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TEST SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA (Love Addiction Screening Test)

Il seguente test composto da  25 domande può essere utilizzato per individuare la sintomatologia tipica della Dipendenza affettiva

Le risposte ad esse non forniscono assolutamente una diagnosi di Dipendenza affettiva, nè tantomeno le risposte negative la possono escludere. Molti soggetti dipendenti affettivi hanno risposto con modalità completamente differenti.

Una diagnosi di Dipendenza affettiva è una questione molto seria e riservata. Ciononostante, questo Test può
 essere un efficace strumento di autodiagnosi.
Leggi le domande e segna a quante rispondi “si”.

Test autovalutativo adattatto da Aaron Alan dallo SLAA’s 
“40 
Questions 
for 
Self 
Diagnosis” di Patrick Carnes e Pia Mellody
  1. Vorreste incontrare spesso qualcuno per un appuntamento romantico o passionale?
  2. Vi sentite mai “particolarmente eccitati” per un racconto o una fantasia d’amore?
  3. Vi sentite disperati o a disagio quando siete lontani dal vostro amante o partner sessuale?
  4. Credete che senza una relazione sentimentale la vostra vita sia o sarà insopportabile?
  5. Non siete in grado di smettere di vedere una specifica persona, anche se sapete che questa persona è dannosa per voi?
  6. Avete difficoltà a stare da soli?
  7. Pensate che la vita avrebbe poco o nessun significato senza una relazione?
  8. Sostituite immediatamente relazioni finite?
  9. Pensate che nelle vostre storie, vi ripetete in schemi di “cattive relazioni”?
  10. Credete che le vostre relazioni sentimentali vi aiutino a fuggire dai problemi della vita reale?
  11. Vi ritrovate a flirtare o in atteggiamenti sessuali con qualcuno, anche se non lo volete?
  12. Vi siete mai trovati in relazioni in cui non siete stati in grado di lasciare?
  13. Pensate sia meglio che nessuno sappia della vostra vita affettiva o attività sessuale?
  14. Avete fatto sesso con qualcuno per aver maggior controllo su di esso e affinchè vi ammasse di più?
  15. Vi siete mai ripromessi di tenere una condotta sessuale o d’amore, che sapete di non poter seguire?
  16. Credete che qualche probabile partner possa essere la vostra soluzione o vi aiuti a rendervi mgliore?
  17. Non vi sentite “realmente vivi” a meno che non siate con il vostro partner sessuale?
  18. Avete mai minacciato la vostra stabilità finanziaria o la vostra reputazione nella comunità perseguendo una relazione?
  19. Credete che i vostri problemi in amore siano dovuti al rimanere insieme a persone “sbagliate”?
  20. Vi capita spesso di sentire una vicinanza immediata e un feeling completo con persone appena incontrate?
  21. Avete bisogno di fare sesso o d’innamorarvi per sentirvi un “vero uomo” o una “vera donna”?
  22. Siete incapaci di concentrarvi su altro, a causa di fantasie erotiche o pensieri riguardanti alcune persone?
  23. Avete mai desiderato di poter fermare o controllare la vostra attività sessuale o amorosa per un determinato periodo di tempo?
  24. Sentite la vostra vita ingestibile a causa delle numerose relazioni di cui avete bisogno?
  25. Avete mai pensato che potreste fare di più nella vostra vita, se non  foste così assuefatti dalle vostre ricerche e attività amorose e sessuali?
  • Se avete risposto SI da 0 a 3: il punteggio rientra in un intervallo comune nella popolazione, quindi è improbabile che i vostri pensieri, impulsi e sentimenti affettivi siano un problema nella vostra vita.
  • Se avete risposto SI da 4 a 6: il punteggio rientra in un intervallo comune nelle persone che cercano consulenze per i loro pensieri o comportamenti affettivi/relazionali. Spesso queste persone usano le loro relazioni affettive per far fronte alle varie sfide della vita o perchè incontrano conseguenze indesiderate nella loro ricerca. Si dovrebbe pensare di avere un consulto con terapeuti qualificati o con il proprio psicoterapeuta di fiducia  per approfondire questi aspetti.
  • Se avete risposto SI a 7 o più: le persone che ottengono punteggi elevati spesso riportano tentativi infruttuosi nel regolare i loro pensieri, impulsi o comportamenti affettivi. Spesso riferiscono che le relazioni affettive scelte, causano un disagio significativo e varie conseguenze indesiderate nella loro vita personale. Persone con questo tipo di punteggio vengono generalmente invitate a considerare realmente l’ipotesi di contattare terapeuti del settore per essere informati sulle possibili conseguenze che può creare la dipendenza affettiva.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

