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   STORIE DI SPERANZA (testimonianze)

"Venite vicino al bordo." - "Non possiamo. Abbiamo paura."
"Venite vicino al bordo." - "Non possiamo. Cadremo."
"Venite vicino al bordo."
Ed essi vennero. Ed egli li spinse.
Ed essi volarono.
(Guillaume Apollinaire, 1880-1918)

Di seguito ho riportato quelle che considero storie di speranza, per il "lieto fine" che le ha caratterizzate o per il messaggio di speranza che contengono. Non sono molte rispetto a tutte le storie pervenute, ma rappresentano un valido esempio di come si può comunque riuscire ad uscire da una dipendenza affettiva od a superare la fine di un amore od a superare una problematica affettiva.

 

SELEZIONE MESSAGGI DI SPERANZA DEL FORUM

SEMPLICEMENTE AMARE

IL RESTO E' NELLE NOSTRE MANI

SCELGO ME' e LA FUGA VERSO ALTROVE

TUTTO PASSA E SCOLORISCE


IL MAL D'AMORE NON E' UNA MALATTIA INCURABILE

Dana Età: 28 Scrivo questo messaggio solo per testimoniare che il mal d'amore non è una malattia incurabile... anche se in certi momenti la via d'uscita sembra non esistere...e per ringraziare questo sito e le meravigliose persone che ho incrociato nel forum. Grazie di cuore. Racconto in breve come si è evoluta la situazione. Dopo 2 mesi di tentativi estenuanti di recupero mi sono arresa all'evidenza dei fatti: non si può costringere qualcuno ad amarci. Nel momento stesso in cui ho capito che dovevo andare avanti con la mia vita ho smesso di pensare alla possibilità di un suo ritorno e cominciato a pensare al come e al perché eravamo arrivati a quel punto, per poter ricominciare la mia vita con una nuova consapevolezza....per poter fare tesoro dell'esperienza e dare un senso a tutto quel dolore. Risultato? La fine era inevitabile...solo che io non l'ho vista arrivare. Il mio attaccamento e la mia ostinazione a voler tornare insieme non erano sintomo d'amore, o comunque non solo. Pesava tantissimo nella mia condizione di malessere la difficoltà ad ammettere che avevo investito 11 anni della mia vita in un progetto che era miseramente fallito. Tutta colpa mia come voleva farmi credere? No. Responsabilità condivise. Ognuno ha fatto il suo e le cose sono andate così. Amen.L'importante è imparare dai propri errori. Un'amica mi ha detto: "l'atto d'amore più grande che ha fatto nei tuoi confronti è stato lasciarti. Con lui vivevi al di sotto delle tue potenzialità". Sul momento ci sono rimasta di sasso. Poi dal nulla, quando meno te l'aspetti, la vita ti regala qualcosa percui essere felice...e pensando a tante lacrime versate, l'unica cosa che ti viene da fare è sorridere. Non l'ho aspettato e questo mi ha permesso di vedere al di là del mio naso qualcosa di bello che stava per succedere. Gli sono andata incontro e ora sono felice. Ora le parole della mia amica suonano chiare, cristalline. Ho recuperato me stessa e mi sto esprimendo senza vincoli avendo di fronte una persona che non fa altro che accogliermi e donarsi. E'questo l'amore? Probabilmente sì...ma un'etichetta da attribuire a questo sentimento è l'ultima cosa che mi interessa in questo momento. Di sicuro è libertà, è condivisione, è vicinanza, è benessere, è supporto, è emozione, è attrazione, è...VITA!!! Scrivo questo solo per lanciare il messaggio che solo alla morte non c'è rimedio. Il resto è nelle nostre mani.

Caro Dottore, posso dirle che da quando ha pubblicato la mia testimonianza Fine di Un amore (delusa) ad oggi, molte cose sono cambiate e questo lo devo grazie a lei, perché finalmente sono riuscita a capire quanto sia bella la vita e che le esperienze negative fanno solo crescere e diventare più forti.
Non è passato tanto tempo, circa due mesi da quando è finita la storia con l'altro, ma io ora sto bene, ho ritrovato me stessa, e la felicità che mi merito.
Ho ricominciato la mia vita pensando a quello che desidero veramente……e dopo una lunga analisi ho capito che quello che avevo effettivamente non era quello che desideravo totalmente……..avrei voluto molto di più da lui….ma ho sempre cercato di accontentarmi per non perderlo.
Sicuramente rimarrà sempre una persona importante con cui ho condiviso sette anni, ma nello stesso tempo non potrò mai dimenticare il male che mi ha fatto.
In questa situazione mi sono riscoperta una persona forte……ed ora posso dire che ne sono uscita a testa alta….vedo le cose con più razionalità….e mi rendo conto che forse non ho perso più di tanto…..e che sicuramente troverò una persona che mi renderà felice e che mi apprezzerà per quella che sono.
Grazie davvero perché con un suo piccolo consiglio, e grazie alle persone che mi vogliono bene sono riuscita ad aprire gli occhi e a vedere le cose nella giusta maniera e a rendermi conto che anche dopo una delusione d’amore con il tempo si può ritornare ad essere felici e a rimettersi in gioco….Cordiali saluti. leggi l'intera testimonianza

