 |
Tratto
dal libro "Troppo Amore" di Almudenas Grandes
Era troppo amore.Troppo
grande,troppo complicato,troppo confuso,e azzardato e fecondo e doloroso.
Era tutto quello che potevo dare,più di quanto mi convenisse.
per questo si infranse. non si esaurì,non finì,non morì,semplicemente
si infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa
troppo alta,come un'aspettativa troppo ambiziosa.
Brano
tratto da ‘Madame Bovary’ di Flaubert
"…Rodolphe
intravide in quell’amore altri godimenti da assaporare.Giudico’
fuori luogo ogni pudore. Tratto’ l’amante senza il minimo
riguardo. La ridusse alla piu’ assoluta docilita’, alla
piu’ convinta corruzione. Emma aveva per lui un attaccamento idiota,
ribollente d’ammirazione, ne ricavava una gran vollutta’,
una beatitudine paralizzante: la sua anima si sprofondava in quell’ebbrezza,
vi s’annegava, vi s’annullava come il dice di Clarence nella
botte di Malvia"
M. Mazzantini, Non ti muovere.
E l'amore per me era questo, orfano e incotechito, l'amore dell'estremo bisogno, quando il destino s'impietosisce di noi e ci regala un biberon.
Non crucciarti ,Italia, la vita è questa. Attimi superbi di vicinanza e poi gelide folate di vento.
Ma l'intimità è un territorio difficile
Hatwke, Il mercoledì delle ceneri.
Voglio smetterla di fantasticare su qualche io immaginario che ho in testa, che potrebbe esistere se succedesse una certa cosa o che vorrebbe esistere posto che ne succedesse un'altra, e invece voglio essere qualcuno adesso.
Il più delle volte quando mi guardo allo specchio lo faccio per controllare se ci sono.
Non avevo ascoltato una sola parola di quello che diceva. Ero troppo impegnato a pensare che cosa avrei detto io.
E.E. Schmitt, Piccoli crimini coniugali.
Forse sei fatto solo per le storie corte, le storie che cominciano… preferisci le storie che si riescono a gestire: forse non sopporti l'abbandono.
Perché la liberta esiste solo se uno se ne serve. Sotto, sotto gli uomini sono romanzeschi: vivono qualcosa e si raccontano tutt' altro. Alla vita ne sovrappongono un'altra segreta, desiderata, immaginata di cui sono i poeti muti.
Camminavo a fianco di me stesso incapace di trarre soddisfazioni dalla realtà, incapace di meravigliarmi, abitando da qualche parte solo per poterne evadere.
NON GRIDARE
Un
giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse
nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci
ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile
parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: " Voi sapete perchè si grida contro
un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che
quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto
più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per
sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone
sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè?
Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è
piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano,
solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non
è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori
si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si
avvicinano." Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi
discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole
che li possano distanziare di più, perchè arriverà
un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai
più la strada per tornare." (Mahatma Gandhi)
Ma
era davvero l'amore? Quel voler morire accanto a lei era evidentemente
un sentimento eccessivo: era solo la seconda volta in vita sua che la
vedeva! Non si trattava piuttosto dell'isteria di un uomo che, scoprendo
nel profondo della sua anima la propria incapacità di amare, aveva
cominciato a fingere l'amore con se stesso? D'altra parte, il suo subconscio
era tanto vigliacco da scegliere per la sua commedia quella povera cameriera
di provincia che non aveva praticamente nessuna possibilità di
entrare nella sua vita!
Guardava i muri sporchi del cortile e si rendeva conto di non sapere se
fosse isteria o amore.
E gli dispiaceva che in una situazione simile, quando un vero uomo avrebbe
saputo immediatamente come agire, lui esitava privando in tal modo l'istante
più bello della sua vita (era in ginocchio al capezzale di lei
e gli sembrava di non poter sopravvivere alla sua morte) del suo significato.
Se la prese con se stesso, ma alla fine si disse che in realtà era del tutto naturale non sapere quel che voleva.
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perchè si
vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con
le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future.
E' meglio stare con Teresa o rimanere solo?
Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perchè
non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito per
la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena
senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima
prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia
sempre a uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola
giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa,
la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra
vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. "L'insostenibile
leggerezza dell'essere" - Milan Kundera - ed. gli Adelphi 1989
Non
sai che smisurato amor, che affanni intensi, che indicibili moti e che
deliri muovesti in me
Ella negli occhi pur mi restava, e nell'incerto raggio del sol vederla
io credeva ancora.
I momenti migliori dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia,
dove tu piangi e non sai di che...
Il desiderio che ha l'uomo di amare è infinito non peraltro se
non perché l'uomo si ama, di un amore senza limiti
Non sai che smisurato amor, che affanni intensi, che indicibili moti e
che deliri muovesti in me
(G. Leopardi)
NAZIM
HIKMET
IL PIÙ BELLO Il più bello dei mari è quello che non
navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E
quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.
*** Anima mia Nazim Hikmet Anima mia chiudi gli occhi piano piano e come
s’affonda nell’acqua immergiti nel sonno nuda e vestita di
bianco il più bello dei sogni ti accoglierà anima mia chiudi
gli occhi piano piano abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi chiudi gli occhi pian piano i tuoi occhi
marroni dove brucia una fiamma verde anima mia.
*** Sei la mia schiavitù (1949) Sei la mia schiavitù sei
la mia libertà sei la mia carne che brucia come la nuda carne delle
notti d'estate sei la mia patria tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile nel
momento stesso in cui ti afferro
*** I TUOI OCCHI...I TUOI OCCHI...I TUOI OCCHI... I tuoi occhi i tuoi
occhi i tuoi occhi che tu venga all'ospedale o in prigione nei tuoi occhi
porti sempre il sole. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi questa fine
di maggio, dalle parti d'Antalya, sono così, le spighe, di primo
mattino; i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi quante volte hanno pianto
davanti a me son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, nudi e immensi come
gli occhi di un bimbo ma non un giorno ha perso il loro sole; i tuoi occhi
i tuoi occhi i tuoi occhi che s'illanguidiscono un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: allora saprò far
echeggiare il mondo del mio amore. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d'autunno i castagneti di Bursa le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul. I tuoi occhi i tuoi occhi
i tuoi occhi verrà giorno, mia rosa, verrà giorno che gli
uomini si guarderanno l'un l'altro fraternamente con i tuoi occhi, amor
mio, si guarderanno con i tuoi occhi.
LE
COSE PIU' IMPORTANTI
Le
cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono
quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono,
le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa
sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza
naturale quando vengono portate fuori. Le cose più importanti giacciono
troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto. Come
segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri che i vostri nemici
sarebbero felicissimi di portare via e potreste fare rivelazioni che vi
costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto
quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante
da piangere quasi mentre lo dicevate. Quando il segreto rimane chiuso
dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza
di un orecchio che sappia ascoltare. (Stephen King)
|