SULL'AMORE
LIBRO
PRIMO
I
-SULL'AMORE
Cerco
di capire questa passione nella quale tutti gli sviluppi sinceri portano
il segno della bellezza.
Ci sono quattro amori diversi:
1.. L'amore-passione, che è quello della monaca portoghese, di
Eloisa per Abelardo, del capitano di Vésel, e della guardia di
Cento.
2. L'amore-gusto, che regnava a Parigi intorno al 1760, e che troviamo
nelle memorie e nei romanzi dell'epoca, in Crébillon, Lauzun,
Duclos, Marmontel, Chamfort, la signora d'Epinay ecc... ecc...
È un quadro questo dove tutto, persino le ombre,deve essere tinteggiato
di rosa, in cui non deve comparire nulla di spiacevole per nessuna ragione,
sotto pena di mancare di pratica del mondo, di buone maniere, di finezza
ecc. Un uomo di rango sa in anticipo tutti i procedimenti che deve usare
e incontrare nelle diverse fasi di questo amore; e poiché niente
è qui passione e imprevisto, questo sentimento ha spesso più
delicatezza dell'amore vero perché è sempre provvisto
di molta intelligenza; è una miniatura fredda e graziosa paragonata
a un quadro dei Carracci, e mentre l'amorepassione ci trasporta al di
là di ogni nostro interesse, l'amore-gusto sa sempre conformarvisi.
È vero che se si toglie a questo povero amore la vanità,
di lui resta ben poca cosa; una volta privato della vanità è
un convalescente indebolito che può appena trascinarsi.
3. L'amore fisico.
A caccia, si trova una bella contadina fresca che fugge nel bosco. Tutti
conoscono l'amore fondato su questo tipo di piaceri. Per quanto arido
e misero ne sia il carattere, si incomincia così a sedici anni.
4. L'amore di vanità.
L'immensa maggioranza degli uomini, soprattutto in Francia, desidera
una moglie alla moda, come si possiede un bel cavallo, in quanto cosa
necessaria al lusso di un giovanotto. La vanità, più o
meno lusingata, più o meno eccitata, fa nascere degli slanci.
Qualche volta è accompagnata dall'amore fisico ma non sempre
; spesso non c'è neppure il piacere fisico. Una duchessa ha sempre
soltanto trent'anni per un borghese, diceva la duchessa di Chaulnes;
e gli assidui della corte di quell'uomo giusto che fu il re Luigi d'Olanda
si ricordano ancora con divertimento una bella signora dell'Aia che
non riusciva a non trovare affascinante un uomo che fosse duca o principe.
Ma, fedele al principio monarchico, non appena a corte arrivava un principe,
si liquidava il duca: ella era come la decorazione del corpo diplomatico.
Il caso più fortunato di questa piatta relazione è quello
in cui il piacere fisico è accresciuto dall'abitudine. I ricordi
fanno allora assomigliare questa relazione all'amore; c'è il
puntiglio dell'amor proprio e la tristezza quando si è lasciati
; e, presi alla gola da idee da romanzo, ci si crede innamorati e malinconici,
poiché la vanità aspira a reputarsi grande passione. Quel
che è certo è che, a qualunque genere d'amore si debba
il piacere, dal momento in cui c'è esaltazione dell'anima, esso
è vivo e il suo ricordo travolgente; e in questa passione, al
contrario della maggior parte delle altre, il ricordo di ciò
che si è perduto sembra sempre al di sopra di ciò che
ci si può attendere dall'avvenire.
Qualche volta nell'amore di vanità l'abitudine o il disperare
di trovare di meglio producono una sorta d'amicizia, la meno piacevole
di tutte le specie: si vanta della sua sicurezza ecc...
Il piacere fisico, essendo nella natura, è conosciuto da tutti,
ma non occupa che un posto subordinato agli occhi delle anime tenere
e appassionate. Così, se è vero che esse hanno dei lati
ridicoli in società, e se spesso la gente di mondo, coi suoi
intrighi, le rende infelici, in compenso esse conoscono gioie per sempre
inaccessibili ai cuori che palpitano solo per la vanità o per
il denaro. Alcune donne virtuose e tenere non hanno quasi idea dei piaceri
fisici; esse vi si sono raramente esposte, se si può parlare
così, e anche in quel caso gli slanci dell'amore-passione hanno
quasi fatto loro dimenticare i piaceri del corpo.
