Il Romanzo “Un Amore” per descrivere la mancanza di reciprocità nei sentimenti

«E tu cos’eri per lei?»
«Io le ho voluto bene sul serio.»
«Bene sul serio? Semplicemente te ne eri ammalato, ne avevi bisogno, hai fatto di tutto per averla, in modo bestiale ma l’hai fatto. Ma la consideravi una disgrazia, è vero o no che la consideravi una disgrazia?»
«Era, una disgrazia.»
«E questo lo chiami amore?».

Il romanzo “Un Amore” di Dino Buzzati narra l’amore di Tonino Dorigo – un uomo intelligente, di mezza età e di buona estrazione sociale – per la Laide, una ragazza molto più giovane di lui. La Laide è una prostituta, e Dorigo, a furia di frequentarla, finisce per innamorarsene. Dorigo può possederla ogni volta che vuole per sole ventimila lire, e per questo semplice fatto si fa l’idea che la ragazza debba affezionarsi a lui. In fondo, è un uomo istruito, pulito, benestante, il tipo d’uomo che può dare sicurezza a una ragazza giovane e inesperta come lei. E il fatto di avere dei rapporti sessuali con lei gli fa credere che tra di loro debba necessariamente nascere e svilupparsi un sentimento di qualche natura. Ma Dorigo sembra dimenticare che la Laide va a letto con lui solamente per denaro.

In questa sede vengono riportati brani estratti dal libro che possono aiutare a riflettere come ci si possa ritrovare all’interno di una relazione dove la reciprocità di sentimenti non esiste.

“L’uomo sul momento non se ne accorge neanche e non sospetta ma lei sì e in quel momento stesso sale invincibile sul trono, incominciando il delizioso gioco di farlo impazzire.

Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuinità popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero.

Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti.

Egli correva in direzione di lei benché sapesse che laggiù lo aspettavano soltanto nuovi affanni, umiliazioni e lacrime. Ma lui correva a perdifiato ugualmente, il piede premuto con tutta la forza sul pedale, per la paura di perdere un minuto.

Eppure anche a cinquant’anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L’inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento,la gelosia, l’impazienza, la disperazione. L’amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c’era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.

Alla Laide, la sua personalità artistica, quel fascino intellettuale che qualche volta faceva colpo sulle donne del suo mondo, era del tutto indifferente.

Per farsi prendere in considerazione da lei, una bella Maserati ultimo modello contava molto di più che aver costruito il Partenone.

Erano forse il momento migliore quei cinque minuti d’attesa in letto, quando la ragazza, di là, preparava convenientemente il suo corpo. L’immaginazione, con la certezza di un prossimo incontrastato esaudimento, sviluppava le più eccitanti e lussuriose ipotesi che naturalmente sarebbero state poi deluse per almeno l’ottanta per cento.”

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa). Possibilità anche di effettuare consulenze via Skype o telefoniche

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

Elaborare la Mancanza d’Amore

Il dolore più grande è non essere desiderati, renderti conto che i tuoi genitori non hanno bisogno di te quando tu hai bisogno di loro.
Quando ero bambino ho vissuto momenti in cui non volevo vedere la bruttezza, non volevo vedere di non essere voluto.
Questa mancanza di amore è entrata nei miei occhi e nella mia mente.
Non sono mai stato veramente desiderato.
L’unico motivo per cui sono diventato una star è la mia repressione.
Nulla mi avrebbe portato a questo se fossi stato “normale”.
J. Lennon –

In questa testimonianza di Lennon il dolore diventa una risorsa che lo porta al successo.
Ma purtroppo a fronte di questa storia, tantissime altre declinano in una sofferenza che ha ripercussioni per tutta la vita. In questi casi diventa necessario elaborare quell’antico dolore al fine di superarlo in tutto o in parte. Elaborazione che può essere dolorosa quanto lo stesso dolore che vuole superare. Ma meglio un “dolore che urla” che “una ferita sempre aperta”.

