile, perché è chiusa a chiave.”

“E dov’è la chiave ?”

La moglie mostrò la chiave in suo possesso e disse: “Manda via il maggiordomo e ti darò la chiave per aprire.”

Il maggiordomo venne mandato via e la donna consegnò la chiave, allontanandosi anche lei, turbata in maniera vistosa.

Il signor Alfio non aprì subito la cassa, ma rimase a riflettere a lungo. Poi chiamo dei giardinieri che lavoravano nella sua proprietà e disse loro di portare fuori in giardino e seppellire la cassa in un posto poco accessibile, il tutto da effettuarsi in piena notte. I giardinieri eseguirono scrupolosamente le istruzioni a loro impartite.

Di tutto quello che è successo, non se ne parlò più.

 

Sulla base del racconto provate a rispondere alle seguenti domande:

Che cosa c’era nella cassa ?

  • Niente.
  • Qualcosa di poco importante.
  • Effetti personali della moglie.
  • Un amante

 

E’ importante verificare il contenuto della cassa ?

  • Non è importante.
  • Dipende dal contenuto.
  • E’ importante.

 

Il signor Alfio ha fatto bene a non aprire la cassa ed a seppellirla ?

  • Si.
  • No.
  • Non saprei.

 

Voi cosa avreste fatto al posto del signor Alfio ?

  • Avrei aperto la cassa.
  • Non avrei aperto la cassa.
  • Avrei fatto esattamente come il signor Alfio.
  • Sarei stato indeciso.

 

SOLUZIONE

Non ha importanza quale risposte avete dato ma riflettete sulla soluzione adottata dal signor Alfio. Sono due le possibili ipotesi sul contenuto della cassa e le relative soluzioni adottate da Alfio.

 

Prima ipotesi: nel forziere non c’era niente o niente di rilevante. In questo caso il signor Alfio agendo così come ha dimostrato piena fiducia nella moglie di là dal comportamento di quest’ultima che era molto sospetto. Quindi fiducia di là dalle circostanze che avrebbero indotto ad agire diversamente.

Seconda ipotesi: nel forziere c’era l’amante della moglie. Anche in questo caso il signor Alfio ha adottato una soluzione che potrebbe essere ottimale. Ha dimostrato fiducia o perdono, ma allo stesso tempo si è vendicato. Infatti, nel seppellire il forziere:

  • Ha evitato di separarsi dalla moglie,
  • Si è liberato dell’amante che era nascosto all’interno della cassa.
  • Puniva e perdonava allo stesso tempo la moglie.
  • Zittiva per sempre l’accaduto.

 

Si può essere d’accordo o meno con le soluzioni adottate dal signor Alfio. Servono solo a riflettere che fra due soluzioni opposte fra loro (scoprire o non scoprire il tradimento) potrebbe esserci una terza. L’essenziale è volerla ricercare.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

TEST SUL TRADIMENTO

“ Senza l’esperienza del tradimento, né fiducia né perdono acquisterebbero piena realtà. Il tradimento è il lato oscuro dell’una e dell’altro, ciò che conferisce loro significato, ciò che li rende possibili”. (Hilmann)

 

Il test misura la possibilità di un passaggio all’atto del tradimento. Le domande riguardano sia fattori passati e personali individuali che potrebbero favorire il tradimento, sia fattori situazionali presenti al momento all’interno della coppia.

Segnate tutte le risposte affermative alle domande poste

  • Ricordate che nella vostra infanzia, uno dei vostri genitori, ha tradito l’altro ?
  • I vostri genitori non andavano molto d’accordo ?
  • In generale, nel vostro sistema familiare d’origini, i tradimenti erano frequenti ?
  • Nella vostra rete di relazioni sociali attuali ci sono molte persone che tradiscono ?
  • Avete giè tradito nelle vostre relazioni affettive passate ?
  • Siete stati già traditi nelle vostre relazioni affettive passate ?
  • Ritenete che, talvolta, rappresentiate per il vostro partner una figura genitoriale ?
  • Non vi soddisfano più i momenti di condivisione affettiva col vostro partner ?
  • Lamentate che il vostro partner nutra poca stima nei vostri confronti ?
  • Le circostanze lavorative, professionali o sociali, vi portano a stare spesso lontano dal partner ?
  • Sono presenti problemi nell’intimità sessuale col partner ?
  • Ricorrono spesso sogni o fantasie in cui siete in intimità sessuale con persone diverse dal vostro partner ?
  • Avete già considerato di tradire il partner ?
  • Avete già considerato di porre fine all’attuale relazione ?