Ci sono uomini vittime e strumenti d'un orgoglio infernale, un orgoglio
all'Alfieri. Questi, che forse sono crudeli, perché, come Nerone,
tremano sempre, giudicando tutti gli uomini sulla misura del proprio
sentimento, questi, dico, non possono raggiungere il piacere fisico
se non in quanto sia accompagnato dalla più grande soddisfazione
possibile dell'orgoglio, cioè se non in quanto essi esercitino
delle crudeltà sulla compagna dei loro piaceri. Da qui gli orrori
di Justine. Questi uomini non trovano a minor prezzo il sentimento della
sicurezza.
Per il resto, invece di distinguere quattro amori diversi, se ne possono
benissimo ammettere otto o dieci sfumature. Ci sono forse tra gli uomini
tanti modi di sentire che di vedere, ma queste differenze di nomenclatura
non cambiano in nulla i ragionamenti che seguono. Tutti gli amori che
si possono vedere sulla terra, nascono vivono e muoiono, o si elevano
all'immortalità, seguendo le stesse leggi.
II
SULLA NASCITA DELL'AMORE
Ecco
cosa succede nell'animo:
1. L'ammirazione.
2. Ci si dice: che piacere darle baci, riceverne ecc.
3. La speranza.
Si studiano le perfezioni: è in questo momento che una donna
dovrebbe arrendersi, perché il piacere fisico sia più
grande possibile. Anche nelle donne più riservate gli occhi arrossiscono
nel momento della speranza; la passione è così forte,
il piacere così vivo che si tradisce attraverso dei segni evidenti.
4. L'amore è nato.
Amare è provare piacere nel vedere, toccare, sentire con tutti
i sensi, e da tanto vicino quanto è possibile un oggetto amabile
e che ci ama.
5. Comincia la prima cristallizzazione.
Ci si compiace di ornare di mille perfezioni una donna del cui amore
si è sicuri; si analizza nei minimi particolari la propria felicità
con una compiacenza infinita. Il che si riduce poi ad esagerare la portata
di una magnifica proprietà, che ci è appena caduta dal
cielo, che non si conosce, ma del cui possesso siamo certi.
Lasciate lavorare la testa di un amante per ventiquattr'ore, ed ecco
cosa troverete. Alle miniere di sale di Salisburgo, si getta, nelle
profondità abbandonate della miniera, un rametto d'albero spoglio
a causa dell'inverno; due o tre mesi dopo lo si ritrae coperto di cristallizzazioni
brillanti: i rami più piccoli, quelli che non sono più
grossi della zampina di una cinciallegra, sono guarniti d'una infinità
di diamanti, mobili e abbaglianti; è impossibile riconoscere
il rametto primitivo.
Quel che chiamo cristallizzazione, è l'operazione dello spirito
che trae da tutto ciò che si presenta la scoperta di nuove perfezioni
nell'oggetto amato. Un viaggiatore parla della freschezza dei boschi
d'aranci a Genova, sulla riva del mare, nei giorni brucianti dell'estate;
che piacere gustare questa freschezza con lei!
Un vostro amico si rompe un braccio a caccia; com'è dolce ricevere
le cure di una donna che si ama! Essere sempre con lei e vederla amarvi
continuamente, farebbe quasi benedire il dolore; e partite dal braccio
rotto dell'amico, per non più dubitare dell'angelica bontà
della vostra innamorata. In una parola, basta pensare a una perfezione
per vederla in ciò che si ama.
Questo fenomeno, che mi permetto di chiamare cristallizzazione viene
dalla natura che ci ordina di provar piacere e che ci fa salire il sangue
al cervello, per il sentimento che i piaceri aumentano con le perfezioni
dell'oggetto amato, e per l'idea: ella è mia. Il selvaggio non
ha tempo d'andare al di là del primo punto. Prova piacere, ma
l'attività del suo cervello è impegnata a seguire il daino
che fugge nella foresta e con la cui carne egli deve ristorare le sue
forze al più presto, se non vuol cadere sotto l'ascia del suo
nemico.
All'altro estremo della civiltà, io non dubito che una donna
tenera arrivi al punto di trovare il piacere soltanto con l'uomo che
ama.
