AMARE SE STESSI FA BENE

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Exeter e Oxford, le persone che sono gentili con se stesse stanno meglio. Hanno una frequenza cardiaca più bassa e un sistema immunitario più forte, che fornisce migliori possibilità di guarigione.

Lo studio è stato guidato dal dott. Anke Karl, docente di psicologia presso l’Università di Exeter. Prevedeva l’ascolto di clip audio che incoraggiavano ad essere compassionevoli verso se stessi. Dopo soli 11 minuti, le frequenze cardiache dei partecipanti erano significativamente inferiori.

I ricercatori hanno diviso 135 studenti universitari in cinque gruppi, ciascuno dei quali ha ascoltato una serie diversa di istruzioni.
Uno dei gruppi è stato guidato attraverso una “scansione compassionevole del corpo“. E’ stato detto loro di prestare attenzione alle diverse sensazioni nei loro corpi con un atteggiamento di interesse e calma. Al secondo gruppo è stato dato un “esercizio di gentilezza amorevole auto-focalizzato.” Questo esercizio li ha coinvolti pensando pensieri positivi su se stessi e sui loro cari. Il terzo e il quarto gruppo hanno ascoltato le registrazioni che hanno innescato la loro voce interiore critica. Le hanno inserite in un “modello positivo ma competitivo e auto-valorizzante“. Come controllo, al gruppo finale è stato chiesto di immaginare che stavano facendo acquisti in un ambiente “emotivamente neutrale“.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Psychological Science. Hanno rivelato che il cuore di coloro che hanno ascoltato i messaggi d’amore aveva un battito cardiaco più basso degli altri.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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L’ORMONE DELL’AMORE

L’ossitocina ha un ruolo chiave nella relazione di attaccamento tra i cuccioli e la madre.

Nel 2005, in un articolo pubblicato su Nature, il neuroeconomista Paul Zak sosteneva che uno spruzzo nasale a base di ossitocina rendesse più inclini a fidarsi degli altri in un compito di spartizione di denaro. Altri studi hanno associato lo stesso spray a una maggiore volontà di confidarsi con sconosciuti, e a un miglioramento della teoria della mente, ossia la capacità di comprendere le intenzioni e i pensieri altrui, in parte compromessa in alcune condizioni, come nel caso dei disturbi dello spettro autistico.

Altre ricerche hanno associato una dose extra di ossitocina a una maggiore propensione ad affidare segreti compromettenti alla sorveglianza altrui.

In un nuovo studio pubblicato su Nature Communications l’8 febbraio 2019, Daniel Quintana, che si occupa di basi biologiche della psichiatria all’Università di Oslo (Norvegia), ha realizzato una mappa dei recettori dell’ossitocina nel cervello, e ha scoperto che l’ormone è attivo nelle regioni cerebrali coinvolte nella regolazione dell’appetito, nell’esperienza della ricompensa, nell’anticipazione e nelle relazioni sociali.

Dai risultati, ottenuti sovrapponendo una mappa che localizza i recettori dell’ormone, con un altro database che associa alle varie aree un diverso stato psicologico o comportamento, sembrerebbe che l’ossitocina abbia un ruolo nel regolare l’omeostasi (l’equilibrio) dell’organismo, e che abbia anche un ruolo – non ancora del tutto chiaro – nelle relazioni. Secondo Quintana, l’ormone dirige la nostra attenzione sulle interazioni sociali, senza necessariamente controllare le emozioni all’interno di esse.

Sul concetto di “interesse per l’altro” convergono alcuni interessanti studi animali.

Bloccando l’azione dell’ossitocina nel cervello dell’arvicola delle praterie (Microtus ochrogaster), un roditore noto per il comportamento monogamo, questo perde completamente l’interesse per il partner. Allo stesso tempo, se si somministra ossitocina a femmine di ratto vergini, queste iniziano a comportarsi da madri, raccogliendo i cuccioli nei paraggi e preparando tane per accudirli.

Altri studi associano la somministrazione di ossitocina all’emergere di sentimenti di invidia, al piacere derivante dalla sfortuna altrui e ad altre manifestazioni un po’ meno nobili di quelle di norma associate all'”ormone morale”.

