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Alcuni brani da "Il libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa, edito da Felitrinelli
Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. E' un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. (...) Perfino l'arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente "ti amo", o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell'illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. (...) Vivere è non pensare. (...) La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto. Amare è stancarsi di essere solo: è dunque una vigliaccheria e un tradimento verso noi stessi (e sovranamente importante non amare). Tutte le lettere d'amore sono ridicole. Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore, Le lettere d'amore, se c'è l'amore, Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo La verità è che oggi sono i miei ricordi (Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli, --------------------------------------------------------- Quel che mi duole non è ciò che esiste nel cuore, ma quelle cose belle che mai esisteranno... Sono le forme senza forma che passano senza che il dolore le possa conoscere e sognarle l'amore. Sono come se la tristezzafosse un albero e, a una a una, cadessero le sue foglie tra il solco e la nebbia. ----------------------------------------------- Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più, il dolore che ormai non mi duole, l'antica e erronea fede, l'ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno. |