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Di norma, alla fine dell'attacco di fame il bulimico vomita quasi tutto quanto ha ingerito ed è quindi in grado di conservare pressochè inalterato il proprio peso. Una donna bulimica appare perfetta, severa, arrogante, fredda, distaccata…non è facile avvicinarsi a lei. E' un tipo razionale, giudizioso, cerebrale, una persona dalla quale non si vorrebbe essere giudicati. Nessuno sospetterebbe che lei, la perfetta, si rimpinza fino a non poterne più e poi vomita. E' il suo segreto e per nulla al mondo lo rivelerebbe. Tale segreto la rende intimamente sola, in quanto è qualcosa che non può condividere. Esteriormente appare forte, ma come sia dentro nessuno lo sa. La donna bulimica accetta solo la propria immagine perfetta e rifiuta il vero Io, che quasi nemmeno conosce e di cui teme il manifestarsi. Nei suoi attacchi incoercibili di fame si impone questa parte diversa, sconosciuta, che è lontana dalle sue pretese di perfezione e che bisogna rendere innocua. La donna bulimica concede troppo poco spazio alla propria vera personalità, che quindi deve trovare uno sbocco a livello fisico. Ciò che le manca a livello cosciente è l'accettazione di sé, la capacità di fare posto al proprio vero Io. Tratto da "Donne che mangiano troppo" di Renate Sempre più spesso si parla di ragazze e giovani donne che concedono il loro corpo con assoluta lascivia e anzi, quasi con spietata aggressività , per raggiungere chissà quali vette di sesso estremo e forse anche violento. Fenomeno che definireri Bulimia Sessuale, perchè presenta le tipiche caratteristiche della bulimia (secondo il DSM IV): Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi le condizioni seguenti: Sostituiamo in questa definizione la parola cibo con sesso e l'analogia è evidente. Ragazzine che devono far vedere alle compagne di essere più “fighe” perché hanno “si sono fatte” più ragazzi di loro, giovani donne che nella costante paura di trovare l'uomo sbagliato, si rifiutano alla fine di cercare quello giusto, mostrando soltanto di voler raggiungere un fulmineo, squallido piacere , consumato sui tavoli delle discoteche o sui sedili di una macchina. Ragazze che addirittura si istruiscono sul linguaggio da utilizzare e sulle prestazioni da ricercare, con internet e libri a dir poco spinti, se non completamente fuori luogo. Pare che queste scorribande notturne e diurne senza controllo portino seri problemi , e forse non era così difficile intuirlo: oltre a un pericolo concreto di gravidanze indesiderate (che quando sono tali davvero risultano essere un problema) e di malattie indesideratissime, a risentirne è la psichle , quella parte che non si vede ma che è la linfa del nostro sentire; quella parte che quando è malata tendiamo a trascurare e che gli altri emarginano se è troppo fragile. Tutte ragazze sane : intelligenti, forti, brave nella vita. Ma inquiete , terrorizzate, ansanti. Svendersi come a un mero mercatino dell'usato, nemmeno per soldi ma soltanto per paura , porta a una valutazione completamente sbagliata del proprio io: nessuna bellezza fuori forse, ma nemmeno dentro. Queste ragazze diventano brutte dentro, agli occhi di se stesse. Non riescono a fidarsi del proprio io, non vogliono credere di poter essere “brave” affettivamente e anche a letto. E come in una risposta ossessivo-compulsiva o come in un circolo vizioso, se preferite, si buttano sempre più nella letterale mischia. Senza controllo . Senza dignità. Senza orgoglio. Senza anima. Cosa c'è di sbagliato in questo meccanismo? Cosa spinge una ragazza intelligente a non capire dove sta il confine tra l' appagamento sano e anche occasionale di istinti fisici e affettivi, e il buttarsi via come un manichino sfatto? Sicuramente al fondo c'è un dolore : anche sordo, anche stupido, anche banale. Ma con la sua dignità di dolore. E allora bisognerebbe elaborarlo questo dolore, farci amicizia, renderlo normale, strapparlo da quel senso di inquietudine che non appaga mai; bisognerebbe capire che una donna può essere felice anche sola e che nel momento in cui placherà le sue spasmodiche ricerche del nulla, sarà pronta per essere amata e amare; bisognerebbe dare un senso alla vita , che non sia solo quello di vincere sugli altri. Perché sul palco siamo tutti soli ed è soltanto per noi stessi che dobbiamo cantare; se poi gli altri applaudiranno tanto di guadagnato, altrimenti nulla di perso. Ammalarsi nel fisico e nella mente per pochi minuti di sesso squallido e brutto, per poter dire alle amiche “io sono più figa”, per cercare di far soccombere quella paura che attanaglia e rode dentro, non è intelligente e nemmeno produttivo. La paura e il dolore ci sono e non lasciano mai vivere liberamente. Ma se riuscite a rendervene conto, paura e dolore sono bestie che si possono combattere e distruggere. Andate in discoteca solo per ballare, andate su internet solo per giocare. Ma nel frattempo incontratevi con voi stesse e cercate di farvi aiutare da persone qualificate, a risolvere i concreti problemi che stanno nel fondo della vostra anima, anche se difficili da ammettere. Siamo tutti fragili , ma la forza vera sta nel riconoscerlo. Dott. Roberto Cavaliere
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