TERAPIA SUL MALdAMORE IN COSTIERA AMALFITANA

LA COSTIERA ALMAFITANA E’ LA TERRAZZA DELL’AMORE

Quale miglior location per una psicoterapia sul Mal D’Amore se non la Costiera Amalfitana, riconosciuta a livello internazionale come uno dei luoghi più romantici ? Potrebbe essere un setting terapeutico addizionale che potrebbe favorire la risoluzione delle proprie problematiche e dipendenze affettive e relazionali, oltre all’indispensabile terapia.

Nel Centro-Studio del Dottor Roberto Cavaliere sulle problematiche di coppia, individuali e relazionali e tutto ciò che  è attinente al MALdAMORE, sito a Marina di Vietri sul Mare (50 mt dal mare e dalla spiaggia), è possibile effettuare la psicoterapia individuale. Vietri sul Mare è il primo comune della Costiera Amalfitana, a soli 3 km da Salerno (dove arriva anche l’alta velocità) ed a 50 km dall’aeroporto di Napoli, oltre ad avere un casello autostradale. Quindi facilmente raggiungibile in tutti i modi.

Il percorso individuale può essere anche effettuato per migliorare le proprie relazioni e/o il modo di porsi nei loro confronti e non solo per superare disagi e problematiche.

Si può scegliere tra due moduli di psicoterapia individuale sul Mal d’Amore

MODULO TERAPEUTICO DI 3 GIORNI (8 sessioni individuali da 45 minuti ognuna)

1° GIORNO :

  • Una Sessione iniziale dove si esporrà la problematica.
  • Una  Sessione incentrata sulla storia familiare.
  • Una Sessione incentrata sulle relazioni passate.

Al termine della sessione del primo giorno verrà proposta una passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile a stemperare tensioni interne.

2° GIORNO

  • Una sessione sulla somministrazione e discussione di un test psicologico scelto dal terapeuta sulla base di quanto emerso nelle sessioni del primo giorno.
  • Una sessione sulla somministrazione e discussione di un test sull’individuazione delle dinamiche affettive e relazionali.

Al termine della sessione del secondo giorno verrà proposta un’altra passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile sempre a stemperare tensioni interne.

3° GIORNO

  • Una sessione sulle criticità individuali e relazionali emerse dalla storia familiare e relazionale, oltre che dai test.
  • Una sessione sulle possibili strategie da mettere in atto per il superamento delle criticità individuali e relazionali emerse nelle sessioni precedenti
  • Una Sessione finale  che riassumerà il lavoro terapeutico effettuato con indicazioni sul come proseguire in futuro e nella quotidianeità

Costo totale euro 400

Ci sarà sempre la possibilità, li dove richiesto, di un successivo follow-up o di ulteriori sedute  da effettuare o sempre a Vietri sul Mare o negli Studi di Milano, Roma e Napoli o tramite Skype o videochiamate

MODULO TERAPEUTICO DI UN SOLO GIORNO/MAX DUE (4 sessioni  di 45 minuti ognuna)

  • Una Sessione iniziale dove si esporrà la problematica.
  • Una  Sessione incentrata sulla storia familiare  e relazionale passata.
  • Una sessione sulle criticità individuali e relazionali emerse dalla storia familiare e relazionale.
  • Una sessione sulle possibili strategie da mettere in atto per il superamento delle criticità individuali e relazionali emerse nelle sessioni precedenti

Al termine delle 4 sessioni  verrà proposta una passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile a stemperare tensioni interne.

In questo secondo modulo le sessioni totali sono 4 per un costo totale di 240 euro

Anche in questo caso ci sarà sempre la possibilità, li dove richiesto e/o necessario, di un successivo follow-up o di ulteriori sedute  da effettuare o sempre a Vietri sul Mare o negli Studi di Milano, Roma e Napoli o tramite Skype o videochiamate

In entrambi i moduli, si verrà omaggiati di un oggetto in pregevole ceramica vietrese e del libro  del dottor Cavaliere “Se non mi amo, non ti amo”

E’ sempre possibile concordare modalità diverse come tempi e sedute della propria terapia. Si può effettuare la terapia anche durante la settimana e le festività,  previo accordo.