RISULTATI DEL TEST

Se avete risposto affermativamente da 0 ai 6 domande il rischio del passaggio all’atto del tradimento è praticamente nullo

Se avete risposto affemativamente fra 7 e 10 domande il rischio di un passagio all’atto esiste ma è ancora relativamente lontano e dipenderà dall’evoluzione della coppia e degli eventi

Se avete risposto affermativamente a più di 10 domande il rischio di tradimento è elevato e la stessa relazione è a rischio.

In generale il rischio si eleva man mano che da 7 risposte affermative passiamo a 14 risposte affermative.

Il risultato del test non è da intendere come verdetto assoluto ma come spunto di riflessione sul proprio passato e presente affettivo e relazionale e sull’attuale momento di vita della coppia.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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IL TRADIMENTO SECONDO HILMAN

C’è  una  storiella,  molto diffusa, che  dice  pressappoco cosi:

«  Un  padre  insegnava  al  figlioletto  ad  essere  meno pauroso, ad avere più coraggio, facendolo saltare giù da una scala. Mise il bimbo sul secondo  gradino e disse: « Salta che ti prendo. » e il bimbo saltò. Poi lo mise sul terzo gradino dicendogli ancora: « Salta che ti prendo. » Sebbene il bimbo fosse impaurilo, si fidò di suo padre, fece ciò che gli era stato detto e saltò nelle sue braccia. Poi il padre lo mise sul quarto  gradino, sul quinto, sul sesto, dicendo ogni volta: « Salta che ti prendo. » ed ogni volta il bimbo saltò e fu preso da suo padre. E così continuarono  finché il bimbo saltò da un gradino molto alto, ma questa volta il padre si tirò indietro e il bimbo cadde a faccia in giù. Mentre si rialzava, sanguinante e piangente, il padre gli disse: « Questo ti insegni a non fidarti mai di nessuno anche se è tuo padre. »

Questo storia io credo che ci possa dire molto sul tema del tradimento. Ad esempio: perché si  deve insegnare ad un ragazzo a non fidarsi? e a non fidarsi di un ebreo? e a non fidarsi di suo  padre?

  • Che senso ha essere traditi dal  proprio padre o da  qualcuno che  si ama?
  • Che senso ha per  un padre, per un uomo, tradire qualcuno  che  ha  fiducia  in  lui?
  • Qual  è  il  fine  del  tradimento nella vita psicologica? Queste sono le domande che ci poniamo.

Non è possibile avere fiducia senza la possibilità del tradimento. E’ la moglie che tradisce il marito,il marito che inganna la moglie; sono i compagni e gli amici che deludono; è l’amante che usal’amico per raggiungere il potere; è l’analista che scopre i segreti del paziente; è infine ilpadre che lascia cadere il figlio. La promessa fatta non è mantenuta, la parola data viene mancata,la fiducia diviene inganno. Il tradimento ci viene proprio da quei rapporti dove la fiducia  primaria  è  possibile.  Noi  possiamo  essere veramente traditi solo quando ci fidiamo veramente — da fratelli, amanti, mogli, mariti, e non da  nemici o da estranei. Più grandi sono l’amore, la lealtà, l’impegno, l’abbandono, e maggiore è il  tradimento. La fiducia ha in sé il germe del tradimento.

Quando in una unione esiste la fiducia, il rischio del tradimento diviene una possibilità reale con cui vivere continuamente e quindi è parte della fiducia, proprio come il dubbio è parte della fede vivente.

Vivere o amare solo quando ci si può fidare, quando si è  sicuri ed accolti, quando non si può essere abbandonati o feriti, quando ciò che è stato espresso in parole è impegnativo in eterno, significa essere fuori dalle vie del male e quindi fuori della vita reale. E non importa quale sia il calice della fiducia, se la analisi, il matrimonio, la chiesa, la legge, o un qualsiasi rapporto umano… vorrei addirittura dire il rapporto col divino.

