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INNAMORARSI DI UN PROFESSORE

Per la prima volta in vita mia o paura di quello che mi attende ho ventitue anni e quando mi dicono ma sei giovane! Mi sembra una minaccia, ho il pianto facile ultimamente e sto sempre da sola questo mi dispiace ma poi quando sto con gli altri mi viene voglia di stare dasola. Studio arte e sono molto autocritica, sento il peso di tutto quello che mi spetta, ma soprattutto non posso fare affidamento su nessuno neanche sui miei genitori.
Non sono sempre stata cosi, ma ho avuto una brutta relazione con un nuomo e mi è crollato tutto quello in qui credevo, arte, vita,avventure la mia parola d’ordine era faccio quello che mi pare… ora sono un mollusco o un cane che si lecca le ferite ma forse queste ferite le ho sempre avute.
LUi è il mio professore d’arte, ha 51 anni e sta con una donna da 12 l’anno scorso appena lo vidi me ne innamorai, non esisteva nienete al mondo come lui per una nno ho fatto finta di niente poi quando è finita la scuola ci siamo incontrati per parlare di un lavoro, io ero rassegnata stavo quasi bene, poi lui dopo pranzo mi porta a casa sua a prendere un caffè ma è finita che si è girato e ci siamo abbracciati tremanti, non ci siamo staccati tutta l’estate, siamo stati una settimana in un paese a fare una scultura e lei sospettava,io ho cominciato a soffrire, perchè innamorata sentivo l’impossibilità di questa storia cosi un giorno a fine settembere- ottobre decido di troncare gli accenno il discorso al telefono e lui si agita e forse lei ha notato un suo comportamento strano ed è andata a vedere nel telefonino le chiamate e i messaggi, mi conosce perchè insegna anche lei in accademia,è successo un putiferio, non so cosa è successo in casa loro ma io sono quasi diventata pazza, non ci siamo visti per molto tempo lui ogni tanto mi chiamava ma lei controllava il telefono e io non capivo che stava succedendo, un giorno ci vediamo per fare il punto della situazione e si rompe qualcosa in me, io quel giorno sono morta, lui mi ha detto cosa era successo, che ora lo controlla qualsiasi cosa fa e io mi sono sentita usata e presa in giro mi sentivo come se lui avesse fatto di me una sostituta per tutto quello che in effetti non va più con lei un giocattolo, non ho avuto forze di chiamarlo e vederlo per un bel pezzo ho cominciato a non credere in niente perchè di lui ero cosi sicura che avrei messo la mano sul fuoco…inizialmente pensavo ma sarà che un umo cosi grande si possa innamorare di una piccola come me? eppure io ho sentito che lo era e credo che lo sia
ora è iniziata la scuola e ci rivediamo, a volte andiamo a pranzo in sieme e ci scambiamo tenerezze come prima ma più trattenuti, come fa a voler passare ancora del tepo con me dopo quello che è successo? perchè?
Quello che non mi fa dormire la notte è l’idea di quello che pensa lui, che vuole da me? fa il geloso dice che gli manco che vule vedermi che ha bisogno di me, che lo devo aspettare ha detto che devo essere paziente … Ma si torna a casa sempre dalla mamma, che comportamento è questo? quel giorno maledetto gli chiesi ma che rapporto hai con lei ormai è più lavorativo che amoroso, ci siamo voluti bene a volte ce ne vogliamo ancora ma è stanco… Che vuol dire qusta frase? e che vul dire ti stavo aspettando? per fare che?
Non mi aspetto niente mi fa quasi schifo eppure sono un’altra volta rassegnata, da lontano e in silenzio lo amerò ma voglio capire, e vorrei che qualcuno mi aiutasse in questo, ho cercato di inlustrare al meglio quello che è successo, io provabilmente non ho abbastanza lucidità forse è più semplice di quello che sembra Se queste righe sono state lette ringrazio