Caro Dottore, in pochi giorni la mia vita ècambiata un incontro casuale con una persona veramente speciale ......tutto accaduto quando credevo che la mia dipendenza affettiva era senza fine,è finita e se anche questa conoscenza non è già amore mi ha dato consapevolezza di tante cose -e una volontà diversa di dirmi basta per sempre a quello che un tempo era amore per lui e ora non più-ma ad aiutarmi tanto sono state le cose che ho avuto modo di leggere con attenzione nel suo sito, sono momenti di vita,veri, sono testimonianze di un amore che diventa dolore e sono esperienze che toccano profondamente -e chi ama corre sempre il rischio di assaporare-ma-servono a mio avviso anche a maturare a capire e anche a conoscersioggi mi sento forte,e spero di non dover mai più scrivere che sono crollata ancora-anche perchè non mi sono negata al mostro ma l\'ho affrontato e questa volta ho osservato il suo comportamento senza lasciarmi coinvolgere dalle parole dette, ma solo per rivedere uncopione ormai vecchio e l\'unica cosa che gli ho detto è stata questa: LASCIAMI VIVERE....ho ascoltato senza dire una sola parola se non alla fine quelle due uniche parole pronunciate con un tono determinato e convincente poi sono scesa dalla macchina e sono andata viami ha inseguita ,,,,,,,,e imposto di ritrovarci ,,,,,,ma è stato peggio perchè si è reso conto di avermi perso per sempre, lo ha capito quando non ho risposto ai suoi baci ero assente ,,,,,non vado a gettoni e non ci sono piu almeno per luivoglio vivere dottore vivere e emozionarmi ma solo per chi lo merita e non certo per un uomo che come lui mi ha solo ingannatae poi gli ho detto che deve lasciarmi in pace e che ho scelto di frequentare una persona e inaspettatamente ha detto che ora che io l'ho tradito non può più stare con me------ora che stava per fare tutto,......è ridicolo e anche banale ripetitivo e .......non ci sono parole per definire una persona del genere ma se sono arrivata a questo e mi sento determinata e decisa e finalmente liberata lo devo solo a lei grazie Dottore ........ un grazie di cuore. leggi l'intera testimonianza

Se qualcuno solo dieci anni fa mi avesse detto che custodivo un mistero dentro di me, gli avrei risposto che non c’era niente di misterioso in me, che tutto era chiaro e limpido e che mi sentivo perfettamente conscia di ciò che facevo. Oggi so’ che non era così, che ho negato ripetutamente a me stessa la possibilità di buttare fuori ciò che mi portavo dentro, che ho continuato imperterrita senza farmi domande finché tutte le mie certezze (un uomo) sono crollate davanti a me; ed è lì che ho preso coscienza che non era possibile che fondassi la mia vita su quella di un’altra persona e lì che ho deciso di trovare la vera persona su cui fondare la mia vita, me stessa. leggi l'intera testimonianza

Salve dottore, grazie per avermi risposto. Sono tornata oggi sul suo sito e ho riletto ciò che le avevo scritto e i suoi consigli. Sono passati pochi giorni, ma sono stati piuttosto pieni di riflessioni e cambiamenti. In effetti la psicoterapia è terminata poco prima che cominciassia avere i miei dubbi sulla storia che stavo vivendo. In effetti avevo spostato nella stanza della mia psicologa i miei bisogni e poiho dovuto traslocare. Il passaggio non è stato facile, ma mi ha aiutato aresponsabilizzarmi, a non delegare a altri la mia felicità. Quel ragazzo di cui le dicevo è tornato, ma non aveva le idee troppo chiare.Dopo pochi giorni dal suo ritorno ci siamo lasciati. Lui voleva partire e stare fuori anche più dei 5 mesi previsti. Questo era il reale motivo della pausa che mi aveva chiesto. Quando me l'ha detto, tentennando, ho capito come stavano le cose e l'ho laciato andare. Luiavrebbe voluto restare con me comunque. Io no. Desideri e scelte non hannocoinciso. Non mi sono arrabbiata, ho solo accettato le cose come stavano, cercando discegliere in base ai miei bisogni. Sapevo che aspettarlo avrebbe voluto direper me soffrire, rimandare la rottura, sentirmi in colpa e magari odiarlo.Ovviamente non sono proprio di buon umore oggi, perché è passato un giornodalla sera del nostro discorso. Ma la sincerità che abbiamo avuto l'uno con l'altra mi ha fatto sentire libera. Avevo molte sensazioni negative lo scorso mese. Mi sentivo insicura. Da quelle sensazioni sono partita per arrivare a capire come stavano le cose e l'ho bombardato di domande, l'ho portato a rispondermi. Lo dovevo a me stessa.Questa è stata la cosa più importante per me, perché tra le altre cose inpassato non davo molto credito a ciò che sentivo, non seguivo il mio stomaco. Ho scoperto che le mie sensazioni sono giuste così come sono, che le posso ascoltare e seguire. Che non è "sbagliato" sentire certe cose. Credo cheanche questa sia un'eredità del passato. Ho letto il libro Di Robin Norwood lascorsa settimana. Mi ha fatto bene. L'ho divorato in due giorni e ogni tanto lo riapro per leggere qualcosa di più. Il rischio c'è sempre per me. Il rischio di non seguire me stessa e tornare all'abitudine, perché si sa che l'abitudine, per quanto sbagliata, è sempre una grande tentazione. Ci metterò forse sempre un po' più di tempo degli altri per capire ciò che voglio, ciò che è meglio per me. Però sono contenta, anche se sto un po' giù. Credo chenonostante questa storia non sia continuata, il modo in cui l'ho iniziata e conclusa mi abbia fatto bene e mi abbia aiutato a far salire la stima che ho in me. Per la prima volta ho scelto una persona felice, che non aveva bisognodi me per stare meglio. Per la prima volta ero io con un'altra persona e basta. C'era solo il piacere di tentare, di provare a conoscerci. Poi lui hascelto un'altra strada. E io ho preso la mia. è la prima persona che lascio andare senza odiare. Solo con un po' di dispiacere. Ma con il desiderio di trovare il mio modo per stare bene. Utile è confrontarsi con chi ha gli stessi miei problemi,leggere le storie, parlare con le amiche, con chi ne è uscita,con chi si è capita. Ma ora un altro desiderio mi è scattato. Di confrontarmi con la "normalità", non con chi ci è passato e ci passa, ma con chi non ci è mai passato. Leggo libri e vedo film, ma trovo così poche cose che raccontino la "normalità". C'è una strana predilezione in giro per ciò che fa male e rende infelici, come se fosse quello l'unico modo di vivere. Il confronto con quelle delle mie amiche che hanno rapporti equilibrati con se stesse e/o con i proprio partner mi fa bene, mi aiuta a vedermi. Sempre in questa settimana ho trovato e cominciato uno stage, utile per i miei studi. Tra poco finirò distudiare. Ad aprile mentre i dubbi venivano, mi sono dedicata al guardaroba, aicapelli e a tante altre cose belle e futili. Sono contenta perché alla fine miscatta sempre un campanellino d'allarme in tempo che mi salva. Anche la psicoterapia l'avevo cominciata così, quando una mattina mi sono svegliata impaurita per me stessa e ho detto basta. Questa è la cosa più bella. Sapere che dentro di me c'è qualcosa che mi aiuta sempre. La ringrazio ancora e prima o poi tornerò per raccontare altre cose o perchiedere altri consigli. cari saluti eleonora. leggi l'intera testimonianza