Se ci viene data assicurazione che ne usciremo intatti, o addirittura arricchiti, che cosa abbiamo dato? Se saltiamo dove ci sono sempre braccia per  riceverci, il nostro non è un vero salto. Il rischio dell’ascesa non esiste più — a parte l’emozione del volo nell’aria, non vi è alcuna differenza fra il secondo gradino, il settimo, il decimo, o addirittura diecimila metri più su. E’ la fiducia primaria che permette al puer di volare cosi in alto. Padre e figlio sono una cosa sola, e le virtù maschili di abilità, rischio calcolato, coraggio, non hanno importanza: Dio o papa lo afferreranno in fondo alla scala. Soprattutto  è necessario non sapere in anticipo le cose. Non si deve sapere prima che questa volta nessuno ci prenderà in fondo alla discesa. Essere avvertiti significa essere premuniti e allora o non si salta  più, oppure si salta a metà… ma poi succede che una volta, nonostante una promessa, la vita interviene, accade l’incidente e si cade a faccia in giù. La promessa mancata è una intrusione che  la vita fa nella sicurezza del Logos, nella quale ci si può affidare all’ordine di tutte le cose e  il passato garantisce per il futuro. Ma è anche l’irruzione in un altro livello della coscienza, come vedremo più avanti.

Ma prima torniamo ancora alla nostra storia ed alle nostre domande.  Il  padre  ha   risvegliato  la  coscienza,  ha cacciato il ragazzo fuori dal giardino dell’Eden, brutalmente, con dolore, ha iniziato suo figlio. Questa iniziazione ad una nuova coscienza del reale passa attraverso il tradimento, attraverso il venir meno del padre e il suo mancare alla parola data; è  però un tradimento con una morale. Infatti la nostra è una storia morale, come  tutte  le  buone   storie  ebree.  Non  è  una  favola esistenzialista che  descrive  un acte  gratuite,  ne  una leggenda Zen tesa ad una illuminazione liberatrice, ma piuttosto una omelìa, una lezione, un istruttivo brano di vita reale.

Il padre dimostra di persona che anche nel rapporto più fiducioso  esiste la possibilità del tradimento. Egli svela la propria ingannevolezza, si presenta al figlio  nella sua nuda umanità, rivelandogli questa verità dell’essere  padre e  uomo: io,  padre, uomo, sono infido.  L’ uomo è infido. La parola non è affatto più forte della vita. …

L’iniziazione del ragazzo alla vita è l’iniziazione alla tragedia dell’adulto. Per certuni il tradimento è altrettanto schiacciante che la gelosia o il fallimento…

Il momento critico del « grande abbandono » quando veniamo crocifissi dalla nostra stessa fiducia, è un momento molto pericoloso di quello che la Wickes chiamerebbe « la scelta ». Le cose potrebbero andare in due modi per il bambino che si rialza dal pavimento, la sua resurrezione è in bilico. Potrebbe essere incapace di perdonare e rimanere fissato nel trauma, pieno di risentimento, vendicativo, cieco ad ogni comprensione di ciò che spero di riuscire ad abbozzare nel restante di questa nota.

Ma prima di occuparmi della possibile soluzione positiva del tradimento, vorrei attardarmi un poco sulla scelta negativa e sui pericoli che il tradimento porta alla luce. La prima di queste scelte sbagliate, anche se naturali, è il meccanismo di difesa della negazione.

Se in un rapporto veniamo abbandonati, siamo tentati di negare il valore dell’altra persona, di vedere, improvvisamente, tutte le sue ombre, una panoplia di demoni perversi che naturalmente nella situazione di fiducia primaria non esistevano. Questi lati negativi, rivelatisi tutto d’un tratto, sono una compensazione, una enantiodromia di idealizzazioni precedenti e la rozzezza di queste rivelazioni indica la grossolana incoscienza in cui prima si trovava l’Anima. Cosi dobbiamo ammettere che quando il rammarico per un tradimento è molto forte, in precedenza esisteva una situazione di fiducia primaria, di innocenza infantile inconscia nella quale l’ambivalenza era repressa…

