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IL POSSIBILE PENTIMENTO DEL NARCISISTA

Non sono sempre stato buono con lei, anzi, di solito ero un figlio di puttana. La amavo tanto e non sapevo cosa fare. Invece di darle ciò che sentivo, di colmarla di quell’amore aspro, me lo inghiottivo. E’ una cosa che non riesco ancora a capire: il suo amore mi arrivava senza problemi, il mio invece non fluiva verso di lei. Credo che il suo amore reprimesse il mio. Lei e il suo amore formavano una sostanza densa in cui il mio amore e io rimanevamo impantanati, allora diventavo una furia e lei non riusciva a capirlo. L’ho trattata male molte volte perché ero disperato ma l’amavo più della mia stessa vita e quando se n’è andata la mia vita si è spenta.
Quando ho saputo che l’avevo perduta per sempre sono impazzito. Prima che sia trascorso un secondo sarai morto centomila volte, dice un versetto del Corano e io ho dovuto viverlo. Non aveva smesso di amarmi ma il suo amore era malato e non sopportava la mia presenza. Ho visto tutto il dolore nei suoi occhi, tutti i miei tradimenti e le mie bugie, io ero la persona che si frapponeva tra lei e me, il rivale impossibile. Allora, quando ormai era troppo tardi, il mio amore è esploso, il suo amore malato non opponeva resistenza e il mio è andato dritto verso di lei ma lei ormai mi aveva chiuso le porte. E ho dovuto tenermi il mio amore e ci sono state gocce di sangue nel mio silenzio. Lei si è allontanata e io sono entrato nella cella frigorifera, il locale meno accogliente di tutti i manicomi, e non ne sono ancora uscito.
Efraim Medina Reyes
Nel significativo brano riportato sono delineate le possibili riflessioni di un “narcisista pentito” di aver perso la persona amata. Purtroppo questo “pentimento” è una possibilità remota perchè richiederebbe un grado di consapevolezza da parte della personalità narcisista che raramente è presente. Ma la “speranza” che ciò possa avvenire può aiutare nel processo di distacco dalla personalità narcisista, e potrebbe anche avvenire il “miracolo” che quest’ultima possa guarire dal narcisismo.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa). Possibilità anche di effettuare consulenze via Skype o telefoniche

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GLI “INGANNATORI” NELLE RELAZIONI

In tutti i grandi ingannatori è degno di nota un fenomeno al quale essi devono il loro potere.
All’atto dell’inganno vero e proprio, fra tutti i preparativi, come l’orrendo nella voce, nell’espressione e nei gesti, in mezzo all’efficace messa in scena, sopravviene in loro la fede in se stessi:
è questo che poi parla così miracolosamente e convincentemente a coloro che stanno intorno.
I fondatori di religioni differiscono da questi grandi ingannatori per il fatto di non uscire da questo staro di inganno di sé medesimi: eppure essi hanno molto raramente momenti di lucidità, in cui il dubbio li sopraffà; ma di solito si consolano attribuendo questi momenti di lucidità al maligno avversario. Deve esserci inganno di se stessi, perché questi e quelli sortiscano effetti grandiosi. Giacché gli uomini credono alla verità di tutto ciò che viene manifestamente creduto con forza.
Nietzsche .
In questo brano del filosofo Nietschze viene sottolineato uno degli aspetti di forza dell’ingannatore: la forza e la convizione con cui credono in quello che dicono e lo manifestano agli altri. Infatti spesso l’ingannatore è convinto lui stesso delle sue ingannevoli ragioni e questo dà forza al convincimento altrui.
E’ uno dei meccanismi alla base delle tecniche di vendita: se vuoi vendere qualcosa ci devi credere o almeno devi far finta che tu stesso per primo ci credi.
Ingannare se stessi per prima per poter ingannare l’altro.
Si crede sempre a quello che viene comunicato con forza e determinazione.
Alle eprsonalità narcisistiche cio riesce bene ed in maniera naturale.
Cercare sempre riscontri oggettivi e mai fidarsi solo delle parole per quanto convincenti possano essere.

Dott. Roberto Cavaliere

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GLI UOMINI “NARCISI” NON CAMBIANO

Il testo della canzone di Mia Martini “Gli uomini non cambiano” descrive, in maniera magistrale, gli uomini narcisi ed i loro comportamenti. Nella parte iniziale del testo viene descritto da dove nasce l’attaccamento a questa categoria di uomini: la possibile presenza di un padre narciso nell’infanzia.

