L’ALGORITMO PER INDIVIDUARE LE COPPIE STABILI

L’Algoritmo per individuare le coppie stabili deriva dal problema dei matrimoni stabili che è un problema matematico applicato alla coppia come indica lo stesso nome.

Immaginate che in un piccolo villaggio ci sono un numero uguale di uomini e donne che devono tutti formare una coppia donna-uomo, in modo tale che tutte le coppie siano coppie stabili. Ogni uomo ed ogni donna ha una propria lista di preferenze per gli individui del genere opposto, ma in definitiva sarete voi a decidere le coppie di sposi al fine di ottenere solamente delle coppie stabili. Per poter definire una coppia stabile non deve mai verificarsi la situazione nella quale un uomo ed una donna di due coppie diverse preferiscono stare tra di loro piuttosto che stare con il loro partner attuale.

La domanda del problem è quindi la seguente: è sempre possibile ottenere una combinazione di coppie nella quale non si verificano situazioni instabili? Tenete in mente che una situazione instabile si verifica solo quando sia un uomo già in coppia che una donna già in un’altra preferiscono stare tra di loro rispetto a stare con il loro partner attuale, se è solo uno dei due a preferire l’altro rispetto al partner attuale la situazione è ancora considerata stabile, anche se non tutti sono completamente felici della loro situazione. Questo problema può coinvolgere un qualsiasi numero di coppie eterosessuali, potrebbero essere i 7 miliardi di individui sulla terra o solamente 10 individui in un piccolo villaggio. Questa soluzione esiste sempre ed è stato creato un algoritmo da David Gale e Lloyd Shapley nel 1962 che dimostra come si possa sempre trovare una situazione di coppie stabili.

Questo algoritmo può essere programmato in un computer, ma può anche essere applicato in un esempio pratico. Nel primo giorno di questo algoritmo ogni uomo ed ogni donna crea una lista di preferenze degli individui del genere opposto. Nello stesso giorno ogni donna fa una proposta di matrimonio al n°1 della propria lista. Ogni uomo può quindi ricevere più proposte o nessuna ed in questo giorno accetterà la proposta che viene dalla donna più in alto nella sua lista di preferenze rifiutando le altre. Alla fine di questo giorno si sono create delle coppie. Nel secondo giorno ogni donna che non è in una coppia farà una proposta al n°2 nella loro lista di preferenza, anche se quest’uomo è già in una coppia. A questo punto gli uomini single sceglieranno come hanno già fatto nel primo giorno, scegliendo la proposta dalla donna più in alto nella loro lista. Gli uomini già in coppia accetteranno la nuova proposta solo se viene da una donna più in alto nella lista di preferenze rispetto all’attuale compagna. Si saranno create nuove coppie, alcune cambiando coppie precedentemente create. Nei giorni successivi questo si ripete fino al momento nel quale non si cambiano più coppie. Dopo un certo numero di reiterazioni, l’algoritmo non cambierà più l’ordine delle coppie e si saranno create solamente coppie stabili, nel senso discusso in precedenza.

Potete testare voi stessi voi stessi, come fa anche la professoressa Riehl nel video di seguito . Prendete un pezzo di carta e scrivete un numero uguale di donne e uomini, scrivete anche la lista di preferenza del genere opposto per ognuna di queste persone, inventandola in modo casuale. A questo punto applicate le regole dell’algoritmo e ripetetele fino ad avere formato tutte le coppie. Osserverete che in nessun caso, se avete seguito bene le regole dell’algoritmo,vi sarà una situazione instabile tra le coppie formate.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

LA FORMULA MATEMATICA DELLA COPPIA PERFETTA

Lo psicologo John Gottman, professore emerito all’Università di Washington (Stati Uniti),  ha elaborato una formula per stimare la probabilità di fallimento di un’unione, che lui ritiene funzioni nel 90% dei casi.

