Uso la metafora del film di Ozptek ad indicare come in ognuno di noi siano presenti due cuori: uno che ama o può amare in maniera sana e l'altro che è quello che generalmente manifestiamo nelle relazioni affettive, quello che mendica amore. Distinzione che rimanda a quella in psicologia fra vero sè e falso sè.
Come nel film di Ozpetek, quando scopriamo il cuore sacro che è presente in noi non mendichiamo più amore ed entriamo in relazione coll'altro in maniera sana, 'sacra'.
Ma come fare per entrare in contatto col nostro cuore sacro ? Per rispondere a questa domanda bisogna ritornare ai nostri copioni affettivi passati. Solo un affetto o un amore disinteressato (da un familiare o da un partner) può permetterci d'entrare in contatto col nostro cuore sacro. Quest'ultimo necessita di un amore che lo riporti alla luce.
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Dott. Roberto Cavaliere
Psicologo, Psicoterapeuta
per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email: cavalierer@iltuopsicologo.it
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