"Io amavo veramente la signora di Guermantes. La più gran felicità che avrei potuto chiedere a Dio sarebbe stata di far piovere su di lei tutte le calamità e che, rovinata, disprezzata, spogliata di tutti i privilegi che mi separavano da lei, non avendo più una casa dove abitare e una persona che acconsentisse a salutarla, ella venisse a chiedermi rifugio..." M.Proust, Alla ricerca del tempo perduto.
Fra tutti i modi di produzione dell'amore, fra tutti gli agenti disseminatori del male sacro, certamente uno dei più efficaci è questo gran soffio di agitazione che a volte passa su noi. Allora l'essere col quale in quel momento ci piace stare, il dado è tratto, sarà lui che ameremo.
Non c'è neanche bisogno che finora ci sia piaciuto più di altri, e neppure altrettanto; bisogna solo che il nostro gusto per lui sia diventato esclusivo. E la condizione si è verificata quando - nel momento in cui ci è mancato - alla ricerca dei piaceri che ci dava il suo fascino si è sostituito improvvisamente in noi un bisogno ansioso, che ha per oggetto quel medesimo essere, un bisogno assurdo, che le leggi di questo mondo rendono impossibile soddisfare e difficile da guarire, il bisogno insensato e doloroso di possederlo.
Marcel Proust, Un amore di Swann
Dott. Roberto Cavaliere
Psicologo, Psicoterapeuta
per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email: cavalierer@iltuopsicologo.it
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