Lo studio è iniziato negli anni ’90, esaminando coppie appena sposate: i due partner discutevano per 15 minuti, mentre i ricercatori assegnavano loro dei voti. Per esempio, a ogni sorriso e gesto affettuoso guadagnavano punti; con segnali d’insofferenza e battutine sarcastiche li perdevano. I ricercatori hanno poi seguito le coppie nel corso degli anni, per vedere come se la passavano.

A partire da dati come questi, Gottman e James Murray, matematico della stessa università, hanno elaborato l’“equazione dell’amore”, che misura la reazione emotiva (positiva o negativa) di ciascuno dei due partner durante un dialogo. Sul lungo periodo, infatti, le chance di sopravvivenza della relazione dipendono proprio da queste reazioni.

Le due formule descrivono rispettivamente le reazioni di lei (Dt+1) e lui (Ut+1) al comportamento dell’altro. Per la donna: d è l’umore quando è sola; rDDt è l’umore quando c’è il marito; IUD(Ut ) è l’influenza esercitata dal partner. Nella formula per lui: u è l’umore da solo; rUUt è l’umore quando c’è lei e IDU(Dt  ) l’influenza di lei.

Nella pratica, l’equazione matematica conferma quanto il buon senso dice da sempre: la chiave di una relazione duratura è il dialogo. Per non arrivare ai ferri corti, dire quel che si pensa, senza essere aggressivi, funziona meglio che chiudersi nel mutismo.

Qualsiasi terapia ed autoterapia di coppia dovrebbe tener conto di questo semplice elemento che è il dialogo, che è stato confermato anche dalla matematica, come dimostrato da Gottman.

DOTT. ROBERTO CAVALIERE

Psicologo e Psicoterapeuta Riceve per appuntamento in studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa) Possibilità di effettuare consulenze telefoniche o via Skype a pagamento Per contatti privati col dott.Roberto Cavaliere chiamare il 320-8573502 o scrivere a cavaliere@iltuopsicologo.it

UNA FORMULA MATEMATICA PER STABILIRE SE E’ VERO AMORE

Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no.

La formula è questa:

              1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE= Y

  • A è l’attrazione per il partner,
  • B il piacere psicologico della sua compagnia,
  • C il desiderio di intimità con lui/lei,
  • D il bisogno di essere accettati dal partner,
  • E la paura di essere abbandonati da lui/lei.

A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y.

Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a.

Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara.

I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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TEST SULLE “IDEE IRRAZIONALI” NELLE RELAZIONI

Il test seguente è un personale riadattamento per le relazioni delle idee irrazionali di Ellis (psichiatra americano) utile per “capovolgere” le idee personali sul partner e sulla relazione.

Idee irrazionali principali nelle relazioni
1) io devo sempre essere amato, approvato, stimato dalla persona che è al mio fianco.
2) devo mostrarmi sempre competente ed adeguato in tutto ciò che faccio nella relazione.
3) le cose devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza fatica, altrimenti la relazione è sbagliata e non degna di essere vissuta.
4) l’altro mi deve trattare  in modo corretto, e se si comporta in modo ingiusto o immorale, allora è cattivo e merita di essere punito. Deve pagarla  in qualche modo.
5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso a me o alla relazione, allora devo pensarci continuamente, ed è giusto che sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali conseguenze per poterle controllare meglio.
6) Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi di coppia, onde evitare il peggio.
7) La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre del mio partner, per cui posso fare ben poco per controllarli, per superare la depressione, l’ansia, il rancore …
8) Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi relazionali e di coppia: se qualcosa nel passato ha influito pesantemente sulla mia vita, questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei sentimenti e comportamenti relazionali e di coppia attuali.
9) Devo sempre essere perfettamente a mio agio nella relazione e senza sofferenze di nessun genere.
10) Mi considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dall’altro.

A questo punto potete aggiungere anche qualche altra personale idea irrazionale che caratterizza la vostra relazione:

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ADESSO EFFETTUIAMO IL TEST 

Prova a far diventare ogni idea da irrazionale a razionale

AD ESEMPIO:

IDEA IRRAZIONALE 1) io devo sempre essere amato, approvato, stimato dalla persona che è al mio fianco.

