I 2 PERCHE’ DELLA FINE DI UN AMORE

Quando finisce un amore , sopratutto se avviene in maniera improvvisa e si è dalla parte di chi ha subito la fine, inizia il processo doloroso dell’elaborazione del lutto

Elaborazione della fine della relazione che è accompagnata dalla presenza di 2 PERCHE’: un Perchè Esclamativo !!! ed un Perchè Interrogativo ???

Il Perchè Esclamativo !!! è inerente alla rabbia ed al dolore che accompagna la fine della relazione, la perdita della persona amata. E’ l’esclamazione del grido interiore che chiede perchè sia finita senza porre domande, finalizzato solo ad esprimere gli stati d’animo e le emozioni provate.

A questo segue un Perchè Interrogativo ??? che pone domande che pretendono risposte. Ciò avviene perchè si ha la speranza che trovando risposte si possa recuperare la relazione o sentire meno dolore, rabbia, sensi di colpa. Il voler dare una logica a ciò che spesso non ha logica. A dare una volontà a cio che non dipende dalla nostra volontà, ma da una volonta altrui.

E’ normale che all’inizio della fine dell’amore ci sia la presenza di entrambi i Perchè, ma man mano, entrambi, debbono attenuarsi con una velocità maggiore per il Perchè interrogativo ???

Per quale motivo il Perchè Interrogativo ??? deve attenuarsi più velocemente ? La risposta è insita nel fatto che il porsi troppe domande con la pretesa di trovare risposte alimenta il circolo del dolore e della rabbia. Non solo porta a rimurginare e ad avere maggiori dubbi su quello che è successo, ma li dove si trovassero anche delle risposte, quest’ultime portebbero una pace temporanea, perchè si ripartirebbe con nuove domande in un circolo senza fine di domande e risposte che alimenta a sua volta dolore e rabbia. Si potrebbe avere lo sviluppo anche di esiti ossessivi.

Individualmente e/o con strumenti terapeutici adeguati e mirati bisogna agire sul Perchè Interrogativo ??? al fine di elaborarlo e porvi fine il più presto possibile, mentre lasciar fluire naturalmente il Perchè Eslamativo !!! che è il perchè sano ai fine del superamento del lutto.

I 9 SEGNALI DELLA RELAZIONE CON UN NARCISISTA

Per il dottor Craig Malkin, docente di psicologia dell’università di Harvard e autore di Rethinking Narcissism  “Con il termine “narcisista” si indica un soggetto che supera di molto i livelli medi di vanità. Ci sono dei segnali, ma non è detto che ci sia anche un disturbo”.

Malkin e altri tre esperti  illustrano quali segnali indicano che stiamo frequentando un (o una) narcisista.

Eccoli di seguito

1. Iniziale “bombardamento d’amore”.

“Questo comportamento è chiamato Love bombing, ma questo eccesso di attenzioni non ha nulla a che fare con voi”, spiega la dottoressa. Servite solo a soddisfare il desiderio del momento (sesso, soldi, status sociale, giovinezza). Quando avranno ottenuto quello che volevano, quell’amore si trasformerà in controllo e denigrazione.

2. I gesti appariscenti ed esagerati sono la loro specialità.

I narcisisti vogliono essere ricordati. Coglieranno ogni opportunità per mettersi in mostra e farsi notare dagli altri, anche nel bel mezzo di un racconto altrui. Dopo una cena tra amici, non vedranno l’ora di pagare il conto. Vivono per questi momenti che rafforzano l’idea grandiosa che hanno di loro stessi”, dice Tina Swithin, autrice di “Divorcing a Narcissist: One Mom’s Battle”. Bisogna sospettare di questi loro slanci.

“Quando un narcisista paga il conto per tutti, sta in realtà passando in rassegna tutti i modi in cui potrà utilizzare l’episodio e le persone coinvolte per affermare la propria immagine”, spiega Swithin. C’è sempre un secondo fine.

3. Non sanno ammettere di aver sbagliato.

C’è un modo giusto e un modo sbagliato di fare le cose: ovviamente i narcisisti credono sempre di fare tutto alla perfezione mentre voi avrete sempre torto, come dice Gilbert. Anche se provate semplicemente a seguire un loro ordine, lo farete nel modo sbagliato.

“Un narcisista umilierà in pubblico voi e chiunque faccia qualcosa che non è di suo gusto”. Dice ancora Gilbert: “Per loro non avete semplicemente commesso un errore: siete colpevoli di un’atrocità e sarete accusati di essere stupidi o incompetenti”.