 

Dott. Roberto Cavaliere

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MUSICA, PELLE D’OCA E CERVELLO

Avere i brividi ed emozionarsi mentre si è in ascolto di una musica particolare è segno di un cervello fine: nelle persone “più sensibili” e con una musica molto piacevole il sistema uditivo si unisce ai sistemi di emozione e di ricompensa del cervello.

A sostenerlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience di Oxford Academic Press e condotta da Matthew Sachs, dottorando dell’University of Southern California, in collaborazione con altri ricercatori dell’Università di Harvard e della Wesleyan University, in Connecticut, secondo i quali tutto ciò è dovuto al fatto che ci sono molte più fibre che uniscono due particolari regioni cerebrali.

Gli studiosi hanno coinvolto un campione di venti studenti selezionati online tra oltre 200 candidati. Hanno poi selezionato 10 soggetti portati a rabbrividire alla loro canzone preferita e 10 che mai avevano provato questa sensazione.

I partecipanti sono stati poi sottoposti ad alcuni test per analizzarne le reazioni fisiologiche in risposta alle loro canzoni preferite: da qui è emerso che solo la metà dei partecipanti aveva avuto la pelle d’oca, nonostante fossero degli appassionati di musica. Quei volontari sono stati in seguito sottoposti a delle scansioni cerebrali (imaging con tensore di diffusione, DTI), da cui è risultato che gli individui a cui la musica fa venire i brividi hanno strutture cerebrali particolari. Avrebbero, cioè, un maggior numero di connessioni neurali tra la corteccia uditiva e le aree che elaborano le emozioni. Ciò significa che nel loro caso la corteccia uditiva e le aree adibite alle emozioni comunicano in maniera migliore.

Insomma, chi ha la pelle d’oca da musica presentava più fibre nervose che dalla corteccia uditiva, indispensabile all’ascolto, portavano a due altre regioni: la corteccia insulare anteriore, coinvolta nei sentimenti, e la corteccia prefrontale mediale, che monitora le emozioni assegnando loro un valore.

Dott. Roberto Cavaliere

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COLPO DI FULMINE: COME E PERCHÉ

L’innamoramento dipende in larga parte dallinterazione di alcuni ormoni prodotti dall’organismo dei due partner. Si tratta di solito di un meccanismo immediato: uno studio condotto qualche anno fa dai ricercatori dell’Università di Syracuse, negli Stati Uniti, ha scoperto che il fatidico colpo di fulmine scatta in appena 20 centesimi di secondo. Quando appare un potenziale compagno, il cervello umano attiva dodici diverse aree che in un attimo valutano le caratteristiche del possibile partner e, se l’esame è positivo, fanno scattare la produzione di alcuni neurotrasmettitori, tra cui noradrenalina, feniletilamina (PEA) e dopamina che, insieme ad alcuni ormoni, soprattutto estrogeni e testosterone, scatenano un senso di eccitazione, euforia, benessere e buonumore.

La chimica ci spiega come avviene l’innamoramento, ma non il perché. La psicologia ha approfondito lo studio delle dinamiche che ci spingono a prediligere un certo partner rispetto a un altro: uno studio della psicologa emozionale Ciara Molina, ne ha individuate tre. La prima è la teoria della similitudine familiare: siamo attratti da persone che in qualche modo somigliano ai nostri genitori e ci trasmettono un profondo senso di sicurezza. Un partner si sceglie anche per ammirazione: ci innamoriamo perché vediamo nell’altro delle qualità che vorremmo avere in noi stessi, ma che non possediamo. La teoria della corrispondenza dice un po’ l’opposto: scegliamo l’altro perché è simile a noi e condivide i nostri gusti e le nostre passioni.