Roberto Cavaliere Psicoterapeuta

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LIBRO: QUANDO L’AMORE DIVENTA DIPENDENZA

“NON C’E’ DIPENDENZA CHE NON POSSA ESSERE SUPERATA CON I GIUSTI ESERCIZI PER LA MENTE E LE EMOZIONI”
Dal 9 novembre in tutte le librerie d’Italia ed online il nuovo libro-quaderno d’esercizi di Roberto Cavaliere Psicoterapeuta “QUANDO L’AMORE DIVENTA DIPENDENZA – Esercizi per superare le relazioni malsane” edito da Franco Angeli editore

RETRO COPERTINA

Può un amore diventare dipendente?
Sì. Qualsiasi amore può diventare un legame malsano di dipendenza affettiva e, per quanto possa sembrare paradossale, bisogna sapere che è più facile interrompere una relazione sana rispetto a una nociva perché ciò che fa male oppone una resistenza maggiore al suo superamento.
Come uscirne allora?
Attraverso l’analisi degli aspetti dolorosi di una dipendenza affettiva malsana e mediante gli esercizi proposti dall’autore in queste pagine, è possibile riflettere su se stessi e sulla natura della relazione oggetto di indagine. Il percorso di lavoro qui proposto, infatti, seguirà un iter che ci aiuterà a rendere positivo tutto ciò che è negativo: è un divenire volto a togliere il “mal” affinché rimanga solo il “sano” della relazione.
In questo modo il legame affettivo si libererà dell’attributo “dipendente” per continuare su nuove basi, riappropriandosi della propria libertà.

Pagina fb https://www.facebook.com/quandolamorediventadipendenza/
Possibilità di leggere una anteprima del libro al seguente link
https://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/1166.4_demo.pdf

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LA RELAZIONE TRA PERSONALITA’ BORDERLINE E PERSONALITA’ NARCISISTA

Le personalità narcisista e borderline possono provare attrazione reciproca.
L’attrazione viene attivata dal carattere distante del narcisista che aiuta a non innescare la paura dell’abbandono del borderline.
A sua volta il narcisista è attratto dalla seduzione ed adulazione iniziale (a volte anche in seguito) del borderline.
Il tutto sfocia in un rincorrersi a vicenda e in un’altalena della relazione.

In questa altalena la personalità borderline tende maggiormente a soffrire perchè si vive tutta l’anafettività del narcisista. Il narcisista, dal suo canto, si vive la rabbia tipica del bordeline per non essere accettato ed amato come vorrebbe. E’ una sorta di “occhio per occhio, dente per dente” seppur con modalità diverse.

Il tutto sfocia in una relazione altamente distruttiva per entrambi se la stessa relazione dura nel tempo.

Dott. Roberto Cavaliere

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IL BALLO DEL NARCISISTA

I testi delle canzoni tendono a rappresentare anche i vissuti psicologici del mal d’amore.

In questa famosa e significativa canzone di Patty Pravo viene rappresentata la relazione col narcisista.

Il testo della canzone si commenta da solo

Tu mi fai girar
Tu mi fai girar
Come fossi una bambola
Poi mi butti giù
Poi mi butti giù
Come fossi una bambola
Non ti accorgi quando piango
Quando sono triste e stanca tu
Pensi solo per te
No ragazzo no
No ragazzo no
Del mio amore non ridere
Non ci gioco più
Quando giochi tu
Sai far male da piangere
Da stasera la mia vita
Nelle mani di un ragazzo no
Non la metterò più
No ragazzo no
Tu non mi metterai
Tra le dieci bambole
Che non ti piacciono più
Oh no, oh no
Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola
Poi mi butti giù, poi mi butti giù come fossi una bambola
Non ti accorgi quando piango
Quando sono triste e stanca tu
Pensi solo per te
No ragazzo no
Tu non mi metterai
Tra le dieci bambole
Che non ti piacciono più
Oh no, oh no