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Gentile Dr. Cavaliere
Le mando questa e-mail perchè mi trovo in um momento particolarmente difficile della mia vita.
La mia storia è molto complessa e in parte anche molto difficile da sostenere.Sono una ragazza di 22 anni e da tempo (circa 5 anni) soffro fortemente per un’amore “forse” non corrisposto,e a breve le farò capire cosa intendo per forse.
Tutto è nato ai tempi di scuola in quanto la persona in questione è un mio ex docente di liceo,tutto cominciò senza un vero e proprio perchè,dentro di me sentivo il nascere di un qualcosa,ma faticavo ad accettarlo,in quanto l’età che ci divide può bastare a far sconvolgere oltre che l’animo la mente.Questi 43 anni di differenza non mi pesano al livello anagrafico,non ho mai badato a questo,o meglio il mio animo mi impedisce di farlo,ma ciò che mi tormenta è il sapere di non poter realizzare in alcun modo una vita al suo fianco.
Il tempo trascorreva e il tormento dentro di me saliva,ripensavo e penso tutt’ora alla sua vita,ai suoi figli anche più grandi di me,al fatto che è rimasto vedovo e che probabilmente è legato ancora a sua moglie,chissà…
Dopo terminati gli studi ebbi finalmente dentro di me quella spinta e quel coraggio che mi permisero di confidargli questo mio peso,tra di noi c’è sempre stato un buon rapporto anche nei periodi scolastici,ma per non rovinare questo rapporto,o per non cadere nella banalità,aspettai il momento giusto per dare voce a me stessa,e cosi fu.Con una lettera ben precisa,e forse non molto poetica affidai nelle sue mani il mio animo.Sapevo bene a cosa sarei andata incontro,in quanto è sempre stato una persona molto corretta e scrupolosa,ma non immaginavo che le cose avrebbero preso questa piega.Dopo qualche giorno ci incontrammo e cosi fu il momento per me di una morte lenta e interiore,ricordo ancora a distanza di qualche anno le sue parole,quelle parole che mi misero davanti ad una realtà ben definita.Con parole molto cordiali mi fece capire che il sentimento che provo è certamente qualcosa di bello,ma che dovrei cercare di vederlo sotto una luce diversa,e che può essere presente nella mia vita solo come una sorta di amico.Senza avere nemmeno la forza di replicare gli diedi la mano e me andai,avrei voluto dirgli mille cose,che ancora non ho detto e che sono chiuse dentro di me.Quanto tempo è passato,ma nonostante tutto continuo a cercarlo,quando mi è possibile gli invio qualche lettera e nei momenti di maggior necessità una telefonata accompagna quei momenti.Ma queste vicinanze sono solo da parte mia,lui non ha mai risposto ad una lettera ne mai ha fatto una telefonata,e questo mi fa capire da un lato che soffro inutilmente.Da un altro lato però,e mi ricollego al “forse” di prima,nei momenti di incontro o quando c’è la possibilità di parlare,sembra interessato,affabile e desideroso di novità.Quando capita ad esempio che ci troviamo in mezzo ad altre persone,e non c’è la possibilità di interlocuire,i suoi occhi cercano sempre di seguirmi,mi osservano i modo costante.E questo è uno dei motivi che non mi fa stare in pace,come poter capire se davvero conto qualcosa per lui,ebbene un tormento che genera tormento.Di tutto questo non è facile parlarne con le persone anche più vicine,perchè si tende sempre a giudicare da un lato esterno,e non riesce a cogliere il fondo del pensiero,si verrebbe cosi presto giudicati.Ma cosa cerchi da lui,cosa mai ti potrebbe dare,ha già vissuto la sua vita,hai tutto alle spalle,e tu invece hai tutto davanti a te,una vita da costruire.Queste quasi certamente sono le parole che mi sentirei dire se cercassi di confidare questo mio stato d’animo,perciò tendo a chiudermi in me stessa.Vivo in un piccolo paese,qui per spostarsi si deve avere per forza la macchina altrimenti non si va da nessuna parte,e da qualche tempo ho iniziato gli studi universitari,ma per me sta diventando davvero complicato gestire gli studi,in quanto la mia concentrazione si sposta,e perciò appena mi reco in città,non riesco a rimanerci più di qualche giorno,e subito faccio il biglietto per tornare a casa,perchè sto male al pensiero di questa lunga distanza che mi divide da ciò che ho dentro.
Ho cercato anche nei periodi di maggior sconforto di rifarmi una vita,di cercare nuovi stimoli ed interessi,ma senza risultati,ho frequentato giovani della mia età,ho avuto un rapporto con un ragazzo finito però male,in quanto per me era solo considerato come una valvola di sfogo,mi dava fastidio sentire le carezze,o quelle strette fatte mentre si camminava,o ancor peggio i baci dati da chi non si ama,non me la sentivo più di mettere in mezzo i sentimenti altrui,e cosi tra le varie litigate e le gironate passate senza dirsi nulla,decidetti di tagliare corto,in quanto capivo bene che sarebbe stato tutto vano.E perciò ho deciso da quel giorno di non cercare più un qualcosa che non faceva parte di me.Questa storia come ho già detto è cosi tumultuosa,che non è facile spiegare tutte le sue sfumature in una mail,perciò cerco di concludere.
Vorrei poter capire fino in fondo l’animo di chi mi porto dentro,ed è davvero cosi sbagliato seguire i propri istinti? quando si cerca solo di far capire a chi si vorrebbe,che non si cerca nulla in cambio,ma solo una maggiore vicinanza.
La ringrazio per l’attenzione
Cordiali saluti

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

DIFFERENZE FRA AMICIZIA ED AMORE

Per delineare le differenze fra un’amicizia ed un amore riporto le riflessioni di Jean de la Bruyère (1645-1696) tratte dal suo libro I caratteri. Seppur scritte nel lontano 1688 sono ancora oggi attuali e significativi.

Dott. Roberto Cavaliere

 

L’amicizia fra persone di sesso diverso può durare, mantenenendosi anche immune da qualsiasi indelicatezza. La donna tuttavia considera sempre l’uomo come un uomo; e analogamente l’uomo considera la donna come una donna. Questa relazione non è né passione, ne pura amicizia: costituisce una categoria a sé.

L’amore nasce improvviso, senza riflessione alcuna, per istinto o fragilità: un bel lineamento ci conquista, ci determina. L’amicizia, invece, si forma a poco a poco, col tempo, con la frequentazione, con un lungo scambio.

Quanta intelligenza, quanta bontà di cuore, quanto attaccamento, quanti servigi e quanta compiacenza , fra amici, per fare in parecchi anni ben meno di quanto ottenga talvolta in un istante un bel viso o una bella mano !

Il tempo, che rafforza le amicizie, indebolisce l’amore.

Finché dura, l’amore si alimenta di se stesso, e talvolta di cose che sembrano doverlo spegnere: capricci, crudezze, lontananza, gelosia. L’amicizia invece ha bisogno d’aiuto: si esaurisce per mancanza di attenzioni, di fiducia e di compiacenza.

E’ più comune vedere un amore estremo che una perfetta amicizia.

Amore e amicizia si escludono vicendevolmente.

Chi ha vissuto un grande amore, trascura l’amicizia; e chi s’è consumato nell’amicizia, non ha fatto ancor nulla per l’amore.

Nulla è più simile a una viva amicizia di quei legami che l’interesse del nostro amore ci fa coltivare.

In amore, per permalosi che si sia, si perdonano più colpe che nell’amicizia.

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L’amore è come un roseto selvaggio,
l’amicizia come un agrifoglio.
L’agrifoglio è chiuso quando il roseto fiorisce
ma quale dei due sboccerà più volte?

Il roseto è dolce in primavera,

i suoi boccioli estivi profumano l’aria;

ma aspetta che l’inverno venga ancora

chi loderà la bellezza del rovo?

Allora disprezza il roseto adesso
e copriti con lo splendore dell’agrifoglio,
così quando dicembre avvizzirà le tue ciglia
lui potrà ancora lasciarti una ghirlanda verde.