Il testo della canzone non necessita di ulteriori chiarimenti

Sono stata anch’io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E ho lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un’altra vita
La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e che ti dice una bugia
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore
E poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te
Piansi anch’io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po’ più dura
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono la notte
Gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore, gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelli innamorati come te

Dott. Roberto Cavaliere

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UNA CANZONE CHE DESCRIVE IL NARCISISMO AL FEMMINILE

In questa canzone CRUDELIA del cantante rapper MARRACASH viene descritta, in maniera significativa, la relazione con una personalità narcisista e manipolatrice al femminile. Il testo della canzone descrive bene la personalità di tale tipologia di donna e la modalità relazionale che si viene ad instaurare. Tale tipologia di personalità e modalità di relazione vale anche a parti inverse, vale a dire al maschile.

Nel riportare il testo della canzone ho evidenziato le parti che ritengo maggiormente significative.

Un ragazzo incontra una ragazza, sono entrambi fuoco e incendiano la stanza
Nella vita lui un po’ ce l’ha fatta, però sotto sotto qualcosa gli manca
E lei lo capta, sembra calda, che ha una marcia in più
Mentre dentro invece è la più marcia, mentre dentro è fredda come igloo
È un arpia, strategia, diventare quello che lui vuole
Che lei sia pianta e figa, le armi per estorcergli l’amore
Dice, dice, ma è una predatrice, prima stordisce la preda
Lui reagisce, però non capisce che lentamente si è presa tutto
Tutto l’amore che ho, tutte le forze che ho, me
Tutto l’orgoglio che ho, sarei impazzito sennò
Ci ho pianto troppo, però tutte le lacrime che ho
Ti ho dato tutto, te no, eri Crudelia De MonTutte le volte che ti ho detto: “Basta” perché superavamo i limiti
Tutti i tuoi drammi, gli inganni, gli scontri e dopo gesti folli
Ti giuro che è l’ultima volta, sensi di colpa, se ti voltavo le spalle mi gridavi:
“Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo e non ho ancora finito con te”
Tu che gridi fino a diventare brutta
Io che ancora non so chi davvero sei
E nessuno poi la tira tanto lunga
Meno che me, meno che lei
Non so se è amore o manipolazione, desiderio od ossessione
Se pigrizia o depressione, che finisca per favore (prima), che esaurisca la ragione

Rissa per la strada per la tua scenata, quasi all’estero mi arrestano
Io ti voglio fuori casa, fuori dal mio letto, fuori dalla testa mo
Mentire senza emozioni, come fai?
Il mio amore è marcito in odio
Forse sei il peggio che abbia incontrato mai
Sicuramente sul podio
Che poi non so perdonare me
Perché ero un complice in fondo
Ti ho dato l’anima e invece te
Mi hai dato solo il tuo corpoTutto l’amore che ho, tutte le forze che ho, me
Tutto l’orgoglio che ho, sarei impazzito sennò
Ci ho pianto troppo, però tutte le lacrime che ho
Ti ho dato tutto, te no, eri Crudelia De MonTutte le volte che ti ho detto: “Basta” perché superavamo i limiti
Tutti i tuoi drammi, gli inganni, gli scontri e dopo gesti folli
Ti giuro che è l’ultima volta, sensi di colpa, mi pugnalavi alle spalle, mi gridavi:
“Ti odio, ti odio, ti odio, ti odio, ti odio, non mi è importato mai niente di te”Mi hanno insegnato a non odiare i miei nemici, ma non ne avevo mai amato uno. 
Quando ci siamo conosciuti, si sapeva già che uno dei due avrebbe perso, ma come potevo vincere con te?
Non provi niente, sei un rettile vestito da essere umano. 
Quello che hai fatto a me e quello che hai fatto a te stessa lo farai a tutti e per sempre perché sei un buco nero, perché questa è la tua natura. 
Ma io ho smesso di essere una tua vittima, tu non smetterai mai di esserlo, non ammetterai mai chi sei.
Dott. Roberto Cavaliere
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LE DUE TIPOLOGIE DEL SEDUTTORE NARCISISTA: DON GIOVANNI E CASANOVA

Molti conoscono le figure dei grandi seduttori Don Giovanni e Casanova: il primo personaggio letterario e di una famosa opera di Mozart, il secondo realmente esistito nella Venezia del ‘700.