Canzone “Tu mi fai girar come una bambola” Patty Pravo

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IL BREADCRUMBING NELLE RELAZIONI

 

Non accettate le briciole. Ci hanno fatto donne, non formiche.
(Marilyn Monroe)

Le briciole non soddisfano, non saziano, non riempiono, non nutrono.
Applicabile a tutto ciò che si desidera.
(la5fettaditorta, Twitter)

Breadcrumbing è un termine inglese che significa “SPARGERE LE BRICIOLE” Il termine viene usato in amore e/o nelle relazioni per definire quel comportamento ambiguo e manipolatorio di “spargere le briciole” appunto, per attirare a sé una persona. Chi lo mette in atto non andrà mai al di là di dare le briciole, ma nel frattempo avrà legata a se quella persona che attirata dalle briciole spera che arriverà il pasto completo successivamente. Quindi: ATTENTI alle BRICIOLE che vi possono essere date in qualsiasi tipo di relazioni. Chi persiste in tale comportamento non vi ama e/o vi vuole bene veramente ma vuole solo soggiogarvi, lasciandovi sempre…”affamati”.

Dott. Roberto Cavaliere

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TEST SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA (Love Addiction Screening Test)

Il seguente test composto da  25 domande può essere utilizzato per individuare la sintomatologia tipica della Dipendenza affettiva

Le risposte ad esse non forniscono assolutamente una diagnosi di Dipendenza affettiva, nè tantomeno le risposte negative la possono escludere. Molti soggetti dipendenti affettivi hanno risposto con modalità completamente differenti.

Una diagnosi di Dipendenza affettiva è una questione molto seria e riservata. Ciononostante, questo Test può
 essere un efficace strumento di autodiagnosi.
Leggi le domande e segna a quante rispondi “si”.

Test autovalutativo adattatto da Aaron Alan dallo SLAA’s 
“40 
Questions 
for 
Self 
Diagnosis” di Patrick Carnes e Pia Mellody
  1. Vorreste incontrare spesso qualcuno per un appuntamento romantico o passionale?
  2. Vi sentite mai “particolarmente eccitati” per un racconto o una fantasia d’amore?
  3. Vi sentite disperati o a disagio quando siete lontani dal vostro amante o partner sessuale?
  4. Credete che senza una relazione sentimentale la vostra vita sia o sarà insopportabile?
  5. Non siete in grado di smettere di vedere una specifica persona, anche se sapete che questa persona è dannosa per voi?
  6. Avete difficoltà a stare da soli?
  7. Pensate che la vita avrebbe poco o nessun significato senza una relazione?
  8. Sostituite immediatamente relazioni finite?
  9. Pensate che nelle vostre storie, vi ripetete in schemi di “cattive relazioni”?
  10. Credete che le vostre relazioni sentimentali vi aiutino a fuggire dai problemi della vita reale?
  11. Vi ritrovate a flirtare o in atteggiamenti sessuali con qualcuno, anche se non lo volete?
  12. Vi siete mai trovati in relazioni in cui non siete stati in grado di lasciare?
  13. Pensate sia meglio che nessuno sappia della vostra vita affettiva o attività sessuale?
  14. Avete fatto sesso con qualcuno per aver maggior controllo su di esso e affinchè vi ammasse di più?
  15. Vi siete mai ripromessi di tenere una condotta sessuale o d’amore, che sapete di non poter seguire?
  16. Credete che qualche probabile partner possa essere la vostra soluzione o vi aiuti a rendervi mgliore?
  17. Non vi sentite “realmente vivi” a meno che non siate con il vostro partner sessuale?
  18. Avete mai minacciato la vostra stabilità finanziaria o la vostra reputazione nella comunità perseguendo una relazione?
  19. Credete che i vostri problemi in amore siano dovuti al rimanere insieme a persone “sbagliate”?
  20. Vi capita spesso di sentire una vicinanza immediata e un feeling completo con persone appena incontrate?
  21. Avete bisogno di fare sesso o d’innamorarvi per sentirvi un “vero uomo” o una “vera donna”?
  22. Siete incapaci di concentrarvi su altro, a causa di fantasie erotiche o pensieri riguardanti alcune persone?
  23. Avete mai desiderato di poter fermare o controllare la vostra attività sessuale o amorosa per un determinato periodo di tempo?
  24. Sentite la vostra vita ingestibile a causa delle numerose relazioni di cui avete bisogno?
  25. Avete mai pensato che potreste fare di più nella vostra vita, se non  foste così assuefatti dalle vostre ricerche e attività amorose e sessuali?
  • Se avete risposto SI da 0 a 3: il punteggio rientra in un intervallo comune nella popolazione, quindi è improbabile che i vostri pensieri, impulsi e sentimenti affettivi siano un problema nella vostra vita.
  • Se avete risposto SI da 4 a 6: il punteggio rientra in un intervallo comune nelle persone che cercano consulenze per i loro pensieri o comportamenti affettivi/relazionali. Spesso queste persone usano le loro relazioni affettive per far fronte alle varie sfide della vita o perchè incontrano conseguenze indesiderate nella loro ricerca. Si dovrebbe pensare di avere un consulto con terapeuti qualificati o con il proprio psicoterapeuta di fiducia  per approfondire questi aspetti.
  • Se avete risposto SI a 7 o più: le persone che ottengono punteggi elevati spesso riportano tentativi infruttuosi nel regolare i loro pensieri, impulsi o comportamenti affettivi. Spesso riferiscono che le relazioni affettive scelte, causano un disagio significativo e varie conseguenze indesiderate nella loro vita personale. Persone con questo tipo di punteggio vengono generalmente invitate a considerare realmente l’ipotesi di contattare terapeuti del settore per essere informati sulle possibili conseguenze che può creare la dipendenza affettiva.