Emily Bronte

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Riflessione di Gibran

Il vostro amico è la vostra esigenza soddisfatta.
E’ il campo che seminate con più amore e che mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché da lui vi recate per la vostra fame, è lui che ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi apre la sua mente, non abbiate timore di dire “no” nella vostra propria mente, né trattenere il vostro “sì”.
E quando egli tace, il vostro cuore non smette di ascoltare il suo cuore:
Poiché, nell’amicizia, pensieri, desideri, attese, tutto nasce ed è condiviso senza parole, con una gioia priva di plauso.
Se vi separate dall’amico, non rattristatevi;
Poiché ciò che maggiormente amate in lui può meglio risplendere nell’assenza, così come una vetta appare allo scalatore più chiara dalla pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro proposito che l’approfondimento dell’animo.
Poiché l’amore che cerca, che non sia lo schiudersi del suo proprio mistero, non è amore ma una rete lanciata a caso: nella quale si afferra solo ciò che è vano.
E sia per l’amico la parte migliore di voi.
Se egli dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche il flusso.
Poiché quale amico è questo vostro che dobbiate cercarlo in un tempo in cui si uccide?
Cercatelo sempre in un tempo in cui si vive.
Poiché a lui tocca colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E nella dolcezza dell’amicizia fate che vi siano il riso e la partecipazione ai piaceri.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore scopre il suo mattino e ne è ristorato…

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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PASSIONE D’AMORE

Di seguito tre famosi citazioni che sintetizzano cosa s’intende per passione. A seguire una possibile terapia 

“La passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perchè quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra. Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone-tante-riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegnieri delle cose superate. Altri individui pensano esattamente il contrario:si abbandonano senza riflettere, spettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i lori problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità,e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perchè è accaduto qualcosa di meraviglioso,oppure depressi perchè un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.

Sottrarsi alla passione,o abbandonarvi ciecamente:

quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo???

Io non lo so…”

da”11 minuti”di Paulo Coehlo.

“La passione non si piega alle leggi della ragione, non si cura minimamente di quello che riceverà in cambio, vuole esprimersi fino in fondo, imporre la sua volontà. Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi.”
(Sándor Márai)

“Le passioni sono gli unici oratori che persuadano sempre. Esse sono come un’arte della natura dalle regole infallibili: il più semplice degli uomini animato dalla passione riesce più persuasivo del più eloquente che ne sia sprovvisto.”
(François de La Rochefoucauld)

Nella seguente citazione una ‘possibile terapia’ di una violenta passione d’amore.

“La forza delle passioni umane che si trovano in noi viene ad essere assai violenta, se la si respinge del tutto. Se invece la si guida ad un’attività moderata e non oltre ciò che è opportuno, provoca una gioia misurata, viene soddisfatta, e a questo punto, diventa pura, cessa con la persuasione e non a forza.”
(Aristotele)

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LIBRO “LA PRINCIPESSA CHE CREDEVA NELLE FAVOLE”

TRAMA
Questo libro ha una protagonista speciale. Perché Victoria è una principessa, ma anche qualcosa di più. Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non cè dolore più grande dell’essere ferite dalla persona amata. Sgomenta, incredula, Vittoria decide di accettare l’invito di uno strano personaggio, lascia tutto e intraprende il viaggio alla scoperta di sé, sul Sentiero della Verità. Lungo il cammino rischia di annegare nel Mare delle Emozioni, è costretta ad attraversare la sconcertante Terra delle Illusioni. A poco a poco impara a distinguere la realtà dai sogni e comprende che una persona può amarne un’altra solo nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione o con intransigenza e rifiuto. E per quanto sia faticoso abbandonare la strada già segnata e apparentemente più sicura, scopre che è possibile trovare nuove vie, e che ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno. Saper sognare è un dono, ma il sogno può diventare una gabbia dorata se per realizzarlo si accettano così tanti compromessi da perdere di vista la felicità. Perché è giusto credere nelle favole. L’importante è saper accettare che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato.
CITAZIONI
Perdona te stessa per non essere stata capace di fare più di quanto era per te il meglio che sei riuscita a fare nelle varie situazioni.

L’amore fa star bene in caso contrario
si tratta di un sentimento ben diverso.
Se soffri più spesso di quando sei felice,
vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente
che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione,
e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.

Il mare e la vita hanno molto in comune.
Rilassati. Lasciati andare.
Abbi fiducia nel fatto che resterai a galla, e ci starai.
Se invece opponi resistenza, pensando che finirai sul fondo, ci andrai davvero.
La scelta spetta solo a te.

Il viaggio è diverso per ognuno:
un sentiero può essere giusto per una persona
e sbagliato per un’altra.
Solo il cuore di ogni singolo essere umano conosce la via.

PERCHE’ SI AMANO UOMINI NON DISPONIBILI (di Susan Peabody)

Molte donne si accorgono di avere la tendenza ad innamorarsi di uomini che non sono disponibili e si chiedono perché questo continua ad accadere ripetutamente, più e più volte.

Gli uomini che ci ricordano il nostro primo amore:

Siamo sempre attratte da coloro che ci ricordano il nostro primo amore. Se il primo amore di una donna è stato un padre assente ed emotivamente non disponibile, questa donna sarà attratta esclusivamente da uomini non disponibili, nonostante il dolore che questo le procurerà successivamente ed inevitabilmente.

La ricerca del lieto fine:

Molte donne, non solo sono attratte da uomini non disponibili, ma li ricercano come partners per ricreare il passato e modificarne il finale. Queste donne spesso cadono nell’ossessione di cercare di ottenere, attraverso il loro partner attuale, l’amore che non hanno mai ricevuto da bambine. Lo fanno inconsciamente, ripetutamente. Si tratta di una forma di follia. E’ il loro “bambino interiore” che le costringe ad agire secondo la propria volontà nonostante le dolorose conseguenze che ne derivano.

Errore di calcolo:

Molte donne non scelgono uomini non disponibili. Si innamorano prima di accorgersi che l’uomo non è disponibile. Poi, ostinatamente e, dal momento che ne sono divenute dipendenti, si rifiutano di arrendersi e rinunciare al rapporto.

Amore non corrisposto:

Alcune donne riescono ad innamorarsi soltanto dell’uomo dei loro sogni. Dal momento che non esiste in realtà alcun uomo di questo tipo, queste donne proiettano le loro fantasie su qualcuno e poi vedono in quella persona soltanto ciò che vogliono vedere. Questi uomini completamente non disponibili sono un ottimo obiettivo per questo genere di proiezione poiché la donna non arriva mai a conoscerli per ciò che sono in realtà. Questi uomini rimangono sempre ciò che la donna vorrebbe che fossero. Le donne che sono portate ed in certo senso dipendenti dal fantasticare rientrano facilmente nel fenomeno del’amore non corrisposto.

