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TEST: IN QUALE CAPITOLO TI TROVI ?

Scelga in quale dei seguenti “capitoli” si riconosce.
Quest’ultimi possono essere rappresentativi di atteggiamenti personali nei confronti delle difficoltà della vita (dipendenze, problematiche affettive e relazioni, disagi psicologici di vario tipo).

1.Capitolo primo
Cammino lungo una strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Ci casco dentro. Sono perduto, non posso farci nulla, non è colpa mia. Ci metto una vita per uscirne.

2.Capitolo secondo
Cammino lungo la stessa strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Faccio finta che non ci sia. Ci casco dentro. Non posso credere di essere ancora nello stesso posto. Ma non è colpa mia. Mi ci vuole un sacco di tempo per uscirne.

3.Capitolo terzo
Cammino lungo la stessa strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. La vedo benissimo. Ci casco dentro di nuovo; è un’abitudine. Ma i miei occhi sono aperti: so dove sono. E’ colpa mia. Ne esco immediatamente.

4.Capitolo quarto
Cammino lungo la stessa strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Ci cammino intorno.

5.Capitolo quinto
Me ne vado per un’altra strada.

(AUTOBIOGRAFIA IN CINQUE CORTI CAPITOLI Portia Nelson )

RISULTATI
1) Il primo capitolo rappresenta l’attribuire completamente al destino il verificarsi di uno stato di disagio o di difficoltà nella propria vita. Rappresenta l’atteggiamento del bambino che afferma ‘non è colpa mia’ . La mancanza di consapevolezza fa sì che occorra quasi una vita per uscirne.

2)Il secondo capitolo rappresenta il continuare ad attribuire al destino il verificarsi di uno stato di disagio o di difficoltà nella propria vita. Si riconferma  l’atteggiamento del bambino che afferma ‘non è colpa mia’ . Questo continuare a non esserne consapevoli contribuisce ad allungare i tempi d’uscita dalla problematica.

3)Il terzo capitolo l’atteggiamento abitudinario, quello che i psicanalisti chiamano coazione a ripetere. Questa volta si ha piena consapevolezza delle proprie difficoltà e se ne si assume le responsabilità. Consapevolezza ed assunzione di responsabilità comportano una più veloce uscita dalle proprie problematiche.

4)Il quarto capitolo rappresenta la semplice tentazione. Superata la fase della consapevolezza e dell’assunzione delle proprie responsabilità bisogna solo rimanere vigili affinché non si sia nuovamente tentati dal commettere gli stessi errori di sempre.

5)Il quinto capitolo si commenta da solo. ‘Me ne vado per un’altra strada’ forse è utopico, ma qualche volta l’utopia si realizza. Accontentatevi, per il momento, di fermarvi al quarto capitolo. C’è sempre tempo per leggere l’ultimo capitolo.
Dott. Roberto Cavaliere

PRENDERE LE DISTANZE

Un passaggio fondamentale per uscire da una dipendenza e/o problematica affettiva è iniziare a prendere le distanze.

Distanze psicologiche, emotive e fisiche.

Se si è troppo dentro alla dipendenza o problematica non si riesce ad avviare il processo di ‘guarigione’. Sarebbe come l’alcolista che pretende di guarire avendo la bottiglia d’alcol a poca distanza.

Si può partire dalla distanza fisica e temporale dall’altro/a per poi arrivare alla distanza psicologica ed infine a quella emotiva che è la più difficile. Difficile ma non impossibile.

Roberto Cavaliere

le distanze