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IL RICORDO IN AMORE

Il ricordo ama giocare a nascondino come i bambini. Si rintana. E’ incline all’adulazione e gli piace abbellire, spesso senza necessità. Contraddice la memoria, che si comporta con pedanteria e vuole avere litigiosamente ragione.

Se viene molestato con domande, il ricordo assomiglia ad una cipolla che vorrebbe essere sbucciata perché, carattere dopo carattere, sotto la prima tunica, ancora secca e cricchiante, si trova la successiva che, appena staccata, ne libera una terza, umida, sotto alla quale una quarta, una quinta attendono e bisbigliano. E tutte quelle successive trasudano parole troppo a lunghe evitate, anche disegni e ghirigori, quasi che qualcuno, volendo fare il misterioso fin da giovane, quando la cipolla era ancora in germoglio, avesse cercato di codificare se stesso.

Già si risveglia l’ambizione: questi scarabocchi devono essere decifrati, quel codice forzato. Già viene confutato ciò che di volta in volta vuole avere fondamento di verità, perché spesso la bugia o la sua sorellina minore, la voglia di barare, costituisce la parte più inalterabile del ricordo; messa sulla carta suona credibile e ostenta particolari che dovrebbero avere l’esattezza di una fotografia in assenza di vento…

La cipolla ha molte pelli. Se ne parla al plurale. Appena sbucciata si rinnova. Tagliata butta lacrime. Solo quando la si sbuccia dice la verità

…Il tempo deposita strato dopo strato. Quello che ricopre è visibile tutt’al più attraverso le fessure, attraverso una fenditura temporale che si allarga solo a fatica.

Gunter Grass, Sbucciando la cipolla, Einaudi

Bisogna cominciare a perdere la memoria , anche solo ogni tanto , per comprendere che la memoria è ciò che riempie la nostra vita .La vita senza memoria non è vita .

La nostra memoria è la nostra coerenza , la nostra ragione ,il nostro sentimento , persino la nostra azione . Senza di lei non siamo niente. Luis Bunuel

“Quando si parla dell’amore per il passato, bisogna fare attenzione: si tratta dell’amore per la vita; la vita è molto più al passato che al presente. Il presente è un momento sempre breve,anche quando la sua pienezza lo fa sembrare eterno.

Quando si ama la vita, si ama il passato perché esso è il presente qual è sopravvissuto nella memoria umana. Il che non vuol dire che il passato sia un’età d’oro: esattamente come il presente, è al tempo stesso atroce, splendido, o brutale, o semplicemente qualunque.” (Marguerite Yourcenar – Ad occhi aperti)

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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