Eccitazione:

Inseguire qualcuno che non è disponibile può essere eccitante. Ciò può realmente stimolare l’adrenalina, per non parlare della libido. Le donne dipendenti dall’idillio spesso ricercano persone non disponibili perché sono dipendenti dall’inseguimento in se’.

Paura inconscia dell’intimità:

Le donne, che a livello conscio cadono nell’ossessione amorosa, hanno spesso di base paura dell’intimità. Scegliere di innamorarsi di qualcuno che non è disponibile (in grado maggiore o minore) è un modo per evitare di affrontare questa paura.

Imago

Crescendo, creiamo nella nostra mente una persona ideale, generata dalla fantasia, che Harville Hendrix chiama “Imago”. Questa persona fantastica diviene rigida come una statua verso la fine dell’adolescenza. Se l’ Imago di una donna è una persona non disponibile, essa deve creare una nuova Imago. Questa nuova persona della fantasia deve essere disponibile, sincera, deve saper comunicare ed essere compatibile. Tuttavia, non sarà mai eccitante come l’Imago originaria. Le donne che sono attratte da uomini non disponibili devono abbandonare l’idea della trepidazione per far posto ad una vita appagante e felice.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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SEHNSCUCHT: LA RICERCA DELL’IRRAGGIUNGIBILE

Hai tante cose dentro di te e la più nobile di tutte, il senso della felicità.
Ma non aspettarti la vita da un uomo.
Per questo tante donne s’ingannano.
Aspettala da te stessa.
Non sarai mai felice se continui a cercare in che cosa consista la felicità.
Non vivrai mai se stai cercando il significato della vita.
Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città.
Ai giorni nostri, è l’unico deserto alla portata dei nostri mezzi.
Non conosco che un solo dovere: quello di amare.
Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.

Albert Camus

 

Sehnsucht è una parola tedesca, non traducibile in italiano, che esprime un concetto della cultura romantica ad indicare l’anelito verso qualcosa di irraggiungibile. Il termine fu introdotto dai fratelli Schlegel che lo usarono per delineare una particolare sensibilità particolare della psicologia romantica . Questa sensibilità è intesa come uno stato d’animo eccessivo o perenne di impressionabilità, di irritabilità e di reattività. Potrebbe avere analogie col concetto di nostalgia, ma mentre la nostalgia è il desiderio di riappropriarsi del passato, spesso legato ad oggetti precisi, la Sehnsucht è la ricerca di qualcosa di indefinito nel futuro. Più precisamente, si potrebbe tradurre il termine Sehnsucht con “desiderio del desiderio”: deriva infatti dai termini das Sehnen , il desiderio ardente, e die Sucht , la dipendenza. Letteralmente quindi, Sehnsucht potrebbe essere tradotto come dipendenza dal desiderio, ovvero il costante anelito che porta l’Uomo a non accontentarsi mai di ciò che raggiunge o possiede, ma lo spinge sempre verso nuovi traguardi, trasformando il sentimento in una forza distruttiva e autodistruttiva.

Il termine tedesco SEHNSUCHT ha quindi il compito di indicare quella tendenza a sognare e a fantasticare e quello stato d’essere perennemente inquieto e scontento della realtà, proteso alla vita del sentimento, della fantasia e del sogno che all’inizio del XIX° secolo si era particolarmente accentuato nello spirito dell’uomo.

Lo scrittore C.S. Lewis da un ulteriore descrizione di tale concetto descrivendo la Sehnsucht come “l’inconsolabile desiderio” nel cuore dell’Uomo “per non si sa che cosa”.

In questa sede prendo a prestito tale termine ad indicare la ricerca da parte di taluni di una amore pieno ed assoluto da parte del potenziale o proprio partnert, che quest’ultimo non potrà mai dare, perché come qualsiasi essere umano, ha i propri limiti. Conseguentemente il desiderio ardente di tale assolutezza è destinato a rimanere insoddisfatto. Come afferma De Rougemont: “E’ cercare l’infinito in un essere finito”.

Invito a leggere la discussione tratta dal forum sul concetto che troverete pubblicata di seguito

Dott. Roberto Cavaliere

 

DISCUSSIONE TRATTA DAL FORUM

MAAB Novalis la chiamava Sehnsucht..la malatia della ricerca inesausta di qualcosa di eternamente irraggiungibile..la tensione continua dello spirito verso un’ideale che si allontana ogni volta che sei quasi arrivato a toccarlo….tipico di un’anima lacerata…ci strugge e ci distrugge la voglia di raggiungere un ideale di amore che forse nn esiste..e man mano che si cresce quella favola che ci avevano raccontato da piccoli si trasforma in un tabulato di dati sconfortevoli, con un conto finale dove c’è scritto ogni volta” fai i conti con te stesso”.

A 33 anni..giro di boa..mi chiedo se questa tensione, questo desiderio di desiderare qualcosa che nn esiste (forse) nn sia destinata a restare tale per tutta la vita!

Chiedetevi, cari lettori per caso o per scelta, ma nn sarà che spesso più che amare chi abbiamo di fronte, nn gli mettiamo addosso un abito da noi cucito, così che quella persona possa essere esattamente come NOI l’abbiamo anelata? proiettiamo in quella persona tutto il sogno, ci perdiamo in esso..

e poi..chiaro nn abbiamo considerato che forse quell’abito nn gli appartiene affatto! Restare individui nella coppia….due universi a parte che si sfiorano per condividere e poi ritornano in se stessi! C’è qualcuno che ha un manuale di istruzione? A chi dice di nn chiedersi i perchè

di ciò che ci succede..come fa una mente, per la quale la ricerca inesausta è necessaria alla sua esistenza, a smettere di domandare??

 

CIPA 73Il dramma degli uomini è,secondo i filosofi, l’aspirazione all’infinito irragiungibile in virtù della nostra finitezza. Quando si proietta sull’altro un ideale che esiste solo nella nostra testa si perde il senso della realtà e si carica di aspettative impossibili il rapporto sentimentale.

Posso risponderti alla luce della mia esperienza che è poco”magico” restare con i piedi per terra. Ma credo che sia la sola strada per un rapporto sano.

Non può un partner essere la risposta ai nostri dilemmi esistenziali. Le risposte sono dentro ognuno di noi.