Fermo restando che i meccanismi per i quali scegliamo un lui o una lei piuttosto che un altro sono in gran parte di natura inconscia o subconscia, psicologi e scienziati hanno individuato una serie di elementi che hanno un certo peso nel suscitare in noi l’interesse amoroso. Un elemento importante è lo stimolo olfattivo: l’odore fisico della persona è il mezzo attraverso cui si attivano una serie di reazioni chimiche che portano all’attrazione. Sembra che l’odore sia legato al DNA: gli odori corrispondenti a un DNA molto simile al nostro ci risultano poco gradevoli, mentre ci sentiamo attratti da quelli che segnalano un DNA diverso o complementare al nostro. A livello psicologico entrano in gioco valutazioni di compatibilità valoriali: ci sentiamo attratti da chi condivide una visione della vita e degli ideali simili ai nostri. Anche la bellezza ha un suo peso: si tende a scegliere un partner che sia bello quanto noi (nell’immagine che abbiamo di noi stessi), o un po’ meno, per non sentire minacciato il nostro primato e preservare la nostra autostima. Infine, puntiamo sul contatto visivo: secondo gli esperimenti condotti dallo psicologo statunitense Joan Kellerman, uno sguardo intenso e prolungato provoca emozioni simili all’amore e all’empatia.

Dott. Roberto Cavaliere

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I SENTIMENTI ATTUALI ALTERANO I RICORDI DELL’AMORE PASSATO

I sentimenti che proviamo attualmente per una persona possono influenzare la memoria di ciò che abbiamo provato in passato verso la stessa persona, alterando di fatto la genuinità dei nostri ricordi. Ciò vale anche per il ricordo dell’amore sperimentato durante l’infanzia verso i genitori, che può essere “abbattuto” da una valutazione non proprio piacevole della madre o del padre in età adulta. In altri termini, i ricordi dell’amore provato in passato non sono fissi come crediamo ma malleabili.

I ricercatori della Scuola di Psicologia dell’Università del Mississippi Meridionale (Stati Uniti d’America) sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una serie di esperimenti coinvolgendo centinaia di partecipanti in test online. Nel primo esperimento il professor Lawrence Patihis e i due coautori dello studio Cristobal S. Cruz e Mario E. Herrera hanno ingaggiato 301 persone, suddividendole in vari gruppi: al primo è stato chiesto di scrivere recenti caratteristiche positive della propria madre (come dimostrazione di generosità, affetto e capacità di dare il buon esempio); al secondo gruppo è stato invece chiesto di scrivere la mancanza delle stesse caratteristiche; il terzo gruppo ha scritto i medesimi tratti ma relativi a un insegnante, mentre al quarto non è stata richiesta alcuna prova di scrittura. Nella seconda fase del test è stato sottoposto un sondaggio nel quale i partecipanti dovevano “valutare” la propria madre, e successivamente hanno compilato un questionario chiamato Memory of Love Towards Parents Questionnaire (MLPQ), progettato per misurare il ricordo dell’amore sperimentato verso la propria madre in età diverse. I partecipanti hanno rifatto gli stessi test a 2 e 4 settimane di distanza dal primo, e un secondo esperimento con altri 302 partecipanti ha replicato esattamente quanto fatto nella precedente sessione.

Analizzando i dati raccolti, Patihis e colleghi hanno osservato che inducendo i partecipanti a scrivere le caratteristiche della propria madre (positive o negative) si alteravano i loro ricordi dell’amore sperimentato in passato. Ad esempio, chi aveva scritto di attributi positivi tendeva a ricordare sentimenti di amore più forti degli altri. A due mesi di distanza gli stessi partecipanti non hanno ricordato sentimenti così forti verso le madri, proprio perché non indotti dal test di scrittura. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Clinical Psychological Science.

 

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I LINEAMENTI DEL VOLTO CHE RIVELANO IL TRADIMENTO

Secondo gli autori di una ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Open Science della Royal Society, l’uomo dai tratti marcatamente “virili” è maggiormente predisposto al tradimento. Parliamo di mascella squadrata, mento prominente, sopracciglia folte e labbra strette. Queste sarebbero le caratteristiche dell’uomo infedele. Ovviamente, tengono a sottolinearlo, che si parla di una maggioranza di casi.