Possibilià di alloggiare in casa-vacanze (bilocale) convenzionata a 150 euro per due notti e tre giorni o in altre strutture a proprio piacimento.

Possibilità di TERAPIA DI COPPIA IN COSTIERA AMALFITANA (clicca qui)

PER INFO E CONTATTI : tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

Dott. Roberto Cavaliere (clicca sul nome per curriculum professionale) 

 Psicologo, Psicoterapeuta  Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

Centro studio a Marina di Vietri sul Mare

Studio a Vietri sul Mare

PANORAMICA DI VIETRI SUL MARE

LA STORIA DI PINOCCHIA E NARCISO

Tutti conosciamo la storia di Pinocchio, il burattino che voleva diventare un bambino, al quale cresceva il naso ogni volta che diceva una bugia.
Pochissimi conoscono invece la storia di Pinocchia.
Pinocchia era una bambina dal cuore d’oro, graziosa e allegra. Si fidava sempre del prossimo e non diceva mai bugie perché era un’anima pura. Credeva che tutti fossero sinceri come lei e guardava al suo futuro con gioia e speranza.
Un giorno Pinocchia incontrò Narciso, un ragazzo brillante, intelligente e bellissimo dagli occhi verde smeraldo. I due si innamorarono perdutamente e vissero tanti momenti meravigliosi. Ma Narciso iniziò a rivelarsi diverso da come sembrava: fuggiva, poi tornava, spesso senza dare nemmeno spiegazioni; prometteva ma non manteneva mai la parola; diceva bugie ma negava di farlo; dava a lei tutte le colpe senza prendersi mai la propria responsabilità. Però tornava sempre da lei promettendo ancora una volta mari e monti.
Pinocchia lo riaccoglieva sempre con gioia perché credeva nel loro amore ed era convinta che insieme potessero superare ogni ostacolo.
Ma la giovane donna iniziò ad ammalarsi: ogni volta che Narciso diceva una bugia, il cuore di Pinocchia si rimpiccioliva. La ragazza iniziò a desiderare di diventare una bambola per non soffrire più. Una bambola bella e sorridente come quella con cui giocava da piccola.
Il tempo passava ma il comportamento di Narciso non cambiava: altre sparizioni e riapparizioni, altre bugie, altre promesse non mantenute.
Il cuore di Pinocchia diventava sempre più piccolo, finché un giorno si spezzò in minuscoli pezzettini e infine scomparve per sempre.
Pinocchia si trasformò in una bellissima bambola dai lunghi capelli biondi e dagli occhi tristi.
La leggenda dice che di notte essa torni ad essere una fanciulla vera e che vada nei sogni delle donne tristi per ridar loro la speranza e salvare il loro cuore.
(per gentile concessione dell’autrice MaryJo Calì)

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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UNA FORMULA MATEMATICA PER STABILIRE SE E’ VERO AMORE

Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no.

La formula è questa:

              1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE= Y

  • A è l’attrazione per il partner,
  • B il piacere psicologico della sua compagnia,
  • C il desiderio di intimità con lui/lei,
  • D il bisogno di essere accettati dal partner,
  • E la paura di essere abbandonati da lui/lei.

A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y.

Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a.

Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara.

I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LA POSITIVITA’ DELL’ “AMORE BISOGNO”

Lo studioso C.S. Lewis nel suo libro “I Quattri amori” edito da JacaBook Reprint nell’effettuare la distinzione tra “amore dono” ed “amore bisogno” tende a riabilitare quest’ultimo in contrasto con l’opinione dominante che tende a considerarlo in termini negativi.

Riporto di seguito i passaggi essenziali del libro che ‘riabilitano’ l’ ‘amore bisogno’

“…”amore dono” e “amore bisogno”: appartiene alla prima catogoria il sentimento che spinge un uomo a lavorare, fare progetti, risparmiare per il benessere futuro della sua famiglia che, pure, la morte gli impedirà di condividere o di vedere realizzato; è del secondo tipo, invece, l’amore che spinge un bambino a rifugiarsi nelle braccia della madre quando si sente solo o spaventato. …

… non credo sia giusto negare all’ “amore bisogno” la qualifica di amore…

… bisogna andarci cauti nel definire l’ “amore bisogno” un’espressione di “mero egoismo”: l’uso di questo aggettivo è sempre pericoloso. E’ vero che si può indulgere egoisticamente all’ amore bisogno come a tante altre nostre debolezze, e di certo è riproverevole una pretesa d’amore tirranica e vorace, ma nella nostra esperienza quotidiana non chiamamo certamente egoista il bambino che si rivolge alla madre per essere consolato, o l’adulto che cerca compagnia “per non sentirsi solo”.