 

MAAB Quanto è pietrosa la strada da percorrere verso noi stessi..già, cipa, con i piedi per terra..ma perchè rinunciare a rivolgere la testa verso il cielo?

e quanto è bella la magia dei frammenti d’amore?? A volte ho la sensazione che per quanta vita ho dentro potrei bastare a me stessa..però poi sento la necessità e l’urgenza entusiastica di condividere e mostrare alla gente la mia magia! Meditate, gente, meditate!

 

CIPA73 Ognuno ha dentro un universo inesplorato da condividere con gli altri. Spesso mi è capitato di passare per “strana” quando con entusiasmo comunicavo agli altri,compreso il mio ex,le mie osservazioni, le mie riflessioni, il mio disperato tentativo di trovare la chiave d’accesso all’infinito. Mi definiva cervellotica. Di recente ho ritrovato la fede,lo slancio mistico verso il trascendente. Una risposta spirituale all’umana disperazione…

 

HARRY 2003 X maab

Cara amica del tavoliere, le tue riflessioni sul SEHNSUCHT, le trovo molto appropriate invece, anche se non di facile digestione. M metto in primis, che con i miei studi rivolti più alla matematica piuttosto che alla filosofia, mi rendo conto quanto difficili possano essere le valutazioni da fare.

Ad ogni modo se si pensa a ciò che significa quella parola, SEHNSUCHT, ci potrebbero venire i brividi lungo la schiena, allora perchè viviamo a fare, se ci poniamo obiettivi irragiungibili, se una volta raggiunta la vetta, ci accorgiamo che davanti a noi ce n’è una ancor più grande, da superare, e via così. Non so dare una definizione razionale a tutto ciò, ma forse è proprio perchè voglio trovare il razionale in ogni cosa e non capisco il linguaggio di NOVALIS, che oltre che matematico (pure lui) era anche filosofo, e se non sbaglio è stato anche uno dei fondatori del cosiddetto Romanticismo.

Non sono preparato sul tema, ma posso dare la mia umile interpretazione, che credo sia un pò il filo conduttore del forum; dici che forse abbiamo fatto un errore di valutazione, attribuendo ai nostri ex compagni un valore che volevamo vedere noi, potrei essere d’accordo, ma, e questa è la mia personalissima visione, prima di tutto ci si piace, poi ci si frequenta, poi si comincia a condividere un pò delle nostre vita, se ad un dato momento ci si accorge che non era proprio quello che volevamo, che si deve fare? continuare per quella strada e immolarci per la scelta che è stata fatta, oppure salutarsi e andare ognuno per la propria strada? Forse ho dato una visione troppo semplicistica, ne sono al corrente, non era mio intento dare delle soluzioni, solo una riflessione!!!! Ciao e complimenti

 

ELEGYS Il desiderio del desiderio, l’anelito all’infinito, all’intraducibile, l’idea della perfezione. Credo sia un meraviglioso volo verso l’alto, in perpendicolare sopra se stessi.

Per me è la voglia divampante di continuare a vivere, di superare il tempo e lo spazio, è una proiezione al di sopra del cielo, alla ricerca di un indescrivibile sentire, di immobilità, di trascendenza.

Questa idea luminosa e accecante, è ciò da cui si può trarre energia, passione, bellezza e forza, ed è anche ciò che genera “dipendenza” a mio parere, come “il demone creativo che si trasforma in amante demonio” (tanto per citare un libro che sto leggendo).

La tragicità del pensiero della fine, della carne e del tempo che passa, dell’impossibilità di continuare, la responsabilità di decidere chi e cosa scegliere: questi pensieri sono quelli che sciolgono dall’immobilità della “sehnsucht”.Un sorriso, Elegys

 

MELANIA2 maab,sei incredibile sai che da grande sostenitrice della forza della mente e del pensiero,sto diventando grande sostenitrice della forza del cuore e dell’istinto?

sarebbe opportuno,a volte ,invece di andare in su’,verso la testa ,la mente,l’infinito,che lo dice pure la parola,senza fine ,senza limiti o traguardi;provare ad andare giu’,verso il cuore,verso la terra. se tu premi sulla terra ti rimanda energia,non sprofondi,hai una sorta di rimbalzo,se invece vai verso il cielo,fluttui senza sosta ne riposo.

provare a tornare alle origini,l’acqua,la terra senza farsi tanti condizionamenti. ritrovare le piccole cose che ci fanno star bene,toccare con mano quello che gia’ c’è. toccarlo con il cuore,non con la mente.

siamo nati in natura,non in un ipermercato,dove tutto è condizionato dalla vendita del prodotto,dove tutto è ben messo,dove il prodotto che devi vendere di piu’ in quel momente, è messo alla giusta altezza.

prova a ritornare,alle cose semplici,ai luoghi comuni,apprezza questa maab,che è semplicemente una donna,e tale si deve riconoscere.

se riesci, guarda oltre cio’ che ti sembra di vedere. oltre non significa guardare lontano,ma vedere quello che veramente c’è. un abbraccio forte

 

YANA Ciao, mi sono piaciute le riflessioni e le domande che poni Maab.

Secondo me bisogna distinguere due livelli in questa tendenza alla ricerca di infinitezza.

Uno è “sano”, ed è quello che ricorda Cipa quando parla del “dramma degli uomini” spesso descritto dai filosofi. Credo che questa tendenza sia, come la paura e le altre emozioni e fragilità umane, una caratteristica del genere umano e che in una certa misura sia inevitabile, proprio perchè, secondo me, non è tanto una conseguenza di qualche trauma specifico, ma è implicita nelle fattezze dell’uomo: ne è una sua caratteristica intrinseca, per via della struttura del suo pensiero e di molto altro. Quindi più che sana, la chiamerei una caratteristica “normale”.

L’altro livello è quello patologico, o insano, o distruttivo, che, per vari motivi, è portato all’eccesso e che può condurre a vivere male la vita e i rapporti, incessantemente insoddisfatti, scontenti, irrequieti.

Ovviamente non c’è una linea netta tra i due livelli, ma credo sia importante individuare, se ci sono, i propri aspetti insani della questione ed accettarne invece il lato sano, comune un pò a tutti gli individui e tipicamente umano.

Detto questo, mi ha colpito una frase di Cipa negli interventi iniziali:

“posso risponderti alla luce della mia esperienza che è poco “magico” restare con i piedi per terra. Ma credo che sia la sola strada per un rapporto sano.”

Io credo invece che un rapporto sia veramente sano quando è “magico” pur percepito nella sua dimensione “reale”.