Dott. Roberto Cavaliere

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LA POSITIVITA’ DELL’ “AMORE BISOGNO”

Lo studioso C.S. Lewis nel suo libro “I Quattri amori” edito da JacaBook Reprint nell’effettuare la distinzione tra “amore dono” ed “amore bisogno” tende a riabilitare quest’ultimo in contrasto con l’opinione dominante che tende a considerarlo in termini negativi.

Riporto di seguito i passaggi essenziali del libro che ‘riabilitano’ l’ ‘amore bisogno’

“…”amore dono” e “amore bisogno”: appartiene alla prima catogoria il sentimento che spinge un uomo a lavorare, fare progetti, risparmiare per il benessere futuro della sua famiglia che, pure, la morte gli impedirà di condividere o di vedere realizzato; è del secondo tipo, invece, l’amore che spinge un bambino a rifugiarsi nelle braccia della madre quando si sente solo o spaventato. …

… non credo sia giusto negare all’ “amore bisogno” la qualifica di amore…

… bisogna andarci cauti nel definire l’ “amore bisogno” un’espressione di “mero egoismo”: l’uso di questo aggettivo è sempre pericoloso. E’ vero che si può indulgere egoisticamente all’ amore bisogno come a tante altre nostre debolezze, e di certo è riproverevole una pretesa d’amore tirranica e vorace, ma nella nostra esperienza quotidiana non chiamamo certamente egoista il bambino che si rivolge alla madre per essere consolato, o l’adulto che cerca compagnia “per non sentirsi solo”.

Quei bambini o quegli adulti, che piu’ si sforzano di combattere questo istinto, raramente posseggono le doti dell’autentico altruista. So bene che chi prova questo “amore bisogno” può avere dei buoni motivi per cercare di  sopprimerlo o di mortificarlo, ma l’esserne del tutto privi è un marchio che contraddistingue il freddo egoista. Dal momento che il nostro bisogno degli altri è reale (“Non è bene che l’uomo sia solo”), il venir meno nella nostra coscienza, del senso di questo bisogno che si esprime attraverso l’ “amore bisogno”-in altre parole, la convinzione, ingannevole, che sia bene per noi stare da soli-è un brutto sintomo spirituale, proprio cone l’inappetenza è un cattivo sintomo sotto il profilo medico, perchè l’uomo ha veramente bisogno del cibo.”