Ma il mutamento improvviso da uno stato incosciente alla coscienza grezza è proprio di qualsiasi momento della verità ed anche piuttosto evidente — perciò non è questo il pericolo principale. Più  pericoloso  è  il cinismo.  Una  delusione  subita  in amore, in un credo politico, in un gruppo, da un amico, un superiore o un analista, porta spesso ad un mutamento nella persona tradita, la quale non solo nega il valore della relazione e della persona in causa, ma l’amore  in  genere  diviene  per  essa inganno,  la convinzione politica è per gli imbecilli, i gruppi sono trappole, le gerarchie sono il Male e l’analisi è prostituzione, lavaggio del cervello e impostura… « Fatti furbo e tieni gli occhi aperti. Colpisci l’altro prima che sia lui a colpire tè. Bisogna far da soli. Tutto bene, Jack… » Questa è la scorza per nascondere le cicatrici della fiducia tradita.  Con  i  frantumi  dell’idealismo  si  rabbercia  una solida filosofia di cinismo.

E’ tutt’altro che impossibile incontrare questa forma di cinismo specialmente nei più giovani, poiché non si è considerato con sufficiente attenzione il significato del tradimento e particolarmente il processo di trasformazione del puer eternus. La persona tradita giura di non salire più cosi in alto sulla scala. Rimane affondata nel mondo del cane, Kynis, cinico. Questo atteggiamento impedisce lo sviluppo verso il significato positivo del tradimento e forma così un circolo vizioso — e il cane rincorre la propria coda. Il cinismo, quel ghigno contro la propria stella, è il vero tradimento dei propri ideali, il tradimento delle proprie ambizioni più alte contenute nell’archetipo del puer. Quando questo si infrange, ogni cosa che ha a che fare con esso viene respinta e si giunge al terzo e, credo, principalmente pericolo: il tradimento di sé stessi.

Il tradimento di sé è forse ciò che ci preoccupa maggiormente. Uno dei modi con cui ci si arriva è proprio la conseguenza dell’essere stati traditi: nella situazione di fiducia,   nell’abbraccio  amoroso,   con   un   amico,   un parente, l’analista, mettiamo allo scoperto qualcosa di noi che avevamo tenuto nascosto:« Non l’avevo mai detto a nessuno prima… » Può essere una confessione, una poesia, una lettera di amore, una invenzione o un progetto fantasioso, un segreto, un sogno o una paura infantile, che contiene quel che in noi c’è di più profondo. Con il tradimento queste  perle  seminali,  delicate  ed  estremamente sensibili, divengono solo sabbia, granelli di polvere. La lettera d’amore diviene roba scioccamente sentimentale, la poesia, la paura, il sogno, l’ambizione, vengono ridotti a qualcosa di ridicolo, rozzamente derisi, definiti volgarmente « merde », robetta da niente. Il processo alchemico è rovesciato: l’oro è ridotto di nuovo a feci e le perle sono gettate ai porci. I porci non sono gli altri, dai quali dobbiamo tenere nascosti i nostri valori segreti, ma sono invece le rozze spiegazioni materialistiche, la ottusa riduzione di ogni cosa all’istinto sessuale e al desiderio del latte materno, che spiegano tutto indiscriminatamente. E la nostra insistenza porcina nel dire che la cosa più bella era in realtà la peggiore non è altro che il sudiciume in cui gettiamo via i nostri valor più preziosi.

E’ una strana esperienza trovarsi a tradire se stessi, rivolgersi contro le proprie esperienze dando loro i valori negativi dell’ombra ed agendo contro le proprie intenzioni ed il proprio sistema di valori. Nella rottura di un’amicizia, di una relazione, di un matrimonio, di un rapporto amoroso o di una analisi, tutta la bruttezza e la sporcizia si fanno improvvisamente avanti e si agisce nella stessa maniera cieca e sordida che si attribuisce all’altro; si giustificano le proprie azioni con un sistema di valori che ci è estraneo. In questo momento si è veramente traditi, dati in mano ad un nemico interno. E allora i porci si volgono contro di noi e ci sbranano.