Quei bambini o quegli adulti, che piu’ si sforzano di combattere questo istinto, raramente posseggono le doti dell’autentico altruista. So bene che chi prova questo “amore bisogno” può avere dei buoni motivi per cercare di  sopprimerlo o di mortificarlo, ma l’esserne del tutto privi è un marchio che contraddistingue il freddo egoista. Dal momento che il nostro bisogno degli altri è reale (“Non è bene che l’uomo sia solo”), il venir meno nella nostra coscienza, del senso di questo bisogno che si esprime attraverso l’ “amore bisogno”-in altre parole, la convinzione, ingannevole, che sia bene per noi stare da soli-è un brutto sintomo spirituale, proprio cone l’inappetenza è un cattivo sintomo sotto il profilo medico, perchè l’uomo ha veramente bisogno del cibo.”

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LA STELLA MARINA ED IL NARCISISTA

La stella marina è un invertebrato che con le sue molteplici forme affascina  tutti . I colori di una stella marina sono molto sgargianti e variano dal giallo, al verde, al rosa, al rosso e può essere sia omogenea che screziata.
La stella marina passa la maggior parte della sua giornata in cerca di cibo. Può ingoiare piccole prede intere ma può anche rovesciare lo stomaco all’esterno della bocca, farvi aderire animali anche grandicelli e digerirli esternamente. Le sue prede preferite sono piccoli crostacei e molluschi, tra cui ricci e cozze. Con le sue forti zampe, la stella marina, riesce ad aprire il guscio anche delle conchiglie più resistenti e a cibarsene. Non ha nemici fra i predatori ma è vittime dei parassiti. Nonostante la sua bellezza, la stella marina viene definita come uno degli abitanti più voraci dei fondali marini. Sono diffuse in tutti i mari della terra e a tutte le profondità.

Metaforicamente il Narcisista patologico ha le stesse caratteristiche della Stella Marina:

  • Affascina e seduce con i suoi modi di essere e di comportarsi così come fa la Stella Marina con le sue molteplici forme e colori;
  • Va alla ricerca continua di prede per sfamare il proprio narcisismo nello stesso modo in cui ricerca continuamente cibo la Stella Marina
  • Non molla la propria preda finché non la conquista allo stesso modo della Stella Marina che con le sue forti zampe riesce ad aprire le conchiglie più resistenti
  • Entrambi non hanno nemici se non i loro parassiti interni
  • Entrambi sono diffusi dappertutto.
  • Ed altre analogie che v’invito a trovare

Conclusione: Tutto ciò che affascina e seduce può essere vorace come una Stella Marina

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LIBRO: SE NON MI AMO, NON TI AMO

IL NUOVO LIBRO DEL DOTTOR ROBERTO CAVALIERE SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA IN VENDITA IN TUTTE LE LIBRERIE ED ONLINE

“Andare a letto, ogni sera, con un pensiero fisso, placare la stanchezza emotiva per qualche ora con un sonno comunque agitato, svegliarsi al mattino ancora stanchi e trovare quel pensiero, ricaricato di forza e crudeltà. Un altro giorno di mal d’amore. Se fosse reciproco, potrebbe essere anche romantico. Ma, il più delle volte, non è così. Alle persone che “amano troppo” le rassicurazioni dell’altro non bastano mai, persi come sono in un polverone di tempesta emotiva. Questo libro rappresenta un po’ la “formula magica” per capire e superare il proprio disagio affettivo e relazionale, capovolgendo il “non posso stare né con te, né senza di te” (Ovidio) in “posso stare con te e senza di te”. Esplorando la forma primaria del mal d’amore, la dipendenza affettiva, in tutte le sue sfaccettature e in tutte le varie modalità con cui si manifesta sia a livello del singolo che della coppia, l’autore chiarisce qui le dinamiche e vi offre preziose indicazioni terapeutiche e suggerimenti finalizzati al superamento del vostro disagio affettivo e relazionale.”

vedi pagina fb https://www.facebook.com/senonmiamonontiamo/?pnref=story

Scheda del libro al seguente indirizzo: https://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?id=24127

Leggi le prime 20 pagine del libro al seguente indirizzo : https://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/239.312_demo.pdf