È l'opposto del selvaggio. Ma nelle nazioni civili essa ha del
tempo libero mentre il selvaggio è così occupato alle
sue faccende che è obbligato a trattare la sua femmina come una
bestia da soma. Se le femmine di molti animali sono più felici,
dipende dal fatto che i mezzi di sussistenza dei maschi sono più
sicuri.
Ma lasciamo le foreste per tornare a Parigi. Un uomo appassionato vede
tutte le perfezioni in ciò che ama; e tuttavia l'attenzione può
essere distratta, perché l'animo si sazia di tutto ciò
che è uniforme, persino della perfetta felicità. Ecco
ciò che sopraggiunge a fissare l'attenzione:
6. Nasce il dubbio.
Dopo che dieci o dodici sguardi, od ogni altra serie d'azioni che possono
durare un momento come parecchi giorni, hanno dapprima dato e poi confermato
le speranze, l'amante, ripresosi dal suo primo stupore e abituatosi
alla sua felicità, oppure guidato dalla teoria che, per esser
sempre basata sui casi più frequenti, non si occupa che delle
donne facili, l'amante dico, chiede dei pegni più sicuri e vuole
forzare la sua felicità.
Gli viene opposta dell'indifferenza, della freddezza o anche della collera,
se mostra troppa sicurezza; in Francia una sfumatura d'ironia che sembra
dire: "Vi credete più avanti di quanto non siate."
Una donna si comporta così, sia che si riprenda da un momento
di ebbrezza e obbedisca al pudore ch'essa teme d'aver infranto, sia
semplicemente per prudenza o per civetteria.
L'amante arriva fino a dubitare della felicità che si riprometteva;
diventa severo sulle ragioni di sperare che ha creduto intravedere.
Vuole ripiegare sugli altri piaceri della vita, li trova nullificati.
Il timore d'una infelicità terribile lo afferra e con lei l'attenzione
profonda.
7. Seconda cristallizzazione.
Allora comincia la seconda cristallizzazione che produce come diamanti
delle conferme a quest'idea:
Ella mi ama.
In ogni quarto d'ora notturno susseguente alla nascita dei dubbi, dopo
un attimo di orrenda infelicità, l'amante si dice: "Sì,
mi ama"; e la cristallizzazione si volge alla scoperta di nuovi
incanti; poi il dubbio dall'occhio stralunato s'impadronisce di lui
e lo arresta di colpo, facendolo trasalire. Il suo petto dimentica di
respirare. Egli si dice: "Ma lei, mi ama?"
In mezzo a queste alternative strazianti e deliziose, il povero amante
sente vivamente: Ella mi darebbe piaceri tali che lei sola al mondo
può darmi.
È l'evidenza di questa verità, è questo trovarsi
sul bordo estremo d'un precipizio orribile, mentre si tocca con l'altra
mano la perfetta felicità, che conferisce tanta superiorità
alla seconda cristallizzazione rispetto alla prima.
L'amante vaga senza fine tra queste tre idee:
1. Ella possiede tutte le perfezioni.
2. Ella mi ama.
3. Come fare per ottenere da lei la più grande prova d'amore
possibile?
Il momento più straziante dell'amore ancor giovane è quello
in cui egli si accorge che ha fatto un falso ragionamento e che deve
distruggere tutta una parte di cristallizzazione.
Si dubita allora della cristallizzazione stessa.
III
SULLA SPERANZA
Basta
un piccolissimo motivo di speranza per causare la nascita dell'amore.
La speranza può anche mancare dopo due o tre giorni; l'amore
è tuttavia nato.
Con un carattere deciso, temerario, impetuoso e un'immaginazione sviluppata
dalle disgrazie della vita.
Il grado di speranza può essere più piccolo;
La speranza può cessare più presto, senza uccidere l'amore.
Se l'amante ha avuto delle disgrazie, se ha il carattere tenero e pensoso,
se dispera delle altre donne, se ha un'ammirazione viva per quella in
questione, nessun piacere comune potrà distrarlo dalla seconda
cristallizzazione. Egli preferirà sognare alla possibilità
la più incerta di piacerle un giorno, piuttosto che ricevere
da una donna qualunque tutto ciò che essa può accordare.
Egli avrebbe bisogno, in quel periodo e non più tardi, badate
bene, che la donna che ama uccidesse la sua speranza in modo atroce
e lo colmasse di quel disprezzo pubblico che divide per sempre le persone.
