ESISTE L’ANIMA GEMELLA

Intervista “Esiste l’Anima Gemella” pubblicata sul numero di novembre 2008 della rivista AIRONE (copyright Giorgio Mondadori Editore)

 

– COSA ACCADE NEL NOSTRO CERVELLO QUANDO “SCEGLIAMO” L’ANIMA GEMELLA? E’ SOLO UNA QUESTIONE DI CHIMICA NEURONALE O LA NOSTRA PSICHE HA UN PESO  SPECIFICO?

Nella scelta di un’anima gemella sicuramente c’è un’attivazione dei circuiti neuronali: in primis quelli della serotonina, e ancor di più quelli della dopamina. Questi due neurotrasmettitori sarebbero rispettivamente responsabili d’umore altalenante ed euforia che si percepiscono durante l’innamoramento. Ma tale chimica neuronale, non è sufficiente a spiegare la complessità di sentimenti e di stati d’animo, che proviamo nel momento in cui c’innamoriamo o scegliamo il partner. Aspetti e componenti più strettamente psicologiche rivestono un peso maggiore e più specifico. Anzi tali aspetti e componenti sono responsabili di una maggiore o minore attivazione dei neurotrasmettitori.

– QUANTO PESANO LE NOSTRE ESPERIENZE PERSONALI SULLA SCELTA DELLA  PERSONA DI CUI CI INNAMORIAMO?

Le esperienze personali passate, soprattutto quelle dell’infanzia, che chiamerei copioni affettivi, pesano molto nelle scelte sentimentali attuali. Infatti, nella scelta del partner noi cerchiamo, principalmente, qualcosa, di più o meno rimosso, della nostra primaria figura affettiva: madre, padre o altra figura primaria d’accudimento

Nella fase edipica, individuata dalla psicanalisi nella nostra infanzia, inconsciamente, la bambina sceglie come partner il padre ed il bambino, la madre. Importante è che questa scelta relazionale sia positiva e soddisfacente, al fine di poter scegliere, da adulti un partner che possegga gli aspetti positivi dei nostri genitori.

Infatti nell’amore noi non vogliamo solo trovare qualcosa dell’amore originario verso i nostri genitori, ma perseguiamo anche una compensazione di ciò che non abbiamo avuto o di cui ci si è stato privato durante l’infanzia da genitori non attenti alle nostre esigenze affettive, o talvolta addirittura “ostili” o qualche volta anche “cattivi” nei nostri confronti. Conseguentemente chiediamo al nostro amore, in maniera più o meno conscia, di provvedere a riempire i vuoti affettivi del nostro passato o a porre rimedio alle ferite affettive infertici. Ciò può portare a fare scelte sbagliate ed nel tentativo di “riparare” sempre di più si finisce col continuare ad errare nelle proprie scelte sentimentali.

– LEI, COME PSICOLOGO, CREDE NEL COLPO DI FULMINE? E NELL’ANIMA GEMELLA?

Una premessa: c’innamoriamo di una persona solo quando incontrandola abbiamo già dentro di noi una sua immagine idealizzata. Prima costruiamo quest’immagine e poi la proiettiamo sull’altro. Quindi non amiamo ciò che è, ma ciò che immaginiamo essere. Nel colpo di fulmine questa proiezione di un’immagine interiore del nostro partner ideale viene fuori violentemente, dandoci l’illusione di vedere quella persona per la prima volta, ma in realtà, inconsciamente la sua immagine viveva dentro di noi da tempo.

Lo stesso meccanismo interviene nella scelta dell’anima gemella. La ricerca di quest’ultima, è legata ad aspetti narcisistici sotto un duplice aspetto: cerchiamo ciò che è simile a se stessi, o ciò che avremmo voluto essere.

– STATISTICAMENTE, DURANO DI PIU’ I GRANDI AMORI SCATTATI ALL’IMPROVVISO  O QUELLI NATI LENTAMENTE, MAGARI DALL’AMICIZIA?

Dati statistici significativi in tal senso non ne ho. Posso dire che i grandi amori nati sull’onda di una forte passione iniziale, durano se vengono seguiti da sentimenti come impegno, lealtà, fiducia reciproca e tutto ciò che concorre a determinare una progettualità di coppia . Se non s’innestano questi aspetti ogni grande amore, se non sorgono ostacoli e difficoltà che ne mantengono viva la passione, tende a sciogliersi come neve al sole.

Gli amori che nascono lentamente possono contare maggiormente sulle componenti di lungo periodo sopraccitate, tendendo, quindi, a durare di più. La componente passione, seppur in misura minore rispetto ai grandi amori, dovrebbe comunque essere presente al fine di consolidare ancora di più la coppia, altrimenti potrebbe essere ricercata altrove: nel lavoro, in altri ambiti, ma soprattutto nel tradimento.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

1 commento
  1. Nuccio Gambacorta
    Nuccio Gambacorta dice:

    Può accadere poche volte nella vita e devi essere predisposto. L’anima gemella è quella con cui pensi di poter entrare in profonda sintonia, sin quasi a poterti identificare con quella data persona. Allora succede che non distingui più dove finisci tu e dove comincia lei. Però c’è il rischio che il discorso sia unilaterale, ovvero io riconosco la persona che però non riconosce me. Magari abbiamo una bellissima profonda amicizia, ma…si può essere anche anime gemelle in un rapporto di amicizia ?

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