lucymay Età: 33 Per me sin dall'infanzia sentire il "vuoto dentro al posto del cuore con l'aria che ci passa attraverso" è sempre stato costante, ho sempre avuto pensieri e sogni di morte.Ho un ricordo di quando ero piccola che con la biciclettina a rotelle mi lasciavo cadere giù dallescale, per fortuna son qui che scrivo.. All'età di 2 anni mi è morto un fratellino, aveva solo 2 giorni, ma io mi ero convinta di averlo fatto morire con la forza del mio pensiero. Avevo tanti piccoli rituali per esorcizzare la morte credo, perchè per gli adulti io "ero troppo piccola per rendermi conto", "è diventato un'angioletto ed è volato in cielo" mi hanno detto. Mi sono sempre sentita cattiva e in colpa. Mio padre e mia madre hanno sempre litigato tanto, per ogni cosa, ma meglio l'inferno che il divorzio. Agli occhi esterni sono una coppia che "funziona". Ho imparato che quello era l'amore... A 16anni ero già dallo psicologo, dovevo andarci anche prima, ma con i miei genitori! Vengono entrambi da famiglie disturbate. Già da bambina pulivo, rassettavo, ordinavo, cucinavo e facevo la brava più che potevo, e mi sentivo sempre esausta. I miei mi chiamavano "la nata stanca". Tutti i miei sforzi non bastavano mai per vederli contenti di me. A scuola ero brava, ma per mio padre, un maschilista, non contava. Per i miei io mi dovevo solo trovare un marito e farmi una famiglia. Mi vergognavo di loro e per loro e decisi che avrei fatto di testa mia fregandoli. Dopo il liceo sono partita in una città, lontanissima, e ho studiato medicina, portandomi dietro tutta l'ostilità di mio padre e il vuoto nel petto. E' da allora che è scoppiato tutto.Tutti quei km non erano serviti a niente; la mia depressione è tornata peggio di prima e ho cambiato droga, dal cibo ai ragazzi. Cambiavo un ragazzo dopo l'altro e davo tutto di me. Ero attratta solo da ragazzi inferiori a me, bruttini, ignoranti, tamarri e mi preoccupavo solo di tenerli legati a me fino all'umiliazione in ogni modo, ma loro puntualmente mi lasciavano, nei modi più disgustosi possibili. Ogni volta la delusione era cocente e devastante e sono diventata sempre più depressa fino a stare male.Ho sempre saputo di avere dei problemi e ho sempre disperatamente cercato di capire, ma non ci riuscivo mai. E' stato mio fratello, il secondo nato vivo a regalarmi il libro della Norwood..e finalmente ho incominciato ad affrontare le cose nel modo giusto.Tra pochissimo mi laureo in medicina, leggolibri di autostima e quant'altro trovo, mi sto impegnando con me stessa, non ho uno stupido ragazzo,vado ogni tanto dalla mia psicologa ma vorrei trovare tanto un gruppo di auto aiuto, magari un giorno sarò io a organizzarne uno no? Adesso però devo proseguire perchè sono solo a un pezzetto di strada ma mi sento felice perchè adesso è per me stessa, per il mio bene e la mia realizzazione globale che mi impegno.Forse i miei genitori non hanno saputo o voluto affrontare i loro problemi e non mi hanno saputo amare nel modo giusto, ma io l'ho fatto e lo farò con tutte le mie forze perchè io rappresento per me la cosa più cara che c'è.Vi voglio bene tutti! Ciao!!
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