Non so se ho inteso bene le parole di Cipa, ma dal mio punto di vista odierno invece c’è molta magia anche nel restare con i piedi per terra, anzi è proprio quella la vera magia a mio avviso. Riuscire a godere della vita così com’è, senza avere bisogno di rifugiarsi troppo nelle proprie fantasie ed aspettative, è una cosa a volte complicata da raggiungere, ma dona delle sensazioni fantastiche.

Nel suo aspetto sano, questa difficoltà è una delle sfide che la vita e la crescita degli individui presuppongono e a cui è giusto arrivare in un certo senso gradatamente, scoprendo ogni aspetto di questo modo di vivere man mano che si procede nella propria maturità.

Ma se lo stile di vita, specie nelle fasi da adulti, è fortemente legato ad una ricerca spasmodica di “altro”, se non si sa godere delle cose naturali e reali della vita (tutto..rapporti, attimi, come le cose più concrete) allora bisogna rivedere quello che sta alla base delle proprie percezioni.

L’altro giorno ero con dei bambini.

Non avevamo grandi cose a disposizione, apparentemente. Avevamo un prato, l’aria, il sole, una palla e le gambe per poter correre.

Non è per fare retorica, ma abbiamo passato dei momenti davvero speciali ed io mi sono sentita veramente viva solamente perché stavo correndo, giocando e stavo condividendo l’entusiasmo.

Eppure non c’era nulla di paranormale o straordinario in quello che stavamo facendo, in quello che stavo vivendo. Ma era magico e la magia sta nel fatto di riuscire ad apprezzare le cose della vita, anche quelle più semplici, per quelle che sono, godersele, catturarne l’autenticità e farne propria ricchezza. A volte c’è più amore in una corsa o un gioco condiviso che in un rapporto che dura da anni. E’ da questa forma di amore apparentemente inutile ed insignificante che bisogna partire.

In quel momento, come in molti altri, io ero molto di più con i piedi per terra che in tanti altri frangenti, eppure dentro di me sembravo volare.

Non sono costantemente in quello stato d’animo nella mia vita, mentirei.

Ma da quando sto meglio con me ed ho imparato a guardare la vita e le cose che ho sotto un’altra ottica riesco maggiormente e più spesso a gioire della semplicità della vita e a ravvicinare le mie aspettative alla realtà così com’è e come evolve.

Forse riuscire a fare questo in senso assoluto non è possibile, proprio per via dei limiti umani. Ma regalarsi sempre più esperienze di autenticità e lucidità è possibile a mio avviso, senza per questo dover mozzare le proprie sensazioni e le proprie aspirazioni. Anzi, è proprio il contrario.

Per fare questo è, come sempre, necessario, oltre che porsi domande, riavvicinarsi un pò di più a se stessi, anche e soprattutto nel senso di riavvicinarsi alle proprie sensazioni spontanee: tutto questo è racchiusio dentro di noi, dobbiamo solo capire, in modo personale, come fare a riscoprirlo e quindi a percepirlo. Un abbraccio

 

MAAB cara yana, grazie del tuo intervento, ero curiosa di sapere come la pensavi..la cosa paradossale è che il magico e quella tensione verso il desiderare qualcosa che nn si realizza

per me risiede proprio nell’incanto di quella semplicità di cui parli..l’incanto delle piccole cose..di una risata cristallina, di una corsa sui prati, degli occhi di tuo foglio che ti sorridono…di un amore sincero e compassionevole….e sai perchè si trasforma in qualcosa che si allontana ogni volta che pensi di averla afferrata? perchè per qualche strano motivo oggi tutto questo diventa sempre più un miraggio..ed ogni fallimento accresce l’appetito di quel miracolo..ed è allora che s’incorre nel pericolo di idealizzare chiunque, anche se stessi, pur di avere un raggio di quel sole! Infatti, chissà perchè il primo grande amore resta sempre il migliore..perchè ci è arrivato addosso senza il nostro intervento..senza idealizzazione..senza quel senso di mancanza che le delusioni successive hanno creato. E allora si capisce bene perchè è necessario restare soli e ritrovare quella purezza di accogliere senza vincoli un nuovo amore..bisogna resettare il sistema perchè funzioni ben..come in origine..vicini a quella fonte di piccole e semplici cose!

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

AMORE NON CORRISPOSTO

Amare l’amore più dell’oggetto dell’amore, amare la passione per se stessa, dall’amabam amare di Agostino fino al Romanticismo moderno, significa amare e cercar la sofferenza. Amore-passione: desiderio di ciò che ci ferisce e ci annienta con il suo trionfo.

…Perchè a qualsiasi altro racconto preferiamo quello d’un amore impossibile? Proprio perché ci piace bruciare ed essere coscienti di ciò che brucia in noi.

…Ciò che essi amano è l’amore, è il fatto stesso di amare. (…) Tristano ama di sentirsi amato ben più che non ami Isotta la bionda. E Isotta non fa nulla per trattenere Tristano presso di sé: le basta un sogno appassionato. Hanno bisogno l’uno dell’altro per bruciare, ma non dell’altro come è in realtà; e non della presenza dell’altro, ma piuttosto della sua assenza.

…L’amore felice non ha storia. Romanzi ne ha dati solo l’amore mortale, cioè l’amore minacciato e condannato dalla vita stessa.

…Così abbiamo visto che Tristano ama Isotta non già nella sua realtà, ma in quanto essa desta in lui l’arsura deliziosa del desiderio. L’amore-passione tende a confondersi con una esaltazione narcisistica

…Chiamerò libero un uomo che possiede se stesso. Ma l’uomo della passione, al contrario, cerca di essere posseduto, spogliato, gettato fuori di sé medesimo, nell’estasi.

…il fatto che il desiderio sia o non sia soddisfatto, non cambia niente. La passione, una volta dichiarata, pretende molto più che la soddisfazione, vuole tutto e soprattutto l’impossibile: l’infinito in un essere finito.

De Rougemont “L’Amore in Occidente”

“I momenti migliori dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai perchè, e quasi ti rassegni riposatamente ad una sventura… e non sai quale”.

Sono queste le parole che danno inizio al cortometraggio intitolato “Il sorriso di Diana”.

