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RELAZIONE CONFLITTUALE FRA I CONIUGI: COSA FARE?

Le differenze di carattere possono portare moglie e marito a farsi la guerra, ma questa non è una situazione sostenibile, ecco quindi come va affrontata

Gentile dottore dopo numerosi litigi mio marito ha lasciato la casa coniugale. Insulti e aggressioni si sono sempre alternati con regali e dichiarazioni d’amore. Abbiamo 2 figli e in 16 anni di matrimonio abbiamo resistito per il loro bene, ma siamo arrivati ad odiarci per differenze caratteriali. La situazione si è aggravata da quando ho iniziato a fare terapie riabilitative al piccolo di 4 anni che soffre di disturbi caratteriali di tipo oppositivo e ritardi nel linguaggio.

Durante questo periodo mio marito si  è estraniato da tutto e questo mi ha molto addolorata. Ho concentrato tutte le mie energie fra casa, lavoro e le terapie…e mio marito, invece di sostenermi lamenta il mio poco impegno a letto.  Per dispetto ha portato via soldi, bancomat e le chiavi delle macchine di entrambi, atteggiamento infantile mio avviso, anche se lui tenta in tutti i modi di dire che sono stata io la responsabile del suo gesto.
E’ possibile che fra voi si sia instaurata una conflittualità tipo “Guerra dei Roses” al di là dei torti e ragioni dell’uno e dell’altro. Bisognerebbe vedere se ci sono ancora spazi di manovra per recuperare la relazione o si è arrivati ad un punto di non ritorno per cui è preferibile andare avanti con una separazione. In quest’ultimo caso vedere se almeno la separazione può essere meno conflittuale della relazione vissuta, per il bene di tutti. La invito a riflettere anche sul seguente brano di Gandhi:
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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