Gent.mo dott.Roberto Cavaliere era appena finita una delle telefonate in cui lui mi riattacca il telefono ed io vado nel panico, mi manca il respiro, piango e mi umilio con messaggi e preghiere fino a vergognarmi quando mi passa di me stessa ed a chiedermi come posso ridurmi così a quaranat'anni e quindi molto lontana dall'adolescenza e della post adolescenza, quando mi sono imbattuta nel suo sito e per me leggere cose che pensavo accadessero soltanto a me è stato di grande conforto e soprattutto pensare che è possibile farcela mi ha dato una nuova speranza di uscire dal mio tunnel. E' da sette anni che vivo una relazione assurda dalla quale è nato un figlio che è tutta la mia vita e della quale da più o meno dallo stesso lasso di tempo cerco di liberarmi senza grandi risultati.
La ringrazio per il suo contributo e impegno relativamente a questo argomento.

ibris (http://maldamore.blogspot.com/2006/04/ibris.html) Età: 31 Caro Dottore mi ci sono voluti tre mesi per aprire gli occhi e vedere quello che io chiamavo amore, rivelarsi per quello che è stato sin dall'inizio : un illusione.Quando si ha tanta voglia di amare, forse perchè amiamo poco noi stessi, l'altro diventa un' ancora in cui proiettiamo tutte le nostre speranze ed i nostri sogni.Questo è quanto è successo a me con L., mi sono fatta incantare dalla sua apparente bellezza esteriore, poichè rappresentava tutto quanto volevo in una relazione, ma di certo non era l'uomo che poteva amarmi...e me ne sono resa conto facendo una cosa scorretta..ma che mi ha portato a capire tante cose. Ho chattato con lui, ovviamente lui non sapeva che fossi io...e quando il discorso è diventato più personale ed intimo, ha iniziato a raccontare di una sua ex, ossessiva che a lui nauseava, perchè la considerava un cagnolino disposto a seguirlo nonostante lui non l'amasse...e lui non voleva di certo una donna cosi al suo fianco...Può immaginare la mia reazione nel leggere in "diretta" queste cose, visto che quello che lui chiama "cagnolino" per me era amore, o non so cosa...Ma tutto il dolore che ho provato in quel secondo mi ha aperto gli occhi all'istante in maniera esplosiva, e fatto vedere lui sul suo vero aspetto: un uomo che voleva solo sesso,e non amore.Non gli ho rivelato che sono io...ma sono scomparsa nel nulla...e lo farò anche come "ibris", in fondo è ciò che lui vuole: essere lasciato in pace. Care amiche, ho letto ogni vostra lettera in questo meraviglioso sito, ed ogni volta che sento tanta sofferenza è come la vivessi io, so che è difficile accettare che una storia sia finita, o che lui non fosse "l'uomo giusto",,,,credo che di giusto non esista nulla...se non l'amore che dobbiamo prima di tutto a noistesse. Credo anche che più sia la nostra sofferenza o la nostra ossessione a volere lui, e maggiore sia la mancanza di stima e amore in noi stesse...sempre assurdo, ma veramente parte tutto da qui...Io spero di avere capito la lezione...e che questa mia mail magari serva a qualcuna di voi...vi abbraccio tutte, e lei Dottore che ci ascolta sempre. S.iBRIS