Un cortometraggio molto originale che può rappresentare un amore non corrisposto o imposssibile. La storia infatti, racconta l’amore di un ragno per una donna, che diventa subito metafora di tutti gli amori non corrisposti, impossibili. Diana, la protagonista, entra nella sua nuova abitazione. Un grande appartamento dominato da disordine e sporcizia, ma è proprio questa sua decadenza ad interessarci. Si ritrova a telefona con la sua migliore amica, a parlare di Fabio, il suo nuovo fidanzato. Dal tono di voce e dalle sue riflessioni, si capisce che quello non è il suo vero amore. Viene da chiedersi se Diana avrebbe mai trovato quell’amore che desiderava tanto. E che come sentiamo dalla voce fuori campo, quell’amore forte a tal punto da rimpicciolire l’universo e trattenerlo in un battito di cuore. Arriva il momento in cui vediamo il piccolo ragnetto (Agenore), che scappa insieme ai suoi amici, dalle setole nere di una scopa. Diana infatti è impegnata nelle pulizie, ma queste semplici operazioni di riordino, per gli insetti significano pericolo e morte. Aiutandosi con un insetticida spray, riesce ad uccidere alcuni scarafaggi. Fino a quando impugnando uno zoccolo, si ritrova faccia a faccia con Agenore. Sta per colpirlo, ma squilla il telefono. Impeganata nella sua opera si ferma, non lo uccide, in fondo un piccolo ragnetto porta anche fortuna.
Agenore incapace di muoversi rimane nella vasca tutta la notte, lui, il più coraggioso di tutti, si sente spento, devastato, inutile. E non fa altro che porsi delle domande. Perchè? perchè non mi ha ucciso? cosa vuole da me?
Nella sua testa non ci sta altro che il viso di Diana, i suoi occhi, il suo sorriso. Cerca una risposta a tutte quelle domande, e dentro di se la trova: Si era innamorato.
Mentre la ragazza mangia dell’uva, dal grappolo sfugge un acino, questo rotola proprio accanto ad Agenore, che crede sia un omaggio. Così, decide di ricambiare uccidendo uno scarafaggio.
Mentre Diana sta dormendo, lui posiziona l’insetto sul cuscino vuoto, e correndo senza farsi scoprire, attende il risveglio. Immagina Diana felice, contenta del regalo, ma non fa altro che avere una delusione. Infatti, quando apre gli occhi, un enorme urlo urta contro le pareti della stanza.
L’insuccesso di quella notte lo turba profondamente, e incomincia a pensare che ci doveva essere pure un modo, una maniera per comunicare alla ragazza. Per dire che era lo stesso sentimento a muovere entrambi. Ma tutto questo pensare, viene interrotto dalla realtà “nuda e cruda”. Una di quelle sere, Diana invita Fabio a cenare nella sua nuova casa. Stesi sul divano incominciano a baciarsi. Agenore li osserva, ancora una volta incapace di muoversi, poi si decide, va a morire fra le sue braccia. Si avvicina velocemente. Nel frattempo, sul divano, Fabio si è alzato e si sta slacciando la camicia. Agenore è ai piedi del divano e sale sui suoi pantaloni. Fabio nota qualcosa. Una manata secca e subito dopo il movimento dell’uomo che schiaccia.
Questa è la chiusura del cortometraggio, in cui Agenore, il più grande tessitore, cede spazio all’amore, e per quest’ultimo muore.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LA MORTE DI UN AMORE

La morte di un amore è come la morte d’una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato. Ti sembra d’essere rimasto con un occhio solo, un orecchio solo, un polmone solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello dimezzato, e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: colui o …colei con cui ti sentivi intero. Nel farlo non ricordi nemmeno le sue colpe, i tormenti che ti inflisse, le sofferenze che ti impose. Il rimpianto ti consegna la memoria d’una persona pregevole anzi straordinaria, d’un tesoro unico al mondo, nè serve a nulla dirsi che ciò è un’offesa alla logica, un insulto all’intelligenza, un masochismo. (In amore la logica non serve, l’intelligenza non giova e il masochismo raggiunge vette da psichiatria.) Poi, un po’ per volta, ti passa. Magari senza che tu sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce e il rifiuto di rassegnarti ad esso scompare. Ti rendi finalmente conto che l’oggetto del tuo amore morto non era nè una persona pregevole anzi straordinaria, nè un tesoro unico al mondo, lo sostituisci con un’altra metà o supposta metà di te stesso e per un certo periodo recuperi la tua interezza. Però sull’anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa e ti accorgi di non essere più quello o quella che eri prima del lutto. La tua energia si è infiacchita, la tua curiosità si è affievolita e la tua fiducia nel futuro s’è spenta perchè hai scoperto d’aver sprecato un pezzo d’esistenza che nessuno ti rimborserà. Ecco perchè, anche se un amore langue senza rimedio, lo curi e ti sforzi di guarirlo. Ecco perchè, anche se in stato di coma boccheggia, cerchi di rinviare l’istante in cui esalerà l’ultimo respiro: lo trattieni e in silenzio lo supplichi di vivere ancora un giorno, un’ora, un minuto. Ecco infine perché , anche quando smette di respirare, esiti a seppellirlo o addirittura tenti di resuscitarlo. Alzati Lazzaro e cammina.


– Oriana Fallaci –

LE DOMANDE DELL’AMORE

“Mio caro Friedrich, ho dovuto fare l’esperienza che non c’è davvero nulla di più arduo che amarsi. È un lavoro, un lavoro a giornata, Friedrich, a giornata. Com’è vero Dio, non c’è altro termine. Come se non bastasse, i giovani non sono assolutamente preparati a questa difficoltà dell’amore; di questa relazione estrema e complessa, le convenzioni hanno tentato di fare un rapporto facile e leggero, le hanno conferito l’apparenza di essere alla portata di tutti. Non è così. L’amore è una cosa difficile, più difficile di altre: negli altri conflitti, infatti, la natura stessa incita l’essere a raccogliersi, a concentrarsi con tutte le sue forze, mentre l’esaltazione dell’amore incita ad abbandonarsi completamente… … Prendere l’amore sul serio, soffrirlo, impararlo come un lavoro: ecco ciò che è necessario ai giovani. La gente ha frainteso il posto dell’amore nella vita: ne ha fatto un gioco e un divertimento, perché scorgono nel gioco e nel divertimento una felicità maggiore che nel lavoro; ma non esiste felicità più grande del lavoro, e l’amore, per il fatto stesso di essere l’estrema felicità, non può essere altro che lavoro. Chi ama deve cercare di comportarsi come se fosse di fronte a un grande compito: sovente restare solo, rientrare in se stesso, concentrarsi, tenersi in pugno saldamente; deve lavorare deve diventare qualcosa”. (Da una lettera del poeta Rainer Maria Rilke ad un giovane amico)

 

Un nuovo amore dovrebbe sempre scaturire da un incontro e non da una ricerca.

