Ho 33 anni e da circa tre mesi è finita una storia durata 4 anni con un uomo di 47 anni, separato e padre di un figlio.
Ho amato profondamente quest'uomo che sembrava quello che potesse capirmi ed amarmi come nessun altro. E' stata una storia difficile e violenta emotivamente. Dopo un inizio fantastico,fatto subito di grande passione e coinvolgimento,è iniziato qualcosa che io,francamente, non so descrivere, nemmeno a me stessa. L'inizio è stato bellissimo:lui mi adorava, mi venerava quasi, mi riteneva la donna migliore che avesse conosciuto. Io pensavo che fosse l'Amore, quello vero, quest'uomo adulto e solido,in tutti i sensi, capace di darmi affetto e protezione. Le crisi, ahime, sono iniziate dopo circa cinque mesi. Lui iniziava a scattare per un nonnulla, per qualunque cosa io facessi o dicessi che non gli andava bene, continue scenate di gelosia immotivate, urla da pazzo se provavo a fargli notare l'infondatezza dei suoi dubbi o l'esagerazione delle sue reazioni. Più volte, durante le liti, mi ritrovavo per strada, alla ricerca di un mezzo per tornare a casa, visto che mi buttava fuori casa.
Io, però, tornavo sempre a cercarlo. QUi è iniziato quello che non capisco. Io lo cercavo perchè mi sentivo in colpa ed immeritevole del tanto amore che sapevo lui nutriva per me.
GLi perdonavo le offese, le parole grosse, le azioni a dir poco violente (lasciarmi per strada, sbattermi fuori casa, etc) anche se non mi ha mai toccata con un dito.
Sentivo che lui mi amava e lui me lo dicevo, perciò tornavo da lui.
Gli ho aperto totalmente il mio cuore. Lui sa quanto dolore ho provato nella mia vita per essere cresciuta senza un padre, quanta sofferenza per mandare avanti la famiglia sola con mia madre e sa anche quanto bisogno di amore ho. L'ho pregato di non lasciarmi, lui ha giurato che non lo avrebbe mai fatto.
Ci sono state profonde crisi, allontanamenti durati anche 3 mesi, ma poi, di nuovo insieme. Mi diceva che aveva sposato la moglie per debolezza ma che non l'aveva mai amata. Che l'aveva lasciata perchè lei si rifiutava di seguirlo nei suoi trasferimenti di lavoro ma che mai, mai una volta, aveva discusso con lei come faceva con me. Io pensavo di non essere all'altezza del suo rapporto precedente e, ad ogni lite, mi sentivo sempre più sbagliata io.
Insomma, nel corso del tempo, mi sono sentita sempre più sbagliata:
non avevo più amici perchè per lui erano tutti sbagliati e sfruttatori, non avevo piu lavoro perchè lui ha fatto in modo di farmelo perdere e non me ne dovevo nemmeno lamentare, non avevo più interessi, perchè iniziavano le scenate ed i silenzi....
l'anno scorso a settembre, dopo tre mesi di rottura ci siamo rimessi insieme. A gennaio, mi ha regalato un gioiello, dicendomi che lo meritavo. A luglio, dopo un periodo relativamente tranquillo tra di noi, mi ha lasciata perchè ha detto che gli andava cosi, che non gli piaceva il mio carattere e che io dovevo stare FERMA, ad attendere.
Ora sono distrutta, piena di rancore e di dolore, lui non si è fatto più sentire, nemmeno per regolare cose che abbiamo ancora in comune. Quello che non capisco è il perchè di questo rapporto, quali sono stati i meccanismi che lo hanno generato e cosa lo ha fatto finire
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