Caro dottore,è da tanto che vi seguo. Non è la prima volta che Le scrivo, ma ci sono altri tasselli alla mia avventura che dopo tre mesi si sono aggiunti. Mi siete stati d'aiuto per capire che soffrivo di una dipendenza affettiva e che questa è un'ombra che offusca la mia anima, ma che per il futuro imparerò a leggere.Questa consapevolezza non mi fa paura, anzi mi rassicura perché mi consente di capire perché ho sbagliato. Le scrivo, tuttavia, per rendere una testimonianza. Per far conoscere fin dove può arrivare la miseria delle persone che instaurano le dipendenze affettive e come chi ha il ruolo della vittima possa finire con il rimanere schiacciato dagli eventi. Ma le scrivo anche per riconoscere che grazie ad un maggiore distacco si può provare a lasciare che le azioni degli altri non siano motivo di disperazione. La storia è lunga e non voglio indugiare. Ne riassumerò i tratti salienti. L'avevo già raccontata ma ora sono accadute nuovi eventi e conosco altri elementi, prima a me ignoti. Sono stata fidanzata con una persona per due anni. Si è trattata di una storia che è iniziata da subito con delle complicazioni. Lui è una persona che nella vita si è sempre fatto travolgere dagli eventi piuttosto che dominarli. Ha paura delle relazioni, ma si fidanza continuamente, non consente alle sue donne di avvicinarsi fino in fondo, e poi quando le perde si chiede se è un pazzo.Quando avrebbe potuto sposarsi si è spaventato e l'ha persa. Quando avrebbe potuto avere un figlio l'ha fatta abortire e poi ha proseguito il rapporto anche in virtù di quella che poi ha vissuto come una tragedia. Quando non voleva niente ha messo incinta una donna che lo ha incastrato per tutta la vita in quanto si è tenuta il bambino. Un bambino che lui non voleva e che in due anni non è mai riuscito ad amare, né in fondo ha mai provato ad avvicinarsi a lui seriamente.Come si capisce bene è il profilo di una persona, diciamo, complicata. Sono arrivata io. Proprio a ridosso della nascita del bambino. Lui peraltro si era rifiutato di assumere notizie sulle scelte della madre, sicché io non sapevo, e lui non ne era cosciente, che da lì a poco sarebbe diventato padre. Sono rimasta accanto a lui, pur facendomi molta paura la sua situazione psicologica. E sono stata la classica donna devota. Devota a lui in tutto, pur covando un malessere di fondo che non mi ha mai abbandonato. In breve, sono passati i mesi, talvolta, ci siamo anche allontanati. Lui succhiava da me tutto il mio amore. Mi manipolava, mi spingeva ad esprimermi al massimo, mi metteva alla prova perché in fondo voleva conferme. Perché pensa che in fondo nessuno può amare candidamente. Come ha riconosciuto lui stesso da recente, ha cercato sempre il mio limite. Voleva conferme sul fatto che io non fossi realmente la persona che aveva accanto, che fossi sporca e isterica come tutte le donne. Voleva la dimostrazione che prima o poi gli avrei fatto del male, lo avrei tradito, non tanto fisicamente, ma nel modo in cui ero e nei valori di onestà, dialogo, serenità e comprensione, in cui fermamente manifestavo di credere e per i quali spendo la mia vita con tutti. Ma questo limite non lo ha mai trovato. Al contempo, ha cominciato a distruggere il nostro rapporto. Non mi voleva, non mi amava e pur chiedendomi e manifestandomi una grande felicità per quello che giorno per giorno gli dimostravo, ringraziandomi per questo amore dolcissimo, facendomi sentire una persona unica, tramava alle mie spalle. Si è entusiasmato della "amica" con la quale aveva un rapporto morboso da ventanni. Lavoravano insieme, lui era il suo punto di riferimento, colmando i vuoti della sua vita, e lei aveva il ruolo che non potevano avere le sue fidanzate, tenute sempre ad una distanza di sicurezza. Ciascuno aveva l'arroganza di non sentire mai il vuoto sotto i piedi, quel vuoto che l'amore quando è vero spesso ti fa sentire.Sono stati insieme, dapprima in un periodo in cui noi eravamo lasciati e lei era sola: ma poi lei lo ha lasciato in asso senza una parola rimettendosi con il suo fidanzato di dieci anni. Poi dopo circa sette mesi, non so se prima o dopo che lei si lasciasse nuovamente, hanno ricominciato a stare assieme, agendo non so per quanto tempo alle mie spalle. Mentiva e lo faceva in modo che ora mi appare spudorato, che mi fa paura perché perverso.Nel frattempo abbiamo vissuto il periodo più intenso e dolce della nostra storia, dove lui talvolta sembrava mi amasse. Durante il quale faceva progetti, sia pur timidamente e con una grande ritrosia. All'improvviso - un mese - ha cambiato atteggiamento e mi ha lasciata, dicendo che non mi amava, che era incapace di arrivare al fondo delle sue storie; che arriva sempre allo stesso punto e al momento della svolta distrugge tutto. Io ho sempre avvertito tutte le sue paure. Sono riuscita a leggere quell'inquietudine che annida nel suo cuore, vivendo un sentimento empatico che mi avvolgeva e mi riempiva della profonda conoscenza del suo animo. Ho sofferto ma speravo che avrebbe fatto un percorso quanto meno per capire meglio il suo animo. Esattemente come ho cercato di fare io. Bene, dopo soli tre mesi, lei è incinta, la notizia l'ho appresa da poco. Ed è chiaro che ciò è successo a ridosso dalla fine del mio rapporto. La cosa che mi ha fatto più male non è il tradimento, ma il fatto che mentre io lo difendevo agli occhi di un mondo che lo ha sempre criticato, dicendo che era una persona negativa, io lo ho sostenuto e gli ho dato un amore puro. Lui orami ha detto che invece non avrebbe dovuto ricominciare la storia con me dopo lei e che ha agito per sgretolare il nostro rapporto, volendo così vendicarsi delle donne.Ma non è finita. Ora ha paura di ciò che gli sta accadendo, del bambino, di questa donna che infondo non conosce come compagna, non sa quanto lo ama, e peraltro aveva una granfretta di avere un figlio (ha 40 anni). Ora dice che si rende conto che il mio era un amore sincero, crede in chi sono e pensa che una persona come me, capace di accogliere e sostenere, di andare al fondo delle cose e di volere andare oltre, non la potrà più avere, che mi ha voluto e ora che mi ha perso mi vorrà moltissimo.Ho mille pensieri e mille convinzioni. Ancora una volta penso a lui: la sua miseria mi fa una profonda pena. Non riesco ad odiarlo, ancora lo guardo con il cuore che si stringe. E' come se lo guardassi dall'alto e lui mi fa una tenera tristezza.Alla fine, sono distrutta perché il mio amore candido è stato oltraggiato nel peggiore dei modi. Sento, però, di stare bene. Mi sento forte; a pezzi maforte; perché ho forte dentro di me la consapevolezza che la mia fortuna è il mio essere una persona buona e capace d'amare. Mi sento forte perché adesso conosco anche quali erano i miei problemi. Vorrei che la vita mi desse un'altra chance, ma allo stesso tempo non mi spaventa stare da sola. Mi nutro del mio equilibrio e della ricerca di me. Non cercherò quello di cui ho bisogno negli altri. Non avverto il bisogno degli altri, ma - questo sì, lo devo ammettere - avverto la voglia di avere la possibilità di amare in modo ancora più maturo di quanto non abbia mai fatto. Chissà se alla fine la vita darà anche a me questa occasione. Certo, non nascondo che ho paura di ricadere nei miei errori, soprattutto perché mi sono sempre innamorata di persone che mentalmente erano stimolanti ma che psicologicamente si sono rivelate dopo un po' fragili. A volte dottor Cavaliere vorrei che qualcuno mi dicesse che lui sarà un infelice, vorrei che qualcuno mi dicesse che nella vita la cattiveria e la perversione si paga. Lei cosa pensa? Ciò non toglie che il dolore è la manifestazione più lampante di insensatezza! (vedi http://lopsicologo.blogspot.com/2006/10/uscire-da-una-dipendenza-affettiva.html)

