Molti di noi vorrebbero
cambiare i comportamenti del partner, ma è possibile?
Ritengo che possiamo cambiare il partner solo in qualche suo atteggiamento.
Anzi se ci ostiniamo a volerlo cambiare otterremmo il solo risultato
di farlo sentire poco capito, poco apprezzato e poco amato.
Semmai il cercare di cambiare il partner nasconde una problematica
di tipo relazionale che non si vuole riconoscere. A volte questa ostinazione
nasconde una vera dipendenza affettiva, non si riesce a vedere il
partner per quello che è realmente, ma per quello che potrebbe
essere, se accettasse di essere cambiato da noi. La psichiatra Marta
Selvin Palazzoli usa il termine Ibris a denotare l'assurda, sconsiderata,
inutile presunzione di farcela. A questo punto, soggetto del cambiamento
non deve essere il partner ma la relazione stessa, salvando così,
l’unicità e l’individualità dei componenti
della stessa. Ed intervenendo sulla relazione si crea un processo
circolare foriero di quei cambiamenti del partner che si desiderano,
oltre ad avere un cambiamento anche su noi stessi. Il processo circolare
è del tipo: cambia la relazione, cambiamo noi, cambia il partner,
cambia la relazione.
Vorrei citare al riguardo un brano di Gibran:
“L'amore, come un corso d'acqua, deve essere in continuo movimento.
Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie? Credono che le acque
del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più.
Poi arriva l'inverno, e le acque gelano. Solo allora comprendono che
niente, in questa vita, è assolutamente garantito.”
Facciamo in modo che la nostra relazione non geli e non diventi qualcosa
di assolutamente garantito.
Ma come s’interviene sulla relazione. Migliorando
la comunicazione all’interno del processo relazionale. Spesso
ci si lamenta che il proprio partner presta poca attenzione alle nostre
esigenze , ai nostri discorsi, alle nostre richieste, a differenza di
ciò che facciamo noi. Ma siamo proprio sicuri che noi gli prestiamo
quell’attenzione e quell’ascolto che noi vorremmo a nostra
volta. Miglioriamo la comunicazione, in tal senso. Passiamo ad un’autentico
interesse ed ascolto verso il partner, di tipo empatico. Prestiamogli
un’ascolto attento, anche in maniera non verbale, attraverso carezze,
sorrisi e quant’altro.
Consideramio il partner come il nostro migliore amico. Confidiamogli
sogni, emozioni, progetti, siamo aperti e sinceri . Accettiamo l'altro
così come è e non cerchiamo di cambiarlo. A questo proposito
ricordiamo l’insegnamento di G.Galilei “Non puoi insegnare
nulla ad un’uomo, puoi solo aiutarlo a scoprire ciò che
ha dentro di sé”.
Inizialmente il partner rimarrà sorpreso dei nostri nuovi atteggiamenti.
Probabilmente si ritirerà sulla difensiva. Noi avremo l’impressione
di aver fatto un buco nell’acqua. Ma se avremo pazienza e determinazione,
i frutti del cambiamento non tarderanno. E cambieranno tutti e tre i
termini della relazione. Noi ed il partner cambieremo, senza grandi
stravolgimenti e preservando la nostra individualità, ma soprattutto
la relazione sarà cambiata, di quei cambiamenti che desideravamo
originariamente nell’altro.
Il vero cambiamento avviene anche quando smettiamo di cercare di cambiare
l’altro e cerchiamo di cambiare dentro noi stessi.
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