Al di là della vera trasposizione letteraria del primo e della reale vita del secondo, in questa sede le due figure vengono usate, metaforicamente, per delineare due diverse tipologie di seduttore, entambi con caratteristiche narcisistiche.

Il seduttore Don Giovanni ha in pieno le caratteristiche narcisistiche: freddo, calcolatore, del tutto non empatico. E’ esclusivamente concentrato su se stesso, seduce in maniera seriale e contemporaneamente più donne, per accrescere il proprio smisurato ego. Nell’opera teatrale di Mozart Don Giovanni arriva a sedurre una ragazza anche durante il suo matrimonio. Nella fase di seduzione non tende a sprecare troppo tempo ed energie e mette la maschera romantica giusto il tempo necessario per attuare la conquista e la toglie subito dopo. Ai giorni nostri questa figura è ben rappresentata da chi, nei social, sui siti d’incontri ed anche nella vita rele, in maniera immediata approccia a fini esclusivamente sessuali le donne rivelando subito la sua vera natura.

Il seduttore Casanova è altrettanto narcisista ma mostra meno le sue caratteristiche in tal senso e quindi più subdolo e fonte di maggiore sofferenza. E’ sempre concentrato su se stesso ma durante tutta la relazione mostra un apparente interesse anche per la donna. E’ spesso convinto di aver trovato la donna della propria vita e convince l’altra che lo sia veramente attraverso il classico love bombing (bombardamento d’amore in inglese). E’ esperto nelle tecniche di seduzione ed emana un particolare fascino. Vive appieno, quindi la fase passionale, che non si trasforma mai in vero ed autentico amore. Quando si esaurisce la fase passionale abbandona la partner di turno, lasciandola nel più profondo dolore in virtù della fase passionale intensissima che questa aveva vissuto. Se nel Casanova sono presenti tratti istrionici (vale a dire di teatralità) mostra anche dolore per la fine della relazione e della disillusione conseguente sull’aver trovato il grande amore.  Dalla relazione con un Casanova si esce distrutti ed è necessario tempo per riprendersi.

In entrambi i casi è utile riflettere su questo passaggio del libro Diario di un Seduttore di Soren Kierkegaard che delinea alcuni tratti della figura del seduttore Casanova, ma che, talvolta, sono presenti anche nella figura del Don Giovanni

“Talvolta era così spirituale che io, come donna, mi sentivo annientata. Altre volte invece era così selvaggio e appassionato, così pieno di desiderio, che io quasi tremavo davanti a lui. Talvolta mi trattava come un’estranea, talvolta si abbandonava a me completamente: quando lo stringevo tra le mie braccia, tutto cambiava, e io “abbracciavo le nuvole”.
Diario di un Seduttore di Soren Kierkegaard
Essere consapevoli di Abbracciare le Nuvole

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LA SINDROME DELL’HAREM

Gli harem  erano costituiti, nel passato, dai sovrani dei vari Stati musulmani come ostentazione della loro ricchezza e potenza o della propria personale soddisfazione sessuale, oltre al poter più facilmente scegliere, fra i tanti figli che le tante concubine generavano loro, quello che a loro arbitrio appariva il più dotato e più meritevole alla successione.

Ai nostri giorni, il desiderio di avere un harem da parte maschile prende una forma diversa nella cultura occidentale e si potrebbe  ipotizzare una vera e propria sindrome in tal senso.

Le caratteristiche principali di tale sindrome sono le seguenti:

  • 1) Molteplici relazioni contemporaneamente;
    2) Consapevolezza da parte delle donne che si è all’interno di una rete di relazioni multiple;
    3) Conoscenza, anche personale, delle altri partner del proprio partner maschile;
    4) Presenza di una ‘prescelta’ da parte dell’uomo a cui dedica maggior tempo ed attenzioni;
    5) Esplicitazione di tale ‘harem’, da parte dell’uomo che non ne nasconde affatto l’esistenza.

Chi è affetto da tale sindrome presenta tratti di personalità di tipo narcisistico ed in taluni casi disturbi di personalità.

La donna che fa parte dell’Harem dovrebbe chiedersi il perchè accetta una situazione del genere e provare ad intraprendere un percorso terapeutico che l’aiuti ad “uscire dall’Harem”

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LA RELAZIONE TRA PERSONALITA’ BORDERLINE E PERSONALITA’ NARCISISTA

Le personalità narcisista e borderline possono provare attrazione reciproca.
L’attrazione viene attivata dal carattere distante del narcisista che aiuta a non innescare la paura dell’abbandono del borderline.
A sua volta il narcisista è attratto dalla seduzione ed adulazione iniziale (a volte anche in seguito) del borderline.
Il tutto sfocia in un rincorrersi a vicenda e in un’altalena della relazione.