CHE DIVENTA IDEA RAZIONALE 1) io  NON devo sempre essere amato, approvato, stimato dalla persona che è al mio fianco.

DI SEGUITO LE RISPOSTE ESATTE 

1) io NON devo sempre essere amato, approvato, stimato dalla persona che è al mio fianco.
2) NON devo mostrarmi sempre competente ed adeguato in tutto ciò che faccio nella relazione.
3) le cose NON NECESSARIAMENTE devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza fatica, altrimenti la relazione è sbagliata e  non  degna di essere vissuta.
4) l’altro NON NECESSARIAMENTE deve trattarmi sempre in modo corretto, e se si comporta in modo ingiusto o immorale, allora è cattivo e merita di essere  punito. NON NECESSARIAMENTE deve pagarla in qualche modo.
5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso a me o alla relazione ,NON NECESSARIAMENTE devo pensarci continuamente, e NON è giusto che sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali conseguenze per poterle controllare meglio.
6) NON NECESSARIAMENTE Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi di coppia, altrimenti chissà cosa può succedere.
7) NON NECESSARIAMENTE La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre del mio partner, per cui posso fare ben poco per controllarli, per superare la depressione, l’ansia, il rancore …
8) NON NECESSARIAMENTE Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi relazionali o di coppia: se qualcosa nel passato ha influito pesantemente sulla mia vita, NON NECESSARIAMENTE questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei sentimenti e comportamenti attuali relazionali e di coppia.
9) NON Devo sempre essere perfettamente a mio agio nella relazione  e senza sofferenze di nessun genere.
10) NON Mi DEBBO considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dall’altro.

Prova anche a modificare eventuali idee irrazionali che hai aggiunto nella prima parte del test:

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Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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TEST: TI PERDONO

TI PERDONO : QUALE DEI DUE SIGNIFICATI LEGGETE PER PRIMA ?

Se avete letto per prima il significato del “perdonare” probabilmente siete più predisposti al perdono nel conflitto relazionale o affettivo.

Se avete letto per prima il significato del “perdere” probabilmente siete più predisposti ad andare via nel conflitto relazionale o affettivo.

RIFLESSIONI SUL PERDONO

Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace.
(Anonimo)

 

 

Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate!
(Henri Lacordaire)

Ferire qualcuno che sai ti perdonerà è la cosa più scorretta di tutte.
(Robert Brault)

 

Decidi di perdonare: perché il risentimento è negativo; il risentimento è velenoso; il risentimento diminuisce e divora l’ego.
(Robert Muller)

Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.
(Gandhi)

Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero.
(Lewis B. Smedes)

Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione.
(Nelson Mandela)

 

 

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
(John Fitzgerald Kennedy)

ente e nel modo peggiore la nostra anima è perdonare senza dimenticare.
(Arthur Schnitzler)

 

C’è una dura legge… Quando una ferita ci viene inflitta, non guariamo mai fino a quando non perdoniamo.
(Alan Paton)

Il perdono non cambia il passato, ma allarga il futuro.
(Paul Boese)

 

Più l’uomo sa e più perdona.
(Caterina II di Russia)

Perdoniamo gli uomini: sono tutti pazzi.
(Lucio Anneo Seneca)

 

È più facile perdonare un nemico che un amico.
(William Blake)

Molte persone sono a favore del porgi l’altra guancia, soprattutto se la guancia è tua.
(Anne Ellis)

Perdonare gli altri per i loro errori è molto facile. Ci vuole più fegato e coraggio a perdonarli per essere stati testimoni dei vostri.
(Jessamyn West)

“Tout comprendre est tout pardonner”, scrive Pascal. A torto, sostiene Jankelevic. Se tutto è compreso, non resta più niente da perdonare.
(Carlo Gragnani)

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
(Honoré de Balzac)

I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano.
(Oscar Wilde)

Possiamo perdonare a chi ci ha offeso. Difficilmente perdoneremo a chi ci ha, sia pure una sola volta, e involontariamente fatto paura.
(Guido Morselli)

Non giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare.
(Anonimo)