Ma anche se dovessimo cercarlo e importante chiedersi cosa e chi si vorrebbe trovare e perché.

Le domande che bisognerebbe porsi sono diverse. La risposte, autentiche ed oneste, che senti in te, sono importanti, per capire perché non lo trovi, o come trovarlo.

Una possibile sequenza potrebbe essere la seguente

  • Perchè cerchi un amore ?
  • Perché ti senti vuoto e triste, e vai alla ricerca di chi ti riempia o di tiri fuori dalla tua tristezza ?
  • Oppure cerchi qualcuno da salvare, per non dover pensare a salvare te stesso ?
  • Vuoi solo dare, pensando di essere generoso, ma in realtà non ti metti in gioco?
  • Vuoi solo prendere e non hai voglia di dare ?
  • Cosa sei disposto a svelare, e ad ascoltare, a ricevere e a donare, quanto puoi vivere il contatto senza controllo emotivo, senza fare bilanci, e restando fedele a te stesso?
  • E’ davvero solitudine, questo malessere che senti ?
  • Risentimento verso chi non c’è, e verso di te per non aver meritato nessuno accanto ?
  • Se ci fosse qui qualcuno, con te, staresti davvero meglio, o sarebbe solo un modo per scaricare la tua negatività su di lui, per appoggiarti, farti trainare, o anche solo distrarti?
  • Si risolveranno automaticamente tutte le cose alle quali puoi pensare solo tu ?

Dare il nome giusto al bisogno che si prova, comprendere le motivazioni che ci spingono e i dubbi che ci offuscano, aiuta a far succedere quello che più ci sta a cuore, senza sforzo, come è naturale che avvengano le cose importanti, ma con impegno.

E’ una grande sfida riverberare sull’altro positività e non il proprio dolore ed i propri bisogni. Quando cerchi qualcuno che ti ami perché tu non sai amarti, trapela il tuo bisogno, la paura, la pretesa: è ciò che mette in fuga l’altro. La tua paura di restare solo, di sbagliare, ti fa restare solo. Diventi pesante, troppo serio, arrendevole, troppo gentile.

Durante la vita gli altri cambiano, cambiamo noi e i nostri bisogni. Se in alcuni periodi ha prevalso il bisogno di fusione, in altri può essere più importante la capacità di dare nuovi stimoli, la presenza concreta oppure l’affettuosità, il gioco o la leggerezza. In ogni caso l’autenticità.

Qual che avviene fra le persone è tanto più interessante e profondo, quanto più e libero da pretese ed aspettative, bisogni mal risposti e altre zavorre.

La nostra felicità non dipende dagli altri, possono esserne parte, ma non possono crearla né distruggerla.

Questa libertà può farci sentire leggeri, renderci forti, far sì che sia il desiderio a guidarci, non la paura: è questo che attrae l’altro.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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AMORE E FENOMENO DELLA CRISTALLIZZAZIONE IN STENDHAL

Stendhal individua quattro tipi di amore:

  • l’amore-passione, cioè l’amore esemplificato in letteratura da una vasta gamma di personaggi che va da Eloisa e Abelardo al Werther di Goethe;
  • l’amore-capriccio:”Mentre l’amore-passione ci travolge contro tutti i nostri interessi, l’amore-capriccio sa sempre conformarvisi”. Nell’amore-capriccio, ci informa Stendhal, la donne sceglie un amante tenendo conto, più che dell’opinione che ha di lui, di quella delle altre donne.
  • l’amore fisico, quello che oggi verrebbe semplicemente classificato come sesso.
  • l’ amore-vanità. In quest’ultimo caso la persona amata è solo uno strumento per aumentare la stima di sè.

Il contributo di Stendhal alla teoria dell’amore è il termine “cristallizazione”. Egli distingue due stadi del fenomeno della cristallizazione.

  • Ogni amore comincia con l’ammirazione. Segue una sensazione di grande gioia. La gioia fa insorgere la speranza. A questo punto Stendhal consiglia alla donna di capitolare per ottenere il massimo piacere fisico possibile; infatti, quando la speranza fa capolino, anche gli occhi delle donne più contegnose si accendono; il piacere è vivo e si manifesta per segni evidenti. Nasce così l’amore, e avviene la prima cristallizazione. Secondo Stendhal, dopo la prima cristallizazione l’insorgere del dubbio è inevitabile. A questo punto l’innamorato sente intensamente il bisogno di un amico, ma, come fa acutamente notare Stendhall, gli amanti al culmine dell’amore non hanno amici. Il dubbio assume forme diverse negli uomini e nelle donne. L’uomo si domanda, “potrò piacerle? vorrà amarmi?” la donna dice, ” forse per gioco dice di amarmi? è un carattere solido? può rispondere a se stesso della durata dei suoi sentimenti?”
  • Il superamento del dubbio e la sicurezza di amare e di essere riamati provoca la seconda cristallizzazione. In questa fase gli amanti hanno la sensazione che se non saranno amati periranno. La seconda cristallizzazione non può avvenire se la donna cede troppo in fretta. Tuttavia, quando tale cristallizzazione si compie, gli innamorati non vedono più in una luce reale. L’uomo sminuisce le proprie qualità ed esalta ogni minima attrattiva della persona che ama, Per Stendhal l’amore è innanzitutto una questione di fantasia. Quando s’incontra con il suo amante, la donna prova piacere non nella sua persona reale ma nell’immagine che di lui si è costruita nella mente. Secondo Stendhal l’unico esito possibile per l’amore è un’amata delusione.

Secondo Stendhal, il vero ardore amoroso esiste solo associato alla paura. Quando non si ha più paura di perdere la persona amata, la fiducia e la dolce consuetudine spengono l’ardore dell’amore.

Dott. Roberto Cavaliere