david Età: 29 Salve a tutti. premetto che la mia testimonianza ormai è da considerare al passato visto che la mia storia è finita da un mese e devo dire che leggendo i vostri articoli mi sono praticamente rivisto nelle vostre parole come una persona dipendente da un'altra. io sono un insegnante di fitness e ho conosciuto questa ragazza in palestra, inizialmente data la sua età19 anni è nato tutto per gioco e frequentavamo rispettivamente due persone. Piano piano ci siamo resi conto della grande attrazione reciproca che avevamo e quindi decidemmo di metterci insieme, da qui inizia il mio annullamento come persona. praticamente giorno dopo giorno mi dedicavo solo a lei, avevo abbandonato tutto e se fosse servito avrei abbandonato anche il resto fortunamente non lo feci, purtroppo sempre per la sua giovane età ero tornato nella fase adolescenziale con orari ristretti genitori pesanti e un lavoro da parte sua che all'epoca mi rovinò l'esistenza. non riuscivo a stare un minuto senza sentirla un minuto senza vederla più i giorni passavano e più ero depresso quando non c'era a tal punto di piangere come un bambino. come potrete immaginare questa mia sofferenza la gettai sul rapporto iniziando a incolpare lei per la non presenza, me la presi con i genitori e con il suo lavoro perchè volevo che lei lottasse contro tutto e tutti, non andò così. dieci anni di differenza sono tanti quindi forse anzi sicuramente le chiedevo cose difficili per la sua età ma avevo paura di tutto, qualsiasi cosa si intromettesse tra noi era sinonimo di litigi sempre fondati da me. ora è finita ponendo così veramente la parola fine ad un dolore acuto mai provato per otto mesi, ma leggendo l'articolo sulla dipendenza affettiva mi sono rivisto in tutto e per tutto e anche se sto soffrendo come un cane per la sua assenza per non avere più una persona sulla quale appoggiarmi e magari appoggiare capisco che bisogna amare di meno gli altri e amare più se stessi, farò tesoro di questo fallimento per non ricadere in questa atroce sofferenza prima dopo e durante un rapporto. la cosa strana è che non mi era mai capitato anzi sicuramente sono sempre stato dalla parte opposta a vedere dal mio piedistallo la sofferenza altrui. grazie dello spazio che mi avete dedicato e spero di ricevere una risposta e un consiglio!

Le rispondo con un significativo brano: "Ora che vi ho detto tutto sull'amore, non crediate che io ne sappia più di voi: il ragazzino, il bimbo appena nato ne sanno quanto me.L'unica differenza è che lui, che non ha anni e ancor meno esperienza, crede ancora a ciò che lo tormenta; mentre noi, che siamo carichi di anni e di esperienza, cerchiamo di affidarci ad essi per rendere meno dolorose le nostre illusioni. Eppure con tutto ciò, sappiamo forse amare meglio di lui?" - M.Chebel, Il libro delle seduzioni (1996)

gaia Età: 38 Leggendo gli articoli mi sono resa conto di quanto io sia e forse sono dipendente d amore, ho letto anche una testimonianza ed è così, ki subisce molestie da familiari si chiude e si sente di non aver diritto di essere amata. A 14 anni mi fidanzo con un ragazzo più grande di me, lui giocatore d azzardo, i miei non vogliono ma io si..finisce male capisco a 19 anni che non è l'uomo della mia vita dopo un aborto.. resto incinta di lui..dopo due anni conosco il padre di mio figlio, ex tossicodipendente, in 13 anni di matrimonio oltre ai suoi problemi di salute, subisco violenze fisiche e psicologiche, lui un insicuro ma aggressivo... arrivo a pensare alla morte, ma mi rendo conto un giorno che non è così che deve andare e lo lascio, sì ma mi rendo conto che c è qualcosa che non va in me, sono vittima? sono carnefice? sono entrambe!! faccio la vittima per farmi compatire e la carnefice per darmi forza sulla mia fragilità..ora so che anche io ho grossi problemi.. oggi legata ad un uomo sposato che nel momento in cui non si fa sentire io vado in paranoia, e guardo sempre il cellulare con la speranza di un suo messaggio, che piange per lui che si fa anche in questo caso vittima... no ora basta!!! è il momento di far uscire la bambina che è in me, l'adolescente cresciuta in fretta, affrontare la realtà e non nasconderla!! da piccola ho subito molestie da uno zio, non ne ho mai parlato e l'avevo pure dimenticato, ma un giorno un odore mi fa ricordare... mia madre non mi ha mai creduta...lei grande lavoratrice che per anni mi ha lasciata sola per lavorare, io portavo la casa avanti dall'età di 11 anni, lei che oltre ad essere sposata ha avuto un amante per tantissimi anni, ed io ho incolpato mio padre..io ho dovuto pagare anche per le loro scelte marchiata come figlia di... il mio ex marito me lo faceva pesare molto...oggi so quali sono i miei problemi ho voglia di essere amata di essere coccolata di non avere troppe responsabilità!! piano piano ci sto riuscendo ad avere stima di me perchè di qualità ne ho tante, sono una buona madre, socievole, cucino bene, mi piace leggere, voglio fare sport, tutti mi vogliono bene e ho tanti amici..non voglio fare più la vittima e non voglio fare più la carnefice...equilibrio...lapsicologa che mi sta aiutando mi dice che voglio divertirmi, che è giusto che lo faccia, e che ho ancora la voglia di innamorarmi si l ho ma adesso deve essere tutto diverso, sono una donna indipendente sotto tutti i punti di vista, forse anche questo mi manca appoggiarmi a qualcuno come si fa nelle coppie normali.. so di aver sbagliato di essermi assunta tutte le responsabilità e non dividerle con il fatto di potercela fare di essere convinta di poter fare tutto io, sindrome d onnipotenza.. ma non è così sono solo una donna fragile con le sue esigenze di vita e ke ha bisogno di amare ed essere amata ma nel modo giusto..ci riuscirò lo sento!!!