IL LIBRO DEL DOTTOR CAVALIERE PER SINGLE, COPPIE E PROFESSIONISTI:QUANDO L’AMORE NON BASTA PIU’: esercizi per risolvere i conflitti di coppia


Dott. Roberto Cavaliere

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SPINGERE L’AMORE OLTRE IL LIMITE

Qualcosa nel tuo modo di amarmi non mi dà pace
Non voglio essere una tua prigioniera
Quindi baby voglio che tu mi liberi
Basta giocare con il mio cuore
Termina quello che cominci
Quando tu fai spegnere il mio amore
Quando tu vorrai fammelo sapere
Baby fammelo capire
Tesoro non divertirti

Prova solo a capire, io ho dato tutto quello che potevo
Perchè tu hai il meglio di me

Coro:
Oltre il limite, mi sembra di impazzire
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Continui a spingermi baby
Sai che non so più cosa pensare?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Qualcosa nei tuoi occhi mi sta prendendo in giro
Quando sono nelle tue braccia tu mi ami
Così tanto che me ne dimentico

Ma poi tu mi riprendi, quando io mi guardo attorno
Baby non riesco a trovarti
Basta allontanarmi da te, voglio restare
Ho qualcosa da dirti

Prova solo a capire, io ho dato tutto quello che potevo
Perchè tu hai il meglio di me
(coro)

Continui a spingermi baby
Sai che non so più cosa pensare?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Guarda come mi ha ridotto il tuo amore
Andiamo baby lasciami libera
Continui a spingere il mio amore oltre il limite
Mi fa così male, penso di impazzire
Come posso farti capire?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Continui a spingermi
Continui a spingermi
Continui a spingere il mio amore
Andiamo, baby
Andiamo, caro, yeah

La canzone BORDERLINE di MADONNA esprime in maniera significativa la tendenza di taluni soggetti a spingere il proprio amore oltre ogni limite su richiesta del partner.

Nel campo della dipendenza affettiva tale limite viene infranto costantemente infranto ogni volta in una spirale senza fine. Ciò avviene sopratutto quando la relazione è con soggetti affetti da disturbi di personalità come i borderline ed i narcisisti.

Nella canzone di Madonna si richiede all’altro di fermare tale spirale ma nella realtà ciò non è possibile perché l’altro vuole proprio tale dinamica e tende, conseguentemente,  a mettere continuamente alla prova la relazione.

Solo con un percorso di profonda consapevolezza di tale dinamica affettiva e di successivi tentativi di superamento è possibile uscirne.

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE AFFETTIVE E RELAZIONALI

Quanto più scandagliamo la nostra anima, ci caliamo nel pozzo dell’inconscio e rovistiamo nei cassetti in cui sono chiusi i nostri segreti inconfessabili, tanto più detestiamo noi stessi e gli altri, e ci sentiamo immersi in una depravata precarietà. Non possiamo liberarci, uccidendo noi stessi e gli altri. Solo la compassione ci salva. Solo spezzando questa solitaria intimità, perversa e alienante, ci si può aggrappare a un’altra intimità, comprendere, amare con tenera passione. Michele Lauria, L’Amante Assente

 

Il questionario riportato di seguito ha il solo scopo di verificare la conoscenza di taluni concetti teorici sulle dipendenze affettive riportate in vari articoli del sito.

1 ) Chi per primo ha usato il temine ‘amoredipendenti’:

  1. Freud
  2. Jung
  3. Fenichel
  4. Norwood

 

2) La dipendenza affettiva è considerata :

  1. patologia (secondo il DSM IV);
  2. disturbo autonomo (secondo Giddens);
  3. non ha nessun riconoscimento scientifico.

 

3) Quale di questi sintomi e necessariamente presente nella dipendenza affettiva:

  1. paura dell’abbandono;
  2. narcisismo;
  3. autoritarismo.

 

4)  Le dipendenze affettive e relazionali originano prevalentemente:

  1. nell’infanzia;
  2. nell’adolescenza:
  3. in età adulta.