Questa alienazione da noi stessi dopo il tradimento è estremamente protettiva. Non vogliamo essere più colpiti e poiché la ferita venne proprio dall’aver rivelato come siamo fatti, cominciamo con l’evitare accuratamente di ricascarci. Cosi fuggiamo e tradiamo noi stessi non vivendo la nostra condizione esistenziale (una divorziata di mezza età senza nessuno da amare) o il nostro sesso (« ne ho abbastanza degli uomini e sarò spietata come loro ») o il nostro tipo (« II mio sentimento, o intuizione, o qualsiasi altra cosa, era completamente sbagliato ») o la nostra vocazione (« La psicoterapia è uno sporco affare »). Infatti siamo stati traditi proprio nella fiducia che avevamo posta in questi fatti fondamentali della nostra natura. Cosi rifiutiamo di essere ciò che siamo, cominciamo ad ingannarci con scuse e pretesti e il tradimento di sé diviene niente altro che sofferenza non autentica. Non si vive più la propria forma di sofferenza, ma si tradisce se stessi per mancanza di coraggio  di  essere.

Oltre alla negazione, al cinismo e all’auto- tradimento c’è però un’altra possibile soluzione negativa, un altro pericolo, che chiameremo paranoide.

Anche questo è un modo di proteggere se stessi da un nuovo tradimento, creare cioè un rapporto perfetto. Rapporti di questo genere richiedono il giuramento di lealtà  e  non  tollerano incertezze nella  loro  stabilità. Il motto è: « Non mi devi abbandonare mai ». L’inganno deve essere respinto con affermazioni di fiducia, dichiarazioni di fedeltà eterna, prove di devozione, giuramento di segretezza. Non devono rimanere fessure; il tradimento deve essere escluso. Ma se il tradimento coesiste con la fiducia, come seme contrario in essa sepolto, l’esigenza paranoide di un rapporto senza possibilità di tradimento non può basarsi sulla fiducia, ma è piuttosto una convenzione intesa a escludere il rischio. Come tale appartiene più al potere che all’amore. E’ un ripiegamento verso un rapporto-logos rafforzato dalla parola, ma non sostenuto dall’amore.

 

… La distorsione paranoide delle relazioni umane è veramente grave. Quando un analista (o marito, amante, discepolo, amico) tenta di soddisfare le esigenze di un rapporto paranoide dando assicurazioni di lealtà ed escludendo di forza lo inganno, si allontana sicuramente dall’amore. Infatti, come abbiamo già visto e vedremo ancora, l’amore e l’inganno provengono dallo stesso lato sinistro.

ESTRATTO DAL LIBRO ‘IL TRADIMENTO’ DI JAMES HILMAN

Roberto Cavaliere

TRADIRE: L’ALTRA FACCIA DELL’AMORE

Presentazione del libro Tradire: l’altra faccia dell’amore del dott.Pasquale Romeo Edito da Bastogi

Questo scritto nasce un pò sul serio e un pò sul faceto e tende a considerare la coppia in una modalità diversa dal precedente Amore e Caos in cui la valutazione è principalmente sugli aspetti affettivi.

Questo lavoro in un certo senso è anche collegato al primo SOLI SOLI SOLI, si fa riferimento a se stessi, nella vita di coppia ed a tutto ciò che non riusciamo a capire di noi, forse perché non sufficientemente analizzato in solitudine, che ritorna prepotentemente sotto forma di destino, spesso infrangendo la vita di coppia e consengnandoci a situazioni diverse e fuorvianti che sono indispensabili per raggiungere degli aspetti di sé, che invocano, che chiamano, che rappresentano in un certo senso quel grido degli agnelli, il silenzio degli innocenti sapientemente descritto in qualche interpretazione cinematografica.

La scelta dell’argomento come quello del tradimento è perchè in esso è presente una traccia di una vita nascosta, di ciò che spesso facciamo fatica a manifestare e che si cela dentro di noi in varie forme, tanto che solo un.analisi attenta ne può dare pienamente conto.

L’analisi terapeutica ci consente a volte di scoprire parti di noi misteriose che solo con la relazione alchemica, vissuta con l’analista, si svelano nella sua profondità, nelle sue forme più arcane e diventano un modus operandi tanto veemente da costringerci a prendere scelte, o a farci prendere da quello che comunemente chiamiamo destino e che forse corrisponde solo a parti recondite di noi.