Se vi ritrovate a dovervi difendere, non cercate neanche di spiegare: non riuscirete mai a convincere un narcisista o fargli ammettere di aver sbagliato.

4. Sono invidiosi dei vostri rapporti con gli altri.

All’inizio i narcisisti vi diranno che ammirano il rapporto affettuoso che avete con familiari e amici. Ma presto inizieranno a criticare le vostre frequentazioni, come ha spiegato Margaret Rutherford, psicologa clinica.

“È una questione di controllo”, ci dice la dottoressa, aggiungendo che le motivazioni sono spesso duplici: “Lui (o lei) potrebbe essere invidioso dei vostri rapporti con le altre persone o potrebbe desiderare maggiori attenzioni per sé. Per natura, i narcisisti sono esigenti, vogliono sentire che hanno il pieno controllo su di voi. Questo è solo un altro modo per esercitarlo.

5. I narcisisti vivono per i “Mi piace”.

Una ricerca ha mostrato che le persone che aggiornano spesso il loro status su Facebook mostrano tratti tipici dei narcisisti. Se avete una relazione con uno di loro, rassegnatevi ad avere la bacheca di Facebook piena di status autocommiseranti e di fotografie.

“I narcisisti più estroversi adorano essere sotto i riflettori” ha spiegato il Dottor Malkin. “Sbandierare la loro immagine su Fb attirerà l’attenzione”. Avere tanti “mi piace” e commenti fa piacere a tutti, ma i narcisisti ne diventano dipendenti. Le persone che aggiornano spesso il profilo social tendono ad essere più vanagloriose di quanti, invece, si accontentano di postare solo un selfie e basta”.

6. La loro empatia non è incondizionata.

Al contrario di ciò che si pensa, molti narcisisti non mancano di empatia verso gli altri, ma sono troppo indaffarati con le loro preoccupazioni, i loro bisogni e i loro timori per mostrarlo. Quando manifestano empatia, probabilmente c’è un altro motivo dietro.

“Se la ragione è, ad esempio, fare sesso con voi, diventeranno dei confidenti fantastici e la loro preoccupazione sarà autentica” spiega lo psicologo. “Ma succede solo quando c’è una ricompensa. Se la loro empatia va e viene a seconda di quello che avranno in cambio, fate attenzione”

7. Le conversazioni sono a senso unico.

Quando parlate con un narcisista, sarete fortunati se riuscirete a proferire parola. Dominare la conversazione, anche se l’argomento siete voi, è una loro caratteristica. Forse potranno fingere interesse per i vostri ricordi del college ma, in realtà, non vedono l’ora di sviare la conversazione e di esprimere la loro illuminata opinione.

“Il loro interesse dura sempre poco, col tempo vi accorgerete che ogni discorso diventa solo un’opportunità per tirare in ballo il loro argomento preferito: loro stessi. Una semplice chiacchierata sulla vostra nuova auto si tramuterà in una ghiotta occasione per parlarvi della loro nuova macchina sportiva in arrivo dalla Germania.

8. Sono davvero affascinanti.

Ammettiamolo: forse ad attirarvi sono stati proprio lo stile e l’aspetto del narcisista. Ma il loro bisogno di mostrarsi al meglio non è segno di una sana vanità. È solo un altro modo di ottenere l’adorazione che cercano”, spiega Malkin.

“Mi spiace dirlo, ma se il vostro partner indossa outfit sexy o è sempre vestito alla perfezione, ci sono buone possibilità che sia più narcisista della media, o peggio. “I narcisisti, manipolatori e calcolatori, sono bravissimi a mostrarsi sempre al meglio, un fenomeno che potremmo definire “abbellimento funzionale”.

9. I vostri bisogni e le vostre richieste non contano.

Se siete innamorati di un narcisista, i vostri bisogni saranno sempre in secondo piano. Sono troppo occupati a valutare cosa vogliono da voi per vedervi come delle persone indipendenti, con i vostri desideri.