 

5) La ‘Teoria dell’Attaccamento’ nasce ad opera di :

  1. Fenichel
  2. Bowlby
  3. Ainsworth

 

6) Nella ‘Teoria dell’Attaccamento’ quando fasi vengono individuate per lo sviluppo della relazione d’attaccamento:

  1. due
  2. tre
  3. quattro
  4. cinque

 

7) Il disegno sperimentale della Strange Situation di Mary Ainsworth in che fascia d’età è stato effettuato:

  1. dai 12 ai 18 mesi
  2. dai 18 ai 24 mesi
  3. dai 24 ai 30 mesi
  4. dai 30 ai 36 mesi

8) Quanti pattern d’attaccamento individua la Ainsworth:

  1. tre
  2. quattro
  3. cinque

9) Quale dei seguenti pattern d’attaccamento caratterizza la dipendenza affettiva:

  1. attaccamento evitante
  2. attaccamento ansioso-resistente
  3. attaccamento disorganizzato-disorientato

10) Quale fra le seguenti terapie è maggiormente indicata per le dipendenze affettive e relazionali:

  1. psicoterapia individuale unitamente a gruppo d’auto-aiuto:
  2. psicoterapia di gruppo
  3. psicoterapia individuale
  4. psicoterapia di coppia

 

 

 

RISPOSTE ESATTE

 

1) 3 – 2) 2 – 3) 1 – 4) 1 – 5) 2 – 6) 3 – 7) 1 – 8) 2 – 9) 2 – 10) 1

 

IL PICCOLO PRINCIPE E LA DIPENDENZA AFFETTIVA

“ Certo – disse la volpe – tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”. Ed ancora: “… se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata.”(da Il Piccolo Principe)
Così la volpe al Piccolo Principe, ed in queste frasi si potrebbe cogliere quasi l’annullamento della propria personalità, dei propri bisogni e delle proprie esigenze rispetto a quelle di chi amiamo e ci addomestica. “Creare legami…” così poi l’animale spiega al ragazzino il significato del verbo “addomesticare” ma è pur vero che chi viene addomesticato diventa dipendente di chi lo addomestica, quest’ultimo appare ai suoi occhi il punto primario della sua vita e con lui stabilisce un legame esclusivo ed opprimente. Se in un rapporto sano l’esclusività si manifesta ad esempio con la fedeltà verso il proprio partner, in una relazione retta dalla dipendenza affettiva essa è un chiudersi all’esterno, un isolarsi completamente per vivere nutrendosi soltanto dell’altro e di ciò che si può fare per lui. Il partner è origine e fine ultimo di pensieri e gesti, ci si riempie di lui non lasciando spazio per nient’altro che possa dare ossigeno benefico alla coppia, in lui si riversano tutte le aspettative di gratificazione perché solo lui ha il dovere di renderci felici. Non ci si rende conto, invece, che l’altro non può adempiere ad un così assurdo compito e si entra in un rapporto conflittuale con l’esterno a cui addossare le colpe della infelicità che si ricava dalla dipendenza affettiva. Chi ne soffre difatti è possessivo ed estremamente geloso di tutto quello che può rappresentare una sorta di distrazione per il partner. Nulla deve scalfire il mondo ovattato ed asfissiante che ha creato, ed in questa infelicità prodotta a proprio uso e consumo ogni gestualità, ogni parola è amplificata, dilatata fino a che non si arriva al punto di rottura. Quello in cui il partner decide di ribellarsi andando via, lasciando l’altro con un grande e quasi insormontabile senso d’abbandono, figlio della dipendenza affettiva. Così il Piccolo Principe risponde alla volpe quando questa, al momento della sua partenza, gli dice che piangerà: “E’ colpa tua, io,non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…” Questa affermazione è terribile, nessuno si sognerebbe di accusare il partner di essersi innamorato di lui, a meno che chi parla non ha a che fare con il desiderio di scrollarsi di dosso una responsabilità divenuta opprimente.
Un sano legame d’amore, invece, contempla in sé il momento della separazione o di un momentaneo allontanamento, per un viaggio di lavoro ad esempio, mentre il lutto della separazione definitiva è vissuto con un dolore affrontabile, a cui la ragione corre in aiuto sostenendo la ripresa di chi lo prova.

ADELAIDE SPALLINO

BLOG ISOLA EMERSA

IL PICCOLO PRINCIPE (capitolo XXI) di Antoine de Saint-Exupery

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo… ”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino… ”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono così triste… ”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare?”
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“È possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra… ”
“Oh! non è sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
“Su un altro pianeta?” “Si”.
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?” “No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano… ”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino… ”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro,dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti”.
“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi… ”
“È vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“È certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore …del grano”.
Poi soggiunse: “Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa”.
E ritornò dalla volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”,…disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa… ” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa… ”
“Io sono responsabile della mia rosa… ” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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