Col vendicarsi, un uomo è alla pari col suo nemico; ma col passarci sopra, egli è superiore.
(Sir Francis Bacon)

Quello che noi perdoniamo troppo in fretta non rimane perdonato.
(Mignon McLaughlin)

Il cuore perdona spesso, la ragione qualche volta, l’amor proprio mai.
(Louis Dumur)

Non ha senso a seppellire l’ascia se poi hai intenzione di lasciare un segno sul terreno.
(Sydney Harris)

Il perdono è la fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l’ha schiacciata.
(Mark Twain)

 

Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l’offeso perdona, ma l’offensore non perdona mai.
(Jean-Jacques Rousseau)

Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
(Silvio Pellico)

È peggio perdonare a tutti, che non perdonare a nessuno.
(Abbé de la Roche)

Comprendere ogni cosa significa perdonare ogni cosa: pensiero e frase quanto mai nobili. Peccato però che il perdono avvenga novantanove volte su cento per pigrizia e al massimo una volta per bontà; e che, su cento volte, novantanove la bontà tragga origine non certo dalla ricchezza dell’animo quanto piuttosto dall’insufficienza dell’intelletto.
(Arthur Schnitzler)

Il perdono presuppone sempre un po’ di oblio, un po’ di disprezzo e molta convenienza.
(Jacinto Benavente)

Il perdono, nella maggior parte dei casi, altro non è che il tentativo pusillanime di ripristinare una condizione precedente, più comoda o più piacevole, persino a scapito dell’equità, dell’onore e del rispetto per se stessi.
(Arthur Schnitzler)

Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li infastidisce così tanto.
(Oscar Wilde)

Perdonando troppo a chi falla, si fa ingiustizia a chi non falla.
(Baldassarre Castiglione)

Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.
(Anonimo)

Il perdono è un evento drammatico che reca in sé una rivoluzione spirituale, una conversione, sia per chi lo offre, sia per chi lo riceve: non può quindi essere un evento indolore. Un perdono indolore non è perdono, è ipocrisia.
(Geno Pampaloni)

Lo stupido non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.
(Thomas Stephen Szasz)

Gli uomini dimenticano, ma non perdonano; donne perdonano, ma non dimenticano mai.
(Robert Jordan)

Tutte le colpe possono venir perdonate
a colui che ha un perfetto candore.
(Walt Whitman)

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un’ora quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un’ora in tutta la loro vita.”
(Francisco de Quevedo)

La gioventù, a cui si perdona tutto, non si perdona nulla; alla vecchiaia, che si perdona tutto, non si perdona nulla.
(George Bernard Shaw)

Il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.
(Anonimo)

Chi dice che la miglior vendetta è il perdono non ha mai subito un torto.
(Roberto Gervaso)

Ognuno dovrebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che questi siano impiccati.
(Heinrich Heine)

Spesso perdoniamo quando il perdono non ci costa più nulla.
(Roberto Gervaso)

Il perdono è migliore della vendetta.
(Pittaco)

“Il perdono è la migliore vendetta”. Il rovesciamento della frase ne mette in luce un senso inusitato ma vero: il perdono deriva dalla poca considerazione in cui l’offeso tiene l’offensore.
(Carlo Gragnani)

Spesso il perdono non è che una forma di vendetta.
(Paul-Jean Toulet)

 

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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TEST SULLA CONDOTTA ALIMENTARE

Comportamento alimentare – Test sulla condotta alimentare di Garner e Garfinkel – EATING ATTITUDE TEST (DM Garner, PE Garfinkel, 1979)

Fai una crocetta sul numero corrispondente alla definizione che meglio descrive la tua condizione. La maggior parte delle domande ha come oggetto il cibo o il mangiare, anche se ci sono delle domande di altro tipo. Compila la scheda con cura rispondendo con sincerità a tutte le domande.