Nello studio è stato chiesto a 299 uomini e a 452 donne di guardare le foto degli uomini e di valutare su una scala da 1 a 10 di quanto probabilmente potrebbero tradire. E’ risultato che gli uomini con caratteristiche maggiormente “mascoline” hanno ammesso di essere più “provoloni”. E anche le persone che hanno visto le stesse foto, uomini e donne, hanno riconosciuto in loro una maggiore inclinazione ad essere infedeli.

E’ importante sottolineare, inoltre, che questo discorso non vale per le donne. Quindi le donne marcatamente “femminili”, se così possiamo dire, sono fedeli più o meno come le altre. Quindi non esistono dei tratti “inequivocabili” come negli uomini. I ricercatori, dopo aver generalizzato e diffuso questi risultati, però sottolineano: “non dovremmo fare affidamento sulle nostre prime impressioni per esprimere giudizi diagnostici sull’infedeltà nelle situazioni quotidiane”.

 

Dott. Roberto Cavaliere

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E’ POSSIBILE L’AMICIZIA TRA UOMO E DONNA ?

E’ POSSIBILE L’AMICIZIA TRA UOMO E DONNA ?

Mai domanda è stata così controversa e non riesce a trovare una risposta definitiva.

Studi scientifici, riflessioni e/o pareri di esperti, opinione comune concordono prevalentemente che non sia possibile un tale tipo di amicizia o al massimo diventa possibile se si mantiene ad un livello superficiale e/o limitata nel tempo. S’adduce, come causa principale, l’irrompere, prima o poi, dell’eros nell’amicizia soprattutto da parte maschile. A quest’ultimo riguardo, è opinione comune, che l’uomo amico finisce inesorabilmente col deisderare sessualmente la donna amica e spesso anche affettivamente. La donna riesce invece, maggiormente, a mantenere il proprio amico nella friendzone vale a dire la zona amicale delle relazioni, talvolta con grande disappunto dell’amico innamorato.

Ritengo che ultimamente, in seguito anche alle evoluzioni delle relazioni nel terzo millennio, anche da parte maschile si riesca a mantenere un atteggiamento puramente amicale.

Mai come nell’epoca attuale, nel mondo delle relazioni tutto è possibile, e diversi credenze sulle relazioni vengono man mano smentite, se non del tutto, quantomeno in parte

Di seguito rimando ad una serie di citazioni su tale argomento

Ma amici mai / per chi si cerca come noi / non è possibile. (Antonello Venditti )

Uomini e donne possono essere amici, ed è quello che dobbiamo essere. Parte del problema è che non siamo abbastanza amici. I nostri rapporti sono negoziati, e questa non è amicizia. (Hill Harper)

Dicono che uomini e donne non possono essere amici, ma non è vero. (Ginnifer Goodwin)

Mi piacerebbe aver visto una relazione uomo-donna che non aveva niente a che fare con l’innamoramento. Mi piacerebbe dimostrarlo, anche in TV – anche se non è vero! – che uomini e donne possono essere amici senza alcun tipo di coinvolgimento. (Nana Visitor)

Le donne sono fatte per essere amate, non per essere capite. (Oscar Wilde)

− Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente. Vuole sempre portarsela a letto. − Allora stai dicendo che un uomo riesce a essere amico solo di una donna che non è attraente? − No, di norma vuole farsi anche quella. (Billy Crystal e Meg Ryan – Harry, ti presento Sally)

Un rapporto d’amicizia che sia fra uomini o fra donne, è sempre un rapporto d’amore. E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore. (Dacia Maraini)

Tra un uomo e una donna, l’amicizia é soltanto un punto di passaggio per arrivare all’amore. (Jules Renard)

Un’amica è semplicemente una donna che la dà a qualcun altro. (Gianni Monduzzi)

Se tuo marito/tua moglie non è il tuo migliore amico/a hai sbagliato matrimonio. (Santy Giuliano)

Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia. (Oscar Wilde)

L’amicizia fra un uomo e una donna é sempre un poco erotica, anche se inconsciamente. (Jorge Luis Borges)