Dott. Roberto Cavaliere

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COME RIPRENDERSI SE SI E’ STATE VITTIME DI ABUSI DOMESTICI

Purtroppo non è raro che gli abusi si verifichino in casa, come si fa a superare questo tipo di trauma e andare avanti con la propria vita?

La ripresa da abusi domestici varia secondo il loro tempo di durata, della loro entità e del loro modo di manifestazione (psicologici, fisici e/o altro). Inoltre tale ripresa è influenzata da caratteristiche individuali e soggettive. Cerchiamo comunque di tracciare a grosse linee delle caratteristiche essenziali di tale processo di ripresa.

  • Dare voce ed espressione alle emozioni interne che tali abusi hanno procurato. In una prima fase è necessario buttare fuori tutto il dolore e la rabbia che si ha dentro.
  • Successivamente cercare di capire perché sono successi, perché si è accettati di subirli. Comprendere a tutti i livelli: individuale, dell’altro e di coppia.
  • Poi comprendere i danni personali riportati dal subire tali abusi. Tali danni solitamente investono la sfera dell’autostima, delle sicurezze personali, dei ruoli sociali rivestiti (moglie, madre, ecc…) oltre ad eventuali implicazioni anche sul piano fisico (sintomi o malattie psicosomatiche) Spessi tali danni non sono chiari ed evidenti come potrebbero apparire.
  • La vittima di abusi richiede un lungo periodo per riprendersi, di un ambiente amorevole e accogliente e spesso di un supporto psicologico.

Riflessione finale: “Non rinunciare mai, Catherine. Hai tante cose dentro di te e la più nobile di tutte, il senso della felicità. Ma non aspettarti la vita da un uomo. Per questo tante donne s’ingannano. Aspettala da te stessa.” Albert Camus

Negli abusi domestici non solo la vita non è data, ma si cerca anche di toglierla. Una ripresa deve tenere conto di tal essenziale considerazione.

Dott. Roberto Cavaliere

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COME CONVIVERE CON UN COMPAGNO SESSO DIPENDENTE

La sesso dipendenza è un problema grande per una coppia, come si può riuscire ad affrontarlo?

Convivere con un compagno sesso dipendente significa, di fatto, convivere con una dipendenza. E’ come tutte le forme di dipendenza la vera relazione è instaurata con l’oggetto della dipendenza (in questo caso il sesso) e non col partner. Bisogna partire da questa considerazione per vedere come convivere con un compagno sesso dipendente.
Innanzitutto bisogna prendere consapevolezza che il proprio compagno è sesso dipendente e quest’ultimo a sua volta ne deve essere consapevole. Tale consapevolezza potrebbe sembrare ovvia ma il più delle volte non lo è. Spesso si attribuisce la dipendenza dal sesso solo ad un livello più elevato di testosterone.

Presi entrambi atto di tale consapevolezza bisogna sostenersi e aiutarsi a vicenda prendendo in considerazione anche la possibilità di un sostegno e/o aiuto esterno. Nel frattempo se il partner non prende consapevolezza di avere una dipendenza e non fa qualcosa per superarla bisogna porre un limite alla possibilità di convivenza con un tale partner.

Tutto ha un limite e un limite va messo anche alla dipendenza dell’altro, altrimenti si sta ‘amando troppo’ come direbbe la psicologa americana Norwood di cui invito a riflettere sul seguente brano:

“Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo. Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che pensa, dei suoi sentimenti, stiamo amando troppo. Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo.

Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuosi lui vorrà cambiar per amor nostro, stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.
Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo “sbagliato” per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci.”

 

Dott. Roberto Cavaliere

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