Inizio modulo

Frase n°1 : 
Sono terrorizzato dall’ idea di essere sovrappeso.
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°2
Evito di mangiare quando sono affamato.
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°3:
Sono costantemente preoccupato per il cibo
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°4:
Quando sento che, durante il pasto, potrei non riuscire a fermarmi, continuo a mangiare fino ad abbuffarmi
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°5:
Taglio il cibo in pezzi molto piccoli 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°6:
Conosco sempre il contenuto calorico di quello che mangio
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°7:
Evito soprattutto i cibi ad alto contenuto di carboidrati (ad esempio, pane, patate, riso, ecc.) 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°8
Penso che gli altri vorrebbero che io mangiassi di più.
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°9:
Vomito dopo aver mangiato.
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°10:
Mi sento estremamente in colpa dopo aver mangiato
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°11
Sono ossessionato dal desiderio di essere più magro 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°12:
Quando faccio esercizio fisico, penso a quante calorie sto consumando
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°13: 
Gli altri pensano che io sia troppo magro
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°14:
Sono ossessionato dal pensiero del grasso che è nel mio corpo.
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°15: 
Impiego più tempo degli altri a consumare i miei pasti 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°16:
Evito i cibi che contengono zucchero
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°17: 
Mangio cibi dietetici
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°18:
Sento che il cibo controlla la mia vita 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°19:
Riesco a controllarmi per ciò che riguarda il cibo 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°20:
Sento che gli altri vorrebbero costringermi a mangiare
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°21:
Dedico sempre troppo tempo e troppi pensieri al cibo
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°22:
Mi sento a disagio, agitato, quando ho mangiato dei dolci
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°23:
Cerco di stare a dieta 
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°24:
Mi piace sentire che il mio stomaco è vuoto
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°25:
Dopo aver mangiato sento l’ impulso di vomitare
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

Frase n°25:
Mi piace assaggiare cibi nuovi ed elaborati
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto Spesso
Sempre

per le prime 25 domande devi assegnare i seguenti punteggi alle risposte:

Sempre = 3 punti
Di solito = 2 punti
Spesso = 1 punto
Talvolta = 0 punti
Raramente = 0 punti
Mai = 0 punti

Per l’ultima domanda invece, (domanda 26) devi assegnare i seguenti punteggi alle risposte:

Sempre = 0 punti
Di solito = 0 punti
Spesso = 0 punti
Talvolta = 1 punto
Raramente = 2 punti
Mai = 3 punti

Il punteggio totale del test si ottiene sommando i punteggi ottenuti nelle singole domande.

Recentemente al test sono state aggiunte le seguenti Domande comportamentali:

Metta un cerchio sul numero che le sembra più appropriato di ognuna delle seguenti domande.

1= Mai.

2 = Da una volta a parecchie volte al mese

3 = Una volta alla settimana.

4 = Da 2 a sei volta la settimana.

5 = Una volta al giorno

6 = Più di una volta al giorno.

Durante qualsiasi periodo di tre mesi del passato quale è stata la più alta frequenza di questi comportamenti:

1) Ha avuto mai delle abbuffate?

1  2  3  4  5  6

2) Si è indotta il vomito per controllare il suo peso o le sue forme corporee?

1  2  3  4  5  6

3) Ha usato lassativiper controllare il suo peso o le sue forme corporee?

1  2  3  4  5  6

4) E’ stata curata per un disturbo dell’alimentazione?

1  2  3  4  5  6

5) Ha pensato o tentato di suicidarsi?

1  2  3  4  5  6

 

Negli ultimi 3 mesi ha avuto uno dei seguenti comportamenti?

1) Ha avuto mai delle abbuffate?

1  2  3  4  5  6

2) Si è indotta il vomito per controllare il suo peso o le sue forme corporee?

1  2  3  4  5  6

3) Ha usato lassativiper controllare il suo peso o le sue forme corporee?

1  2  3  4  5  6

4) E’ stata curata per un disturbo dell’alimentazione?

1  2  3  4  5  6

5) Ha pensato o tentato di suicidarsi?