Una donna può essere amica di un uomo soltanto in questa successione: prima conoscente, poi amante, quindi amica. (Anton Čechov)

L’amicizia tra persone di sesso diverso è una nobile pianta artificiale, ma richiede doti da giardiniere. (Lou Von Salomé)

Scegliti come sposa solo una donna che sceglieresti come amico se fosse un uomo. (Joseph Joubert)

L’amicizia fra uomo e donna ha questo di bello: non dura. (Roberto Gervaso)

Ma che disastro, io mi maledico! Ho scelto te, una donna, per amico. (Lucio Battisti – Una donna per amico)

Quando una donna mi propone: «restiamo buoni amici» a me, tradotto, suona così: “piuttosto che con te, lo farei con un rospo”. (Gianni Monduzzi)

Le donne possono stringere benissimo amicizia con un uomo; ma per poterla conservare – a tal fine deve ben aiutare una piccola antipatia fisica. (Friedrich Nietzsche)

Gli amici sono generalmente dello stesso sesso, perché uomini e donne sono d’accordo solo nelle conclusioni; le loro ragioni sono sempre diverse. (George Santayana)

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LA TRIADE OSCURA DELLA PERSONALITA’

“Nasce da questo una disputa: s’egli è meglio essere amato che temuto, o temuto che amato. Rispondesi, che si vorrebbe essere l’uno e l’altro; ma perché egli è difficile, che e’ stiano insieme, è molto più sicuro l’esser temuto che amato, quando s’abbi a mancare dell’un de’ duoi.” dal Principe di Macchiavelli

La triade oscura della personalità è un costrutto psicologico che identifica soggetti che presentano i seguenti tre tratti di personalità:

  1. Narcisismo
  2. Macchiavellismo
  3. Psicopatia

Il narcisismo in questo caso è ad un livello elevato e si traduce in sentirsi grandiosi e onnipotenti, pieni di orgoglio, egoisti e privi di qualsiasi tipo d’empatia.

Il machiavellismo invece è un tratto della personalità che contraddistingue le persone manipolatrici ed opportuniste, sia nelle relazioni sociali che nel lavoro. Una persona caratterizzata da questo tratto della personalità, strumentalizza gli altri solo per i propri fini, ama il potere e ha una fredda calcolatrice.

La psicopatia è il tratto più pericoloso ed è caratterizzato da un comportamento asociale, da estrema impulsività ed egoismo, da una pericolosa insensibilità e soprattutto dalla mancanza di rimorso.

Si potrebbe riassumere che i soggetti che presentano una triade oscura della personalità hanno una prevalenza di tratti insensibili-manipolativi.

Possono risultare persone di grande fascino e seduzione, per poi mostrare successivamente il loro lato oscuro.

Diversi studi hanno evidenziato che coloro che esibiscono la triade oscura dei di personalità hanno una strategia di accoppiamento accelerata, segnalano più partner sessuali, atteggiamenti più favorevoli nei confronti del sesso occasionale, standard abbassati nei loro compagni a breve termine, tendenza a rubare o appropriarsi di compagni degli altri, e uno stile romantico pragmatico e ludico. Questi tratti sono stati identificati come parte di uno stile di vita che sembra essere caratterizzato da un approccio sfruttatore, opportunistico e proteiforme (mille forme) nei confronti dell’esistenza.

In ambito lavorativo la triade oscura è legata all’acquisizione di posizioni di comando e influenza interpersonale. E’ presente anche in molti soggetti che si prestano alla politica.

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TEST SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA (Love Addiction Screening Test)

Il seguente test composto da  25 domande può essere utilizzato per individuare la sintomatologia tipica della Dipendenza affettiva

Le risposte ad esse non forniscono assolutamente una diagnosi di Dipendenza affettiva, nè tantomeno le risposte negative la possono escludere. Molti soggetti dipendenti affettivi hanno risposto con modalità completamente differenti.

Una diagnosi di Dipendenza affettiva è una questione molto seria e riservata. Ciononostante, questo Test può
 essere un efficace strumento di autodiagnosi.
Leggi le domande e segna a quante rispondi “si”.