Da SOLI SOLI SOLI a AMORE E CAOS ad oggi vi è una visione più scanzonata ed allegra al problema, ed in TRADIRE: l’altra faccia dell’amore si vuole solo trovare delle soluzioni alla mancanza di un senso, a ciò che spesso si muove al di fuori degli orizzonti razionali e spesso diviene misterioso ed insolvibile.

Si troveranno, perciò, degli aspetti teorici relativi al tradimento ed anche molti esempi pratici che mettono in luce attraverso dei commenti, nella nuda maniera, varie forme dello stare con l’altro, che inquietano e svelano ciò che raramente ci soffermiamo a vedere e che rappresenta parte della nostra vita quotidiana.

Questo lavoro nasce dall’intenzione di dare una visione differente al tradimento e fargli acquisire quella rilevanza che ha nella vita comune e che ci appartiene nonostante le nostre resistenze. Forse non è qualcosa da rifiutare da rinnegare da rendere come qualcosa di cattivo e nefasto che fuoriesce dall’umana specie.

Giuda luogo comune del tradimento, di cui si parlerà più avanti, rappresenta colui che è lo strumento perché Gesù venga tradito. Il tradimento di Giuda non è una cosa imprevedibile, fuori dalla quotidianità, ma invece ciò che sembra già previsto nei programmi divini. E’ la necessità che fa esprimere a Gesù la frase: prima che il gallo canti mi tradirai tre volte, proprio ad indicare che lo farai tu Giuda, che sei la persona predestinata ed indispensabile per portare la verità: Dio si è fatto uomo ed è risuscitato. Il Vangelo ci fa riflettere sul tradimento e ci indica la strada della verità che si muove attraverso il tradere, il consegnare parti di se all’altro, affinché nuovi aspetti si realizzino ed ognuno possa trovare o ritrovare ciò che rappresenta la propria vocazione, la verità che vive e vegeta dentro di noi.

Questo lavoro non vuole essere una breve giustificazione al tradimento cosa che farebbe comodo a molti, né un modo per trovare nuove interpretazioni a una pratica che è sempre esistita con l’uomo e è rimasta sempre uguale nei millenni.

Questo breve scritto intende soltanto rimarcare la possibilità che il tradimento ci appartiene, vedi il caso di Giuda, che senza di questi manca qualcosa della nostra umana natura. Una corretta valutazione della tematica del tradimento ci consente di uscire dalle problematiche della colpa e trovare nuovi orientamenti in un campo complesso e pratico come quello degli aspetti psicologici.

Il tradimento nella sua chiave di lettura più vasta altro non è che una ricerca di un senso, un momento nuovo ed iniziatico per riscoprire parti nuove di sé. Mi è sembrato vicino per alcuni aspetti alla ricerca del Graal, alla ricerca della propria individuazione, alla ricerca di aspetti esoterici che sono sempre esistiti con l.uomo per trovare fuori ciò che in realtà noi abbiamo dentro.

Uno dei motivi di questo libello utilizzando il tradimento è forse psicoterapico. Come ogni psicoterapia ognuno di noi si muove alla ricerca di una strada interna, di una vocazione, del raggiungimento delle proprie risorse, della nostra capacità di esprimerci al di fuori delle prigioni della nostra mente.

Una mia paziente stava con un tizio da tanto tempo, ormai erano in procinto di sposarsi, tutto sarebbe accaduto serenamente, almeno per il momento, fino a quando durante la psicoterapia non successe qualcosa, la persona in seduta si accorse che qualcosa di importante non funzionava, che il matrimonio era solo la realizzazione di una spinta distruttiva e così improvvisamente senza accorgersene apparse miracolosamente un nuovo orizzonte una scogliera differente, una nuova grotta, il panorama assunse nuove tinte e la paziente lasciò il suo partner.

A volte improvvisamente si aprono nuovi scenari e tutto ciò che pensavamo appartenesse alla nostra vita cambia e repentinamente, come colui che vede la luce, si aprono nuovi spazi sapienti come in una nuova iniziazione In questa strada la verità è bendata, non si trova se non nel proprio cuore. A volte è necessario capovolgere ogni cosa per la ricerca di particolari significanti. Una valutazione psicoterapica può riuscire a capire ed a comprendere.