La nascita dell'amore ammette fra tutte queste epoche intervalli molto
più lunghi.
Essa esige molta più speranza, nella gente fredda, flemmatica,
prudente, e una speranza molto più nutrita. Lo stesso avviene
con le persone non più giovani.
Quel che rende sicura la durata dell'amore, è la seconda cristallizzazione,
durante la quale si vede ad ogni istante che il problema è essere
amato o morire. Dopo questa convinzione di tutti i minuti, resa abitudine
da parecchi mesi d'amore, come poter sopportare anche soltanto il pensiero
di cessare d'amare? Più un carattere è forte, meno è
soggetto all'incostanza.
Questa seconda cristallizzazione manca quasi del tutto negli amori ispirati
dalle donne che si arrendono troppo alla svelta.
A partire dal momento in cui l'opera delle cristallizzazioni è
compiuta, soprattutto della seconda che è di gran lunga la più
forte, gli occhi indifferenti non riconoscono più il ramo d'albero.
Poiché,1) è ornato di perfezioni o di diamanti che essi
non vedono; 2) è ornato di perfezioni che non sono tali per loro.
La perfezione di certe bellezze di cui gli parla un antico amico della
sua amata, e una certa sfumatura di vivacità scorta nei suoi
occhi, sono un diamante della cristallizzazione di Del Rosso. Queste
idee intraviste appena durante una serata, lo fanno sognare tutta una
notte.
Una replica improvvisa che mi fa conoscere più chiaramente un'anima
tenera, generosa, ardente, o, come dice il popolo, romantica, capace
di mettere al di sopra della felicità dei re il semplice piacere
di passeggiare sola col suo amante a mezzanotte, in un bosco solitario,
mi fa anche sognare tutta la notte.
Egli dirà che la mia amante è una puritana; io dirò
che la sua è una prostituta.
IV
In
un'anima perfettamente indifferente, una giovinetta che abiti in un
castello isolato in fondo a una campagna, il più piccolo stupore
può generare una piccola ammirazione, e, se sopravviene la più
leggera speranza, fa nascere l'amore e la cristallizzazione.
In questo caso l'amore piace in principio come cosa divertente.
Lo stupore e la speranza sono potentemente assecondati dal bisogno d'amore
e dalla malinconia che si prova a sedici anni. È abbastanza noto
che l'inquietudine di quest'età è sete d'amore, ed è
proprio della sete di non essere eccessivamente difficile sulla natura
dell'abbeveraggio, che il caso le presenta.
Ricapitoliamo le sette epoche dell'amore; esse sono:
1. L'ammirazione.
2. Che piacere ecc...
3. La speranza.
4. L'amore è nato.
5. Prima cristallizzazione.
6. Il dubbio appare.
7. Seconda cristallizzazione.
Può passare un anno tra il numero uno e il numero due.
Un mese tra il numero due e il numero tre; e se la speranza non si affretta
a venire, si rinuncia insensibilmente al numero due, come a qualcosa
che procura infelicità.
Un batter d'occhio tra il numero tre e il numero quattro.
Non c'è intervallo tra il numero quattro e il numero cinque.
Non potrebbero essere separati che dall'intimità.
Può passare qualche giorno, a seconda del grado di impulsività
e dell'abituale audacia del carattere tra i numeri cinque e sei; e non
c'è intervallo tra il sei e il sette.
V
L'uomo
non è libero di non fare ciò che gli procura più
piacere di tutte le altre azioni possibili.l L'amore è come la
febbre, nasce e si spegne senza che la volontà vi abbia la più
piccola parte. Ecco una delle principali differenze tra l'amore-gusto
e l'amore-passione, e non si può congratularsi delle belle qualità
di ciò che si ama, se non come di un caso fortunato. Infine,
l'amore è di tutte le età: guardate la passione di Madame
du Deffand per il poco seducente Orazio Walpole. Ci si ricorda forse
ancora a Parigi d'un esempio più recente e soprattutto più
piacevole.
Io non ammetto, come prova delle grandi passioni, che quelle tra le
loro conseguenze che sono ridicole. Per esempio, la timidezza, come
prova dell'amore; non parlo naturalmente del falso pudore all'uscita
dal collegio.