In questa altalena la personalità borderline tende maggiormente a soffrire perchè si vive tutta l’anafettività del narcisista. Il narcisista, dal suo canto, si vive la rabbia tipica del bordeline per non essere accettato ed amato come vorrebbe. E’ una sorta di “occhio per occhio, dente per dente” seppur con modalità diverse.

Il tutto sfocia in una relazione altamente distruttiva per entrambi se la stessa relazione dura nel tempo.

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IL FENOMENO DEL MOSTING: ILLUDERE E SCOMPARIRE

Non era per me…
Già lo sapevo.
Ma ho saputo illudermi
così bene con le bugie
e giocare al gioco
della falsa felicità,
che talvolta mi dimentico
– vedi come sono bambina? –
che stavo giocando
che tu mi amavi.
(Ernestina de Champourcin)

Il fenomeno del MOSTING (per derivazione dal termine inglese “most”, che significa “più”) si verifica quando si scompare dopo aver illuso una persona sui sentimenti provati. Si distingue dal fenomeno del GHOSTING perchè c’è anche la componente “illudere” oltre allo “scomparire”

S’illude l’altra che è la persona che è sempre stata desiderata, quella ideale, che si progetta una vita insieme e quant’altro il tal senso. Le motivazioni che inducono in false dichiarazioni e/o promesse possono essere vere, ma l’esito finale è sempre lo stesso: la scomparsa improvvisa e senza dare notizie e/o giustificazioni. Solitamente chi mette in atto tale comportamento ha tratti narcisistici, istrionici, manipolativi ed anafettivi. L’unica difesa possibile è di non prestare mai troppa fede a «chiarazioni e promesse mirabolanti che avvengono a distanza di poco tempo da una conoscenza o dall’inizio di una relazione.

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L’ATTO DI AMARE HA TRE CONTRARI

Freud denota tre contrari del comportamento dell’amare. Oltre al classico contrario dell’odiare egli ne individua altre due che sottolinea magistralmente nel seguente passaggio ed una di queste conduce al narcisismo

“L’atto di amare non è suscettibile di uno solo, ma di tre contrari.

Oltre all’antitesi amare-odiare, vi è quella amare ed essere amati; e inoltre l’amare e l’odiare presi insieme si contrappongono allo stato dell’indifferenza o della mancanza d’interesse. La seconda di queste tre antitesi, l’amare e l’essere amati, corrisponde propriamente al cangiamento dell’attività in passività, e può anch’essa esser ricondotta a una situazione di base com’è avvenuto nel caso della pulsione di guardare. Questa situazione di base consiste nell’amare sé stessi, ciò che per noi caratterizza il narcisismo. Ora, a seconda che sia sostituito con una persona estranea l’oggetto o il soggetto, si ha la meta attiva dell’amare oppure quella passiva dell’essere amati; di queste due mete l’ultima rimane vicina al narcisismo.”
Sigmund Freud

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IL BALLO DEL NARCISISTA

I testi delle canzoni tendono a rappresentare anche i vissuti psicologici del mal d’amore.

In questa famosa e significativa canzone di Patty Pravo viene rappresentata la relazione col narcisista.

Il testo della canzone si commenta da solo

Tu mi fai girar
Tu mi fai girar
Come fossi una bambola
Poi mi butti giù
Poi mi butti giù
Come fossi una bambola
Non ti accorgi quando piango
Quando sono triste e stanca tu
Pensi solo per te
No ragazzo no
No ragazzo no
Del mio amore non ridere
Non ci gioco più
Quando giochi tu
Sai far male da piangere
Da stasera la mia vita
Nelle mani di un ragazzo no
Non la metterò più
No ragazzo no
Tu non mi metterai
Tra le dieci bambole
Che non ti piacciono più
Oh no, oh no
Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola
Poi mi butti giù, poi mi butti giù come fossi una bambola
Non ti accorgi quando piango
Quando sono triste e stanca tu
Pensi solo per te
No ragazzo no
Tu non mi metterai
Tra le dieci bambole
Che non ti piacciono più
Oh no, oh no

Canzone “Tu mi fai girar come una bambola” Patty Pravo

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