1  2  3  4  5  6

I criteri da usarsi per decidere se necessiti di ulteriori approfondimenti o terapie sono i seguenti (nel senso che almeno uno deve essere presente):

1. Un punteggio uguale o superiore a 20 nell’EAT-26

2. Almeno una risposta affermativa ad almeno una delle cinque domande comportamentali

3. Un indice di massa corporea (BMI) inferiore a 18

4. Il fatto che tu abbia la sensazione di avere un qualche problema col cibo e richieda quindi spontaneamente una consulenza specialistica

Dott. Roberto Cavaliere

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TEST SULLA DIPENDENZA DA INTERNET

Il test è tratto da YOUNG S. Kimberly, Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet, Calderoni edagricole, Bologna, 2000, pp. 18 -20

“Per determinare il livello della vostra dipendenza rispondete alle seguenti domande dando un punteggio alle vostre risposte in base a questa scala: 
• 1 = mai 
• 2 = raramente 
• 3 = ogni tanto 
• 4 = spesso 
• 5 = sempre 

1. Quante volte vi siete accorti di essere rimasti on line più a lungo di quanto intendevate? 
2. Vi capita di trascurare le faccende domestiche per passare più tempo on line? 
3. Vi capita di preferire l’eccitazione offerta da Internet all’intimità con il vostro partner? 
4. Vi capita di stabilire nuovi rapporti con altri utenti on line? 
5. Accade che le persone attorno a voi si lamentino per la quantità di tempo che passate on line? 
6. Accade che i vostri studi risentano negativamente della quantità di tempo che passate on line? 
7. Vi capita di controllare la vostra e.mail prima di fare qualche altra cosa importante? 
8. La vostra resa sul lavoro o la vostra produttività sono influenzate negativamente da Internet? 
9. Vi capita di stare sulla difensiva o di minimizzare quando qualcuno vi chiede cosa fate on line? 
10. Quante volte vi ritrovate a scacciare pensieri negativi sulla vostra vita con il pensiero consolatorio di Internet? 
11. Vi capita di scoprirvi a pregustare il momento in cui andrete nuovamente on line? 
12. Vi succede di temere che la vita senza Internet sarebbe noiosa, vuota e senza gioia? 
13. Vi capita di scattare, alzare la voce o rispondere male se qualcuno vi disturba mentre siete collegati? 
14. Perdete ore di sonno perché restate alzati fino a tardi davanti al computer? 
15. Vi capita di concentrarvi col pensiero su Internet quando non siete al computer, o di fantasticare di essere collegati? 
16. Vi capita di scoprirvi a dire “ancora qualche minuto e spengo”quando siete on line? 
17. Avete già tentato di ridurre la quantità di tempo che passate on line senza riuscirvi? 
18. Cercate di nascondere quanto tempo passate on line? 
19. Vi capita di scegliere di passare più tempo on line anziché uscire con gli altri? 
20. Vi capita di sentirvi depressi, irritabili o nervosi quando non siete collegati, mentre state benissimo quando siete nuovamente davanti al computer? 

Dopo aver risposto a tutte le domande, fate la somma delle cifre assegnate ad ogni risposta per il vostro punteggio. Più alto è il punteggio, maggiore è il livello di dipendenza e più numerosi i problemi causati dall’abuso di Internet. Questa scala vi aiuterà a misurare il vostro punteggio: 

20 – 39 punti: siete utenti ‘normali’ A volte vi può capitare di navigare in rete un po’ troppo a lungo, ma avete il controllo della situazione 

40 – 69 punti: avete già diversi problemi a causa di Internet. Dovreste soffermarvi a riflettere sull’impatto di questa tecnologia nella vostra vita. 

70 – 100 punti: il vostro abuso di Internet sta causando problemi notevoli nella vostra vita. È opportuno che li affrontiate adesso”

 

Dott. Roberto Cavaliere

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TEST SULL’ANSIA

Ansia – Scala di autovalutazione dell’ ansia di Zung – SELF-RATING ANXIETY STATE (WWK Zung, 1971)

Leggi attentamente ciascuna delle 20 frasi elencate qui sotto: in che misura ciascuna di esse descrive come ti sei sentito nel corso di quest’ ultima settimana? Ti sei sentito così “quasi mai o raramente”, “qualche volta”, “spesso”, “quasi sempre”? Per ogni frase fai una crocetta nella colonna che ti sembra la più appropriata a descrivere come ti sei sentito.