VI
IL RAMOSCELLO DI SALISBURGO
La
cristallizzazione non cessa quasi mai in amore. Ecco la sua storia:
Finché non si sta bene con ciò che si ama, si ha la cristallizzazione
a soluzione immaginaria: soltanto attraverso l'immaginazione si è
sicuri che una certa perfezione esiste nella donna che si ama. Dopo
l'intimità, i timori che rinascono senza tregua sono pacificati
da soluzioni più reali. Così la felicità è
uniforme soltanto e sempre alla sua sorgente. Ogni giorno ha un fiore
diverso.
Se la donna amata cede alla passione che prova e cade nell'errore enorme
di uccidere il timore con la vivacità dei suoi slanci, la cristallizzazione
cessa un istante, ma quando l'amore perde di vivacità, cioè
di timore, acquista la grazia d'un intero abbandono, d'una confidenza
senza limiti ; una dolce abitudine viene a smussare tutte le pene della
vita, e a dare al godimento un altro tipo d'interesse.
Qualora siate piantato, la cristallizzazione ricomincia; e ogni atto
d'ammirazione, la vista di ogni gioia ch'ella può darvi e alla
quale non pensavate più, termina con questa riflessione dolorosa:
"Questa felicità così incantevole, non la riavrò
mai! ed è per colpa mia che la perdo!" Che se poi cercate
la felicità in sensazioni d'un altro tipo, il vostro cuore si
rifiuta di provarle. La vostra immaginazione vi dipinge bene la posizione
fisica, vi mette facilmente su un cavallo veloce, a caccia, nei boschi
del Devonshire, ma voi vedete, voi sentite chiaramente che non provereste
alcun piacere. .Ecco l'errore d'ottica che provoca il colpo di pistola.
Anche il gioco ha la sua cristallizzazione generata dall'impiego che
si dovrà fare della somma che si vincerà.
I giochi di corte, così rimpianti dai nobili, sotto il nome di
legittimità, erano tanto appassionanti solo per la cristallizzazione
che suscitavano. Non c'era cortigiano che non sognasse la fortuna rapida
d'un Luynes o d'un Lauzun, né donna cortese che non vedesse in
prospettiva il ducato della signora di Polignac. Nessun governo fondato
sulla ragione può ridare quella cristallizzazione. Niente è
cosi antiimmaginazione quanto il governo degli Stati Uniti d'America.
Abbiamo visto che i loro vicini, i selvaggi, non conoscevano quasi la
cristallizzazione. I Romani non ne avevano idea e non la trovavano che
per l'amore fisico.
L'odio ha la sua cristallizzazione; a partire dal momento in cui si
può sperare di vendicarsi, si ricomincia ad odiare.
Se ogni fede in cui c'è dell'assurdo o del non dimostrato tende
sempre a mettere alla testa del partito le persone più assurde,
questo è ancora uno degli effetti della cristallizzazione. C'è
cristallizzazione, anche in matematica, (vedete i newtoniani del 1740)
nelle teste di coloro che non possono in ogni momento rendersi presenti
tutte le parti della dimostrazione di ciò che esse credono.
A prova di ciò guardate il destino dei grandi filosofi tedeschi
la cui immortalità tante volte proclamata, non riesce mai ad
andare oltre i trenta o quaranta anni. È solo per il fatto che
non può rendersi conto del perché dei suoi sentimenti
che l'uomo più saggio è fanatico per la musica.
Non si può con la volontà provare a se stessi che si ha
ragione, contro un certo contraddittore.
VII
SULLE DIFFERENZE DI NASCITA DELL'AMORE NEI DUE SESSI
Le
donne prendono attaccamento attraverso i favori. Siccome i diciannove
ventesimi dei loro sogni abituali sono relativi all'amore, dopo l'intimità,
questi sogni si raggruppano intorno ad un solo oggetto; esse si mettono
a giustificare un passo così straordinario, così decisivo,
così contrario a tutte le abitudini del pudore. Questo lavorio
non esiste negli uomini; più tardi l'immaginazione delle donne
passa minutamente in rivista e a proprio agio istanti così deliziosi.
Siccome l'amore fa dubitare delle cose più dimostrate, quella
donna che, prima dell'intimità, era sicurissima che il suo amante
fosse al di sopra del comune, non appena pensa di non aver più
nulla da rifiutargli, trema che egli non abbia cercato che una donna
di più da aggiungere alla sua lista. Allora soltanto compare
la seconda cristallizzazione che, per essere accompagnata dal timore,
è di gran lunga la più forte.