Test autovalutativo adattatto da Aaron Alan dallo SLAA’s 
“40 
Questions 
for 
Self 
Diagnosis” di Patrick Carnes e Pia Mellody
  1. Vorreste incontrare spesso qualcuno per un appuntamento romantico o passionale?
  2. Vi sentite mai “particolarmente eccitati” per un racconto o una fantasia d’amore?
  3. Vi sentite disperati o a disagio quando siete lontani dal vostro amante o partner sessuale?
  4. Credete che senza una relazione sentimentale la vostra vita sia o sarà insopportabile?
  5. Non siete in grado di smettere di vedere una specifica persona, anche se sapete che questa persona è dannosa per voi?
  6. Avete difficoltà a stare da soli?
  7. Pensate che la vita avrebbe poco o nessun significato senza una relazione?
  8. Sostituite immediatamente relazioni finite?
  9. Pensate che nelle vostre storie, vi ripetete in schemi di “cattive relazioni”?
  10. Credete che le vostre relazioni sentimentali vi aiutino a fuggire dai problemi della vita reale?
  11. Vi ritrovate a flirtare o in atteggiamenti sessuali con qualcuno, anche se non lo volete?
  12. Vi siete mai trovati in relazioni in cui non siete stati in grado di lasciare?
  13. Pensate sia meglio che nessuno sappia della vostra vita affettiva o attività sessuale?
  14. Avete fatto sesso con qualcuno per aver maggior controllo su di esso e affinchè vi ammasse di più?
  15. Vi siete mai ripromessi di tenere una condotta sessuale o d’amore, che sapete di non poter seguire?
  16. Credete che qualche probabile partner possa essere la vostra soluzione o vi aiuti a rendervi mgliore?
  17. Non vi sentite “realmente vivi” a meno che non siate con il vostro partner sessuale?
  18. Avete mai minacciato la vostra stabilità finanziaria o la vostra reputazione nella comunità perseguendo una relazione?
  19. Credete che i vostri problemi in amore siano dovuti al rimanere insieme a persone “sbagliate”?
  20. Vi capita spesso di sentire una vicinanza immediata e un feeling completo con persone appena incontrate?
  21. Avete bisogno di fare sesso o d’innamorarvi per sentirvi un “vero uomo” o una “vera donna”?
  22. Siete incapaci di concentrarvi su altro, a causa di fantasie erotiche o pensieri riguardanti alcune persone?
  23. Avete mai desiderato di poter fermare o controllare la vostra attività sessuale o amorosa per un determinato periodo di tempo?
  24. Sentite la vostra vita ingestibile a causa delle numerose relazioni di cui avete bisogno?
  25. Avete mai pensato che potreste fare di più nella vostra vita, se non  foste così assuefatti dalle vostre ricerche e attività amorose e sessuali?
  • Se avete risposto SI da 0 a 3: il punteggio rientra in un intervallo comune nella popolazione, quindi è improbabile che i vostri pensieri, impulsi e sentimenti affettivi siano un problema nella vostra vita.
  • Se avete risposto SI da 4 a 6: il punteggio rientra in un intervallo comune nelle persone che cercano consulenze per i loro pensieri o comportamenti affettivi/relazionali. Spesso queste persone usano le loro relazioni affettive per far fronte alle varie sfide della vita o perchè incontrano conseguenze indesiderate nella loro ricerca. Si dovrebbe pensare di avere un consulto con terapeuti qualificati o con il proprio psicoterapeuta di fiducia  per approfondire questi aspetti.
  • Se avete risposto SI a 7 o più: le persone che ottengono punteggi elevati spesso riportano tentativi infruttuosi nel regolare i loro pensieri, impulsi o comportamenti affettivi. Spesso riferiscono che le relazioni affettive scelte, causano un disagio significativo e varie conseguenze indesiderate nella loro vita personale. Persone con questo tipo di punteggio vengono generalmente invitate a considerare realmente l’ipotesi di contattare terapeuti del settore per essere informati sulle possibili conseguenze che può creare la dipendenza affettiva.

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