Il diritto di ripetersi: la tecnica del “disco rotto”

Una delle idee più fraintese sull’assertività è che basti “dire ciò che si pensa” per essere assertivi. In realtà l’assertività vera si vede nel momento più scomodo: quando l’altro non accetta il primo no.

Negli anni ’70 lo psicologo Manuel Smith descrisse una tecnica semplice quanto efficace: il broken record, il disco rotto. Consiste nel ripetere con calma la propria posizione, sempre con le stesse parole essenziali, senza lasciarsi trascinare in giustificazioni, scuse elaborate o controargomentazioni.

“Non posso venire sabato.”
“Ma dai, è solo un’ora…”
“Capisco, ma non posso venire sabato.”
“Non ti chiedo mica la giornata intera…”
“Lo so, e comunque non posso venire sabato.”

Non c’è aggressività, non c’è cedimento. C’è ripetizione.
Perché funziona? Perché chi ha difficoltà a essere assertivo di solito non cede al primo assalto, cede alla seconda o terza insistenza — quando cerca disperatamente un argomento nuovo per giustificare un no che, in realtà, non ha bisogno di alcuna giustificazione. Il disco rotto toglie terreno proprio a questo meccanismo: non offre nuovo materiale su cui l’altro possa fare leva.
Non è un trucco manipolativo, è quasi il contrario: è la forma più onesta del confine, perché non nasconde il no dietro mille scuse — lo mostra per quello che è, stabile e non negoziabile.

Un’immagine che rappresenta questo tema e’: “L’uomo con la bombetta” di Magritte — la stessa figura che si ripete, identica, impossibile da spostare


Roberto Cavaliere Psicoterapeuta

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