Una donna crede da regina essersi fatta schiava. Questo stato dell'anima
e dello spirito è favorito dall'eccitazione nervosa che fanno
nascere piaceri tanto più sensibili quanto più sono rari.
Infine una donna, davanti al telaio da ricamo, opera insipida e che
occupa solo le mani, pensa al suo amante, mentre questi, che galoppa
nella pianura col suo squadrone, è messo agli arresti se fa eseguire
un falso movimento.
Io sarei disposto dunque a pensare che la seconda cristallizzazione
è molto più forte nelle donne perché il timore
è più vivo: la vanità e l'onore sono compromessi,
o, almeno, le distrazioni sono più difficili.
Una donna non può essere guidata da quell'abitudine ad essere
razionale che io, uomo, contraggo forzatamente nel mio ufficio, lavorando
sei ore al giorno, a cose fredde e razionali. Anche fuori dell'amore,
esse sono inclini ad abbandonarsi alla loro immaginazione, ed hanno
abitualmente dell'esaltazione; la disparizione dei difetti dell'oggetto
amato deve dunque essere in loro più rapida.
Le donne preferiscono le emozioni alla ragione; è semplicissimo:
siccome, in virtù dei nostri piatti costumi, esse non sono incaricate
di nessun affare nella famiglia, la ragione non è mai per loro
di utilità, esse non la percepiscono mai come buona per qualche
cosa.
Essa invece è per loro sempre nociva, perché compare in
loro solo per sgridarle d'aver provato piaceri ieri, o per ordinar loro
di non più provarne domani.
Date a vostra moglie da sistemare i vostri affari con i fattori di due
delle vostre terre, scommetto che ella terrà i registri meglio
di voi, e allora, triste despota, avrete almeno il diritto di lamentarvi,
non avendo il talento di farvi amare. Appena le donne cominciano a fare
ragionamenti di carattere generale, esse fanno dell'amore senza accorgersene.
Nei particolari esse si piccano di essere più severe e più
esatte degli uomini. La metà del piccolo commercio è affidato
alle donne, incarico che esse assolvono meglio dei loro mariti. È
massima conosciuta che parlando d'affari con loro, la serietà
non è mai troppa. Il fatto è che esse sono sempre e ovunque
avide d'emozione: pensate ai piaceri del funerale in Scozia.
VIII
Questo
era il suo regno fantastico
preferito, e qui essa edificava
i suoi aerei palazzi.
Lammermoor, I, 70
Una
giovinetta di diciotto anni non ha abbastanza cristallizzazione in suo
potere, e formula desideri troppo limitati dalla poca esperienza che
ha delle cose della vita, per essere in grado di amare con altrettanta
passione di una donna di ventotto.
Stasera esponevo questa dottrina a una donna di spirito che pretende
il contrario. "Poiché l'immaginazione di una giovinetta
non è raggelata da nessuna esperienza spiacevole, e il fuoco
della prima giovinezza vi si trova in tutto il suo vigore, è
possibile che a proposito di un uomo qualunque, ella si crei un'immagine
incantevole. Ogni volta ch'ella incontrerà il suo amante, gioirà,
non di ciò ch'egli è in realtà, ma dell'immagine
deliziosa che si sarà creata. Più tardi, disingannata
nei riguardi del suo amante e di tutti gli uomini, l'esperienza della
triste realtà avrà diminuito in lei il potere della cristallizzazione,
la diffidenza avrà tagliato le ali alla sua immaginazione. A
proposito di un qualunque uomo, foss'anche un prodigio, non potrà
più formarsi un'immagine altrettanto avvincente; ella dunque
non potrà più amare con lo stesso fuoco della sua prima
giovinezza. E siccome in amore non si gioisce che dell'illusione che
ci si fa, mai l'immagine ch'ella potrà crearsi a ventotto anni
avrà la brillantezza e la sublimità di quella sulla quale
era fondato il suo primo amore di sedicenne, e il secondo amore sembrerà
sempre appartenere a una categoria inferiore." "No, Signora,
la presenza della diffidenza che non esisteva a sedici anni, è
evidentemente ciò che deve dare un colore diverso a questo secondo
amore. Nella prima giovinezza, l'amore è come