Alcuni riti esoterici si avvicinano molto in questa ricerca del luminoso e del divino e l. iniziazione può esprimere la ricerca di una nuova luce nascosta che ognuno di noi si porta dentro di sé se si distacca sufficientemente dai beni materiali.

Il tradimento a volte viene paragonato ad un momento illuminante, la persona con cui si tradisce alla luce, a colui che mette un senso nella propria vita che dà un forma e consente di mettere uno scheletro ad un momento invertebrato della nostra vita.

La luce e la musica sono molto vicine, la luce prende gli occhi, la musica le orecchia la in entrambi i casi nutrono la nostra mente di nuovi panorami.

Dott. Pasquale Romeo

Psichiatra – Psicoterapeuta

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

ADULTERIO

I mariti traditi, pur essendo all’oscuro di tutto, sanno nondimeno ogni cosa. Proust

 

L’adulterio (dal latino adultare: corrompere), da sempre in diverse culture e religioni, è stato considerato come l’infrazione al patto coniugale, quello della fedeltà reciproca. Da sempre, le stesse culture e religioni che condannavano l’adulterio, non usavano o usano lo stesso metro di misura per uomo e donna: quello maschile è sempre stato maggiormente tollerato.

Nel diritto romano l’adulterio della moglie era previsto come reato ed era punibile, con la pena di morte per mano del marito o dei familiari maschi. Nella Bibbia l’adulterio, considerato un peccato, indica un qualsiasi rapporto sessuale volontario di una persona sposata con altri che non sia il proprio legittimo coniuge. Talvolta la Bibbia equipara l’adulterio alla fornicazione, ma questo è più specifico, indicante l’infrazione della fedeltà coniugale. L’adulterio è proibito nella Bibbia perché viola il concetto della santità della famiglia e del matrimonio (ESodo 20:14; Deuteronomio 5:18) e tale infrazione è considerata tanto grave da meritare la morte (Levitico 20:10; Giovanni 8:5). Sebbene la legge di Mosè non specifichi come vada eseguita questa pena, essa è spiegata nel Nuovo Testamento come lapidazione.

Lo stesso termine adulterio è associato al tradimento coniugale femminile e non a quello maschile. La causa principale di tale diversità di considerazione è da ricercare nella possibile mancanza di certezza di paternità nel caso della nascita di un figlio. I movimenti femministi hanno rigettato quest’interpretazione antropologica del tradimento femminile, considerandola figlia del maschilismo culturale che ha pervaso culture e religioni. Questi trascorsi storici del termine adulterio l’hanno connotato come peccato e colpa, e a causa di ciò, il termine oggi è in disuso.

Oggi le cause d’adulterio sono le stesse di quelle di un qualsiasi tradimento, con dei dovuti distingui. Ogni disagio e conflitto di coppia, nel matrimonio sono acuiti, come se il vincolo del patto coniugale e la presenza, spesso, dei figli, desse meno possibilità di fuga, quindi meno libertà. Unica possibilità di fuga rimane l’adulterio, che potrebbe permettere di meglio sopportare la mancanza di scelte e possibilità all’interno della coppia coniugale. E’ una possibilità e libertà apparente. Si finisce il più delle volte in un meccanismo perverso di costrizione. Non solo si è costretti a rimanere nella coppia coniugale per rispetto del vincolo e dei figli, per paura del cambiamento, ma si è costretti anche, paradossalmente, a rimanere all’interno della coppia adultera per continuare a salvare quella coniugale. Infatti, quanti matrimoni avrebbero i giorni contati, se non ci fosse un adulterio a salvarlo? E qui ritorniamo alla concezione del terzo nella coppia che salva l’unione degli atri due. Questo fenomeno nel caso dell’adulterio è molto più frequente che nel caso del tradimento. C’è differenza anche nella durata fra adulterio e tradimento. La relazione adultera tende a durare maggiormente nel tempo. Spesso diventa una vera e propria coppia parallela a quella coniugale, con una determinata anche condivisione e progettualità

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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