tonixx N° di riferimento: 946417166 Età: 32 Salve dottore, questo è il quinto messaggio che le scrivo (vedi http://maldamore.blogspot.com/search?q=tonix ) . Lo faccio xè credo che la mia esperienza, il mio percorso visibile dal diverso tono dei precedenti messaggi, possa essere d'aiuto per chiunque è all'inizio del percorso naturale e necessario per superare la fine di una storia importante! Brevemente la storia. Sono stato fidanzato per quasi 12 anni con una ragazza con cui sono cresciuto insieme, tutto ci univa passato, presente e futuro, tanto ke avevamo acquistato casa insieme e programmavamo il matrimonio. Poi in pochi giorni tutto è precipitato, lei mi dice di non sapere cosa prova per me. Tempo 1 mese è scopro che si frequentava con un altro ragazzo ed in una confessione fatta ad una amica dice che quello che prova per il nuovo compagno è vero amore e con me ha solo vegetato!! Frequentazione iniziata prima della rottura! Cado nel triplo sconforto, superare l'abbandono, prendere atto del plausibile tradimento e soprattutto accettare di non aver mai ricevuto amore dalla mia , sensi di colpa.... poi dopo 9,10 mesi inizio lentamente a recuperare fiducia ed a sentire lentamente il distacco da quel passato! E' una cosa che si scopre all'improvviso e che nei momenti di cupa disperazione sembra impossibile! E' trascorso quasi 1 anno e mezzo dalla rottura e mi sento pronto davvero a ripartire, anche se periodicamente il pensiero torna al Lei ed al mio passato! Vederla con il suo compagno mi da ancora i brividi, ma in 10 minuti il tutto svanisce e la mente torna a pensare ad altro! Non so cosa possa significare, ma oggi non so quello ke provo per la mia ex, un qualcosa di misto tra indifferenza e disprezzo, ma so per certo ke non tornerei mai più indietro. Sento il forte desiderio di innamorarmi di nuovo e vorrei ke tutto ciò potesse accadermi presto, ma sono consapevole che queste cose non si programmano e capitano all'improvviso! Ma se dovesse capitarmi ora sarei pronto a rimettermi in gioco! Il tempo ha fatto e continuerà a fare il suo corso... è una medicina insostituibile, l'unica in grado di produrre effetti di lunga durata! Orbene, voglio dire a tutti quelli che soffrono per amore di essere fiduciosi in se stessi e gridare a tutti voi del sito un sentito e sincero "GRAZIE" per tutto l'aiuto che quotidianamente date alle persone che come me hanno perso la bussola, perchè il vostro importante contributo, unito alla forza interiore che ciascuno di noi ha, ed al tempo che scorre, riescono a far ritrovare la giusta rotta a tutti profughi che nuotano nell'oceano burrascoso della fine di un amore!GRAZIE di CUORE Tonix

nerica N° di riferimento: 238564998 Età: 41 Ho sofferto molto per il mal d'amore. Ho amato troppo e male. E mi sono amata molto poco. Il tutto aggravato dal fatto che il mio lui aveva capito le mie debolezze e non faceva altro che usarle contro di me. Sono stata malissimo. Ero arrivata a dipendere da una sua telefonata. E mi ricordo che lui, scoperto questa cosa, aveva cominciato a variare gli orari nel chiamarmi e a non chiamarmi affatto. Come provavo ad allontanarmi da lui perchè inconsciamente capivo che questa relazione non mi faceva bene, lui mi cercava insistentemente, mi chiamava al telefono, sms, visite sotto casa, dichiarandomi il suo profondo amore e tutto ricominciava da capo. Adesso ho deciso di non vederlo più. Non voglio fare l'errore di dare tutta la colpa a lui, perchè io sono la maggiore colpevole: io gliel'ho permesso. Pensate mi ha conosciuta bionda e per amor suo sono diventata mora, fumavo e per amor suo ho smesso, facevo meditazione e per amor suo ho smesso, andavo dallo psicologo per una depressione avuta in passato e per amor suo ho smesso (avevo lui a cosa serviva!!), avevo perso le amiche perchè non riuscivo più a frequentarle perchè se mi concedevo una serata con loro, lui per punirmi andava a ballare con gli amici in quei locali ignobili dove si va a caccia solo di avventure Alla fine avevo perso anche me stessa. Mio figlio ha cominciato da subito ad apprezzare le nostre serate da soli, dove prima la presenza del mio compagno oscurava tutto e anche la mia attenzione verso di lui. E' pochissimo che ho rotto, ma questa volta sono fermamente convinta che non tornerò indietro. Ieri sera è stata la prima serata dopo tanto tempo in cui ho provato un pò di serenità, dove a conclusione di un trasloco mi sono ritrovata con un'amica e mio figlio a mangiare una pizza da asporto e a ridere e non pensare a niente di tutte le cose angosciose che mi avevano così condizionato la vita ultimamente. Fatemi gli auguri ne avrò bisogno, perchè quello che mi è successo non dovrà mai più accadere. A nessuno dovrebbe!!!