Domanda: Quasi mai o raramente Qualche
volta
Spesso Quasi sempre
1) Mi sento più nervoso ed ansioso del solito
2) Mi sento impaurito senza alcun motivo
3) Mi spavento facilmente o sono preso dal panico
4) Mi sento a pezzi e mi sembra di stare per crollare
5) Mi sembra che tutto vada bene e che non capiterà niente di male
6) Mi tremano le braccia e le gambe
7) Sono tormentato dal mal di testa e dai dolori al collo e alla schiena
8) Mi sento debole e mi stanco facilmente
9) MI sento calmo e posso stare seduto facilmente
10) Sento che il mio cuore batte veloce
11) Soffro di vertigini
12) Mi sembra di stare per svenire
13) Respiro con difficoltà
14) Ho sensazioni di intorpidimento e di formicolio alle dita delle mani e dei piedi
15) Soffro di mal di stomaco o di indigestione
16) Ho bisogno di urinare spesso
17) Le mie mani sono in genere asciutte e calde
18) La mia faccia diventa facilmente calda e arrossata
19) Mi addormento facilmente e mi sveglio riposato
20) Ho degli incubi

ATTRIBUISCI I SEGUENTI PUNTEGGI

1 per quasi mai – 2 per qualche volta – 3 per spesso – 4 per quasi sempre e calcola il punteggio totale
RISULTATI:

• Punteggio compreso tra 20 e 31: livello d’ansia basso

• Punteggio compreso tra 32 e 43: livello d’ansia medio – basso

• Punteggio compreso tra 44 e 55: livello d’ansia medio

• Punteggio compreso tra 56 e 67: livello d’ansia medio – alto

• Punteggio compreso tra 68 e 80: livello d’ansia alto

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

SCALA DI VALUTAZIONE DELLE OSSESSIONI E COMPULSIONI

La Scala di Valutazione Ossessivo Compulsiva  Yale Brown Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (Y-BOCS) è utilizzata, in ambito clinico, per quantificare la severità di un Disturbo Ossessivo Compulsivo. In questa sede và utilizzata quando si è in presenza di veri e propri sintomi ossessivi e compulsivi nei confronti di una persona.

Per un corretto utilizzo della scala segnare la risposta più vicina la proprio vissuto , scegliendo un solo numero per domanda. Il punteggio raggiunto dovrebbe riflettere l’effetto di tutti i sintomi ossessivi e compulsivi.

Scala di Valutazione delle Ossessioni

– Argomento – – Grado di Severità –

1. Tempo dedicato alle Ossessioni 0 ore al giorno 0-1 ore al giorno 1-3 ore al giorno 3-8 ore al giorno 8 o più ore al giorno
Punteggio 0 1 2 3 4
2. Interferenza dalle Ossessioni Nessuna Leggera Definita ma gestibile Impedimento sostanziale Inabilitante
Punteggio 0 1 2 3 4
3. Angoscia e pena dalle Ossessioni Nessuna Poca Moderata
ma gestibile
Severa Quasi costante, inabilitante
Punteggio 0 1 2 3 4
4. Resistenza 
alle Ossessioni
Resisto sempre Resisto molto Oppongo una qualche resistenza Spesso cedo Cedo completamente
Punteggio 0 1 2 3 4
5. Controllo sulle Ossessioni Controllo completo Controllo notevole Un qualche controllo Poco controllo Nessun
controllo
Punteggio 0 1 2 3 4