“Vedono tutto come una loro estensione”. Le vostre necessità suoneranno come minacce per il narcisista, che vi farà sentire come se le vostre richieste fossero strane, mentre lei (o lui) pretenderà ogni cosa. Se dovete lottare e annaspare per essere ascoltati, siete senza dubbio di fronte ad un narcisista.

fonte: https://www.huffpost.com/entry/sorry-youre-in-love-with-a-narcissist_n_6956408

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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AMARE E’ TUTTO

AMARE È TUTTO
“Quanto più invecchiavo, quanto più insipide mi parevano le piccole soddisfazioni che la vita mi dava, tanto più chiaramente comprendevo dove andasse cercata la fonte delle gioie della vita. Imparai che essere amati non è niente, mentre amare è tutto, e sempre più mi parve di capire ciò che da valore e piacere alla nostra esistenza non è altro che la nostra capacità di sentire. Ovunque scorgessi sulla terra qualcosa che si potesse chiamare “felicità”, consisteva di sensazioni. Il denaro non era niente, il potere non era niente. Si vedevano molti che avevano sia l’uno che l’altro ed erano infelici. La bellezza non era niente: si vedevano uomini belli e donne belle che erano infelici nonostante la loro bellezza. Anche la salute non aveva un gran peso; ognuno aveva la salute che si sentiva, c’erano malati pieni di voglia di vivere che fiorivano fino a poco prima della fine e c’erano sani che avvizzivano angosciati per la paura della sofferenza. Ma la felicità era ovunque una persona avesse forti sentimenti e vivesse per loro, non li scacciasse, non facesse loro violenza, ma li coltivasse e ne traesse godimento. La bellezza non appagava chi la possedeva, ma chi sapeva amarla e adorarla.C’erano moltissimi sentimenti, all’apparenza, ma in fondo erano una cosa sola. Si può dare al sentimento il nome di volontà, o qualsiasi altro. Io lo chiamo amore. La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare.”


Hermann Hesse” Sull’Amore”

Dott. Roberto Cavaliere

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L’AMORE NON E’ GIA’ FATTO. SI FA

L’AMORE NON E’ GIA’ FATTO.SI FA
Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, cucire
Non è un appartamento ‘chiavi in mano’,
ma una casa da concepire, costriure,
conservare e spesso riparare.
Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle,
scalate appassionanti,
cadute dolorose nel freddo della notte
o nel calore del sole che scoppia.
Non è solido ancoraggio nel porto della felicità
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno Mare,
sotto la brezza o la tempesta.
Non è un “sì” trionfale,
enorme punto fermo che si segna fra le musiche,
i sorrisi e gli applausi, ma è una moltitudine di “sì”
che punteggiano la Vita,
fra una moltitudine di “no”
che si cancellano strada facendo.
Non è l’apparizione improvvisa di una nuova Vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente
e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri,
qualche volta in secca, altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il Mare infinito.


M. Quoist 

Dott. Roberto Cavaliere

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LA STORIA DI PINOCCHIA E NARCISO

Tutti conosciamo la storia di Pinocchio, il burattino che voleva diventare un bambino, al quale cresceva il naso ogni volta che diceva una bugia.
Pochissimi conoscono invece la storia di Pinocchia.
Pinocchia era una bambina dal cuore d’oro, graziosa e allegra. Si fidava sempre del prossimo e non diceva mai bugie perché era un’anima pura. Credeva che tutti fossero sinceri come lei e guardava al suo futuro con gioia e speranza.
Un giorno Pinocchia incontrò Narciso, un ragazzo brillante, intelligente e bellissimo dagli occhi verde smeraldo. I due si innamorarono perdutamente e vissero tanti momenti meravigliosi. Ma Narciso iniziò a rivelarsi diverso da come sembrava: fuggiva, poi tornava, spesso senza dare nemmeno spiegazioni; prometteva ma non manteneva mai la parola; diceva bugie ma negava di farlo; dava a lei tutte le colpe senza prendersi mai la propria responsabilità. Però tornava sempre da lei promettendo ancora una volta mari e monti.
Pinocchia lo riaccoglieva sempre con gioia perché credeva nel loro amore ed era convinta che insieme potessero superare ogni ostacolo.
Ma la giovane donna iniziò ad ammalarsi: ogni volta che Narciso diceva una bugia, il cuore di Pinocchia si rimpiccioliva. La ragazza iniziò a desiderare di diventare una bambola per non soffrire più. Una bambola bella e sorridente come quella con cui giocava da piccola.
Il tempo passava ma il comportamento di Narciso non cambiava: altre sparizioni e riapparizioni, altre bugie, altre promesse non mantenute.
Il cuore di Pinocchia diventava sempre più piccolo, finché un giorno si spezzò in minuscoli pezzettini e infine scomparve per sempre.
Pinocchia si trasformò in una bellissima bambola dai lunghi capelli biondi e dagli occhi tristi.
La leggenda dice che di notte essa torni ad essere una fanciulla vera e che vada nei sogni delle donne tristi per ridar loro la speranza e salvare il loro cuore.
(per gentile concessione dell’autrice MaryJo Calì)

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