ORA HO UNA BELLA FAMIGLIA

Ciao, ho saputo di questo sito mezz'ora fà e vi scrivo immediatamente.
Mi chiamo Ines, ho 58 anni, sono sposata felicemente da 26 anni e ho due figli di 24 e 21 anni.
Perchè vi scrivo...Lo sò il perchè: mi sento molto sola e bisognosa di amore.
I miei si separarono quando avevo solo 5 anni (parlo del 1954).
Mia madre mi aspettava quando si sposò e potete immaginare cosa significasse per quei tempi essere incinta da nubile.
I miei nonni non andarono neanche al matrimonio, del quale peraltro sò poco o nulla, nè tantomeno ho mai visto foto in giro.
Mi ricordo che vedere la foto di mia madre incinta mi procurò uno strano disagio...
Erano anni difficili, mio padre era disoccupato come penso la maggior parte delle persone. Andammo a vivere con i miei nonni paterni dai quali era ospitato anche mio zio e relativa famiglia e mia zia, di 30 anni, che doveva dormire in camera con i genitori per il poco spazio che c'era in casa.
Potete immaginare come fosse la convivenza in quella casa.
Mio nonno, per ovvi motivi, era molto attento al denaro e da lì nacquero profondi disaccordi con tutti.
I miei decisero di andare via ma tutto quello che si poterono permettere fù una camera in subaffitto. Il loro rapporto aveva cominciato a sgretolarsi fino a diventare impossibile, arrivando anche a prendersi a botte e tante volte ho visto mio padre col sangue sul viso.
Mentre tutto questo succedeva, io stavo nel corridoio aspettando che qualcuno uscisse come se non potessi rendermi conto di quel che succedeva all'interno della stanza.
Questo mi ha lasciato un segno così profondo nell'intimo che non riesco a sentire le persone litigare...
Mio padre, intanto, aveva trovato un'altra donna e decise di andare a vivere con lei; io rimasi con mia madre e andammo a vivere con i miei nonni paterni che, finalmente, avevano "perdonato" mia madre.
Quante volte avrei voluto sentirmi dire da qualcuno che capiva il mio dolore o semplicemente chiedermi come stavo...
Queste sono le cose che mi sono mancate e che ancora mi mancano...
Mia madre doveva lavorare duramente per mantenermi in quanto mio padre, pur lavorando, aveva una famiglia da mantenere essendo nel frattempo nata mia sorella.
Di materiale non mi è mai mancato nulla, anzi, ma praticamente mi ha cresciuto mia nonna, per ovvi motivi.
Mio padre non poteva mai venire a trovarmi a casa dei nonni ma mi veniva a prendere tre volte alla settimana e stavamo insieme il giorno di Santo Stefano.
Nessuno mi parlava mai di lui se non in senso dispregiativo ma io gli volevo bene come non mai a dispetto di tutto e di tutti. Era mio padre.
Mi voleva un bene particolare, molto affettuoso premuroso e anche molto geloso di mè. Non mi ha mai abbandonato.
Mi ricordo un giorno che ero molto malata e lui passeggiava sotto la mia finestra come un leone in gabbia. Alla fine, essendo molto preoccupato, salì e bussò alla porta; mia nonna gli sbarrò la strada ma lui con uno spintone la mise da parte ed entrò.
Ci abbracciammo forte forte ed io fui molto felice di vederlo..
Tutte queste cose hanno lasciato in mè un profondo senso di vuoto e abbandono dal quale non potrò mai guarire, lo sò.
Cari genitori, attenzione, il matrimonio non è facile per nessuno.
Ora ho una bella famiglia che difendo con le unghie e con i denti; in casa c'è molta serenità e non si discute mai se non in modi garbati e senza traumi.

ORA SIAMO SERENE

francesca Età: 43 Sono stata sposata per 18 anni e avuto tre figlie pensavo che mi amasse ma dopo ripetuti litigi e percosse mia figlia di 15 anni mi disse andiamo via non possiamo vivere così, presi la decisione di andare via di casa con le mie figlie ma ero anche convinta che fosse una cosa temporanea . Il nostro protagonista andò a convivere con un'altra donna separata con il figlio affidato al padre lasciandoci allo sbaraglio più completo senza soldi senza macchina senza un lavoro,sono stata due volte in tribunale per gli alimenti ed ancora oggi passati 4 anni vivo una guerra che non avrà fine, l'unica cosa che sa dire sei andata via te cosa vuoi,era tutto per me sarei ritornata con lui in qualunque momento anche se ero profondamente ferita lui non ha mai dimostrato di amarmi e di tornare con me. Oggi vivo da mia madre con le mie figlie, lavoro e penso che sia stata la scelta più giusta e non tornerei più con lui non sa amare nemmeno le sue figlie,abbiamo sofferto tanto ma oggi siamo serene.

GUARDARSI ALLO SPECCHIO

Carissime donne, vorrei tanto raccontarvi la mia storia, ma non basterebbe un semplice foglio di word per contenerla e inoltre vi sembrerebbe fantascienza. Dovrei scrivere un libro per le vicende, le complicazioni e le difficoltà che ho dovuto affrontare giorno dopo giorno. Scrivo perché spero che le donne che leggono e scrivono su questo sito non trovino nel “mal comune” il “mezzo gaudio” e trovino la forza ed il coraggio per lasciarsi le cose negative alle spalle. Io penso che tutte potranno uscire dal tunnel della dipendenza affettiva, quando avranno acquistato sufficiente consapevolezza della propria sofferenza e potranno capire quale potrebbe essere un normale stile di vita. Allo stesso tempo, mi rendo conto che ci vuole molta forza e determinazione che spesso non si vuole trovare, anzi si cercano migliaia di alibi per rimanere attaccati al “problema”.

Durante la mia infanzia, come tutte voi, ho sofferto di mancanza di autostima. Sì, mi è mancata l'attenzione dei miei genitori. Di mio padre, in principal modo, che non mi ha mai dimostrato tenerezza, ma è sempre stato rigido in maniera irragionevole e non ha mai saputo apprezzare le mie scelte, non ha mai gioito dei miei successi. Così a 16 anni mi sono innamorata perdutamente della persona sbagliata. Senza di lui, un ragazzo molto bello e brillante, pensavo di non valere nulla. Solo la sua presenza mi dava belle sensazioni. Ma bastava che si allontanasse, perché io entrassi in un mondo di insicurezza. L'ho sposato dopo dieci anni che ci siamo conosciuti e abbiamo avuto un figlio. È sempre riuscito a tarparmi le ali nelle scelte che mi avrebbero gratificato (chiaramente, io glielo ho permesso) ed era abilissimo, come tutte le persone che soffrono di disturbi della personalità, nel farmi sentire colpevole dei suoi insuccessi e dei suoi errori. Si, care donne! Perché se noi ci siamo legati alla persona sbagliata perché mancavamo di autostima, molti uomini non sono mai riusciti a risolvere il problema relazionale con la propria madre e fanno pagare le loro debolezze alle donne che incontrano nella loro vita. Durante la mia vita matrimoniale, spesso ho pensato di aver toccato il fondo e che quello era il peggio che poteva capitarmi. Ma credetemi, non si finisce mai di toccare il fondo finché non si avrà il coraggio di dire basta. Dopo vari soprusi, a 18 anni dal matrimonio, ho preso il coraggio a due mani per uscire da questa terribile esperienza. Ho detto basta! Ho deciso che avrei ripreso in mano la mia vita a qualunque costo! Quando mi sono separata, mi sono trovata da sola. Anche mio figlio, a cui avevo dedicato la mia esistenza, mi ha irragionevolmente colpevolizzato ed è scappato col padre. La mia migliore amica (un'amicizia “consolidata” di 25 anni!) si è allontanata con scuse che avevano poco senso.