Scala di Valutazione delle Compulsioni

– Argomento – – Grado di severità –

1. Tempo dedicato alle Compulsioni 0 ore al giorno 0-1 ore al giorno 1-3 ore al giorno 3-8 ore al giorno 8 o più ore al giorno
Punteggio 0 1 2 3 4
2. Interferenza dalle compulsioni Nessuna Leggera Definita ma gestibile Impedimento sostanziale Inabilitante
Punteggio 0 1 2 3 4
3. Angoscia e pena dalle Compulsioni Nessuna Poca Moderata ma gestibile Severa Quasi costante,
Inabilitante
Punteggio 0 1 2 3 4
4. Resistenza alle Compulsioni Resisto sempre Resisto molto Oppongo una certa resistenza Spesso cedo Cedo completamente
Punteggio 0 1 2 3 4
5. Controllo sulle Compulsioni Controllo completo Controllo notevole Un certo controllo Poco controllo Nessun
controllo
Punteggio 0 1 2 3 4

 

 

Sommando i vari punteggi ottenuti per ciascuna domanda si ottiene il punteggio totale nella Scala di Valutazione Yale Brown e da esso, attraverso la tabella sottostante ricavate il grado di severità  sia delle ossessioni che delle compulsioni.

 

 

 Punteggio    Grado di Severità  
0-7 DOC Assente
8-15 DOC Leggero
16-23 DOC Moderato
24-31 DOC Severo
32-40 DOC Estremo

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE AFFETTIVE E RELAZIONALI

Quanto più scandagliamo la nostra anima, ci caliamo nel pozzo dell’inconscio e rovistiamo nei cassetti in cui sono chiusi i nostri segreti inconfessabili, tanto più detestiamo noi stessi e gli altri, e ci sentiamo immersi in una depravata precarietà. Non possiamo liberarci, uccidendo noi stessi e gli altri. Solo la compassione ci salva. Solo spezzando questa solitaria intimità, perversa e alienante, ci si può aggrappare a un’altra intimità, comprendere, amare con tenera passione. Michele Lauria, L’Amante Assente

 

Il questionario riportato di seguito ha il solo scopo di verificare la conoscenza di taluni concetti teorici sulle dipendenze affettive riportate in vari articoli del sito.

1 ) Chi per primo ha usato il temine ‘amoredipendenti’:

  1. Freud
  2. Jung
  3. Fenichel
  4. Norwood

 

2) La dipendenza affettiva è considerata :

  1. patologia (secondo il DSM IV);
  2. disturbo autonomo (secondo Giddens);
  3. non ha nessun riconoscimento scientifico.

 

3) Quale di questi sintomi e necessariamente presente nella dipendenza affettiva:

  1. paura dell’abbandono;
  2. narcisismo;
  3. autoritarismo.

 

4)  Le dipendenze affettive e relazionali originano prevalentemente:

  1. nell’infanzia;
  2. nell’adolescenza:
  3. in età adulta.

 

5) La ‘Teoria dell’Attaccamento’ nasce ad opera di :

  1. Fenichel
  2. Bowlby
  3. Ainsworth

 

6) Nella ‘Teoria dell’Attaccamento’ quando fasi vengono individuate per lo sviluppo della relazione d’attaccamento:

  1. due
  2. tre
  3. quattro
  4. cinque

 

7) Il disegno sperimentale della Strange Situation di Mary Ainsworth in che fascia d’età è stato effettuato:

  1. dai 12 ai 18 mesi
  2. dai 18 ai 24 mesi
  3. dai 24 ai 30 mesi
  4. dai 30 ai 36 mesi

8) Quanti pattern d’attaccamento individua la Ainsworth:

  1. tre
  2. quattro
  3. cinque

9) Quale dei seguenti pattern d’attaccamento caratterizza la dipendenza affettiva:

  1. attaccamento evitante
  2. attaccamento ansioso-resistente
  3. attaccamento disorganizzato-disorientato

10) Quale fra le seguenti terapie è maggiormente indicata per le dipendenze affettive e relazionali:

  1. psicoterapia individuale unitamente a gruppo d’auto-aiuto:
  2. psicoterapia di gruppo
  3. psicoterapia individuale
  4. psicoterapia di coppia

 

 

 

RISPOSTE ESATTE

 

1) 3 – 2) 2 – 3) 1 – 4) 1 – 5) 2 – 6) 3 – 7) 1 – 8) 2 – 9) 2 – 10) 1