Mi sembrava di vivere un incubo: tribunali, assistenti sociali, psicologo e minacce da “chi” non voleva essere abbandonato (perché sono le persone “patologiche” che noi scegliamo, che hanno bisogno di noi: ci trattano male e ci fanno credere che siamo noi che non possiamo stare senza di loro. Lavorano per annullarci! inconsapevolmente). Ma nonostante questo, non ho mai desistito dalle mie intenzioni. Nel frattempo, pur dedicandomi anima e corpo per dare un taglio alla situazione di sofferenza, non ho mai tralasciato i miei precedenti interessi: ho continuato a lavorare con regolarità, e mi costringevo a farlo anche se qualche giorno era proprio una fatica alzarsi dal letto. Ho continuato a frequentare il corso di arti marziali come prima. Ho cominciato a dedicare un po' più di tempo a me stessa e alle cose che più mi piacevano e che a volte mi costavano anche fatica e soldi. Ho sempre svolto il mio lavoro con interesse e non perché percepivo uno stipendio alla fine del mese. Ho ripreso gli studi interrotti e mi sono laureata in quattro anni, dedicando ore notturne allo studio e quasi tutti i week-end. Mi sono fatta qualche viaggio di piacere e non ho mai cercato di sostituire l'uomo con un altro uomo per stare “meglio”. Anche la lotta per far riconoscere le mie ragioni mi dava la forza per continuare. Mi dava l'energia necessaria per insistere. Non ho ceduto ai ricatti per la perdita dell'affetto di mio figlio. Ho cercato di essere sempre molto assertiva e coerente. La solitudine fa vivere male chi non sa vivere con sé stesso. Ma se si riesce ad organizzarsi, non è difficile. Adesso è difficile che io mi senta sola, mentre prima di separarmi, mi sentivo sola anche in mezzo alla gente e alle persone che mi stavano intorno, amici compresi. Sì, convengo pienamente quando si dice che bisogna sostituire una persona che ci fa star male con un altro interesse. State attente! non con un altro uomo. Alcune donne hanno la tendenza a cercare un altro uomo con le stesse caratteristiche di quello precedente e occorre fare molta attenzione a non ricadere nella trappola. Infatti, se sono su questo sito c'è un perché: stavo facendo una ricerca su “l'amore non corrisposto”. Ci sono persone interessate a me e che io non trovo molto interessanti. Sono, invece, attratta da persone che hanno problemi “non visibili”. Non ho nessuna intenzione di ricadere nella rete. Se devo condividere la mia vita con qualcuno, questo deve essere interessante e tranquillo, diversamente sto bene da sola. Non ho tempo per annoiarmi. Sono passati 6 anni dalla mia decisione di separazione. Tre anni fa ho perso improvvisamente il mio papà, che avevo molto aiutato quando è stato male. La sua perdita mi ha molto addolorata. Anche se spesso litigavamo, gli volevo molto bene. Nel frattempo avevo capito perché non poteva darmi tenerezza: lui stesso non ne aveva mai avuta.

Non ho un nuovo “marito” e non mi manca. Non ho mai odiato il mio “ex” e vorrei tanto che lui stesse bene con sé stesso come io sto bene con me. Allo stesso tempo non ho mai buttato le cose buone che ci sono state. Sto dimenticando quelle cattive. Ma non potrò mai tornare con lui, sarebbe un grosso sbaglio.Ho un lavoro che forse non mi gratifica molto economicamente, ma arrivo alla fine del mese. Ho una laurea che ha aumentato la mia soddisfazione personale. Sono cintura nera di karate. Ho nuovi amici e tante persone che mi stimano. Oggi, ho talmente stima di me che devo stare attenta a non soffrire di narcisismo. Ah, ho ritrovato anche mio figlio e lo sto aiutando a recuperare gli anni che ha perso per star dietro al padre! Guardatevi allo specchio al mattino e chiedetevi chi siete e chi vorreste essere!

 

ABBIAMO BISOGNO DI SICUREZZA

Salve dottor Cavaliere,,,,,,,,,mi presento ,,,,,,mi chiamo nancy e le faccio i miei mogliori complimenti per la trasmissione dell'altro giorno.LA COSA che ho notato in lei e che mi è è piaciuta tantissimo è stata la sua tranquillità a dare risposte.Perchè sono qui a scriverle? mi creda non lo sò..........dottore penso una cosa.........noi non abbiamo capito una cosa,,,,,,,noi siamo nati per vivere non per soffrire è vero che ci sono persone che hanno sofferto tanto nella propria vita ma..............chi più chi meno tutti soffriamo.............io soffro sempre quando passo avanti ad un bar e vedo quel bel gelato a nocciola e panna però sò che non posso mangiarlo così cosa faccio? rientro in casa mi butto sul divano chiudo gli occhi il sapore sò com'è ed immagino di mangiarlo poi mi alzo dal divano prendo un bel bicchiere d'acqua ed è fatta...........io credo che così bisognerebbe far con tutto ........perchè sà noi abbiamo le cose piu belle che esistono al mondo, il pensiero e la fantasia basta con qesto ritrovar noi stessi stiamo solo confondendo il mondo ,,,,,,,,,noi sà di cosa abbiamo bisogno? solo di sicurezza ..............quando si nasce si è sicuri di stare tra le braccia della madre.........quando si vive si è sicuri di vivere con persone che danno protezionee quando si muore si è sicuri di........................forse ho detto troppe cavolate se è così le chiedo scusa................solo se leggerà queste mie cavolate le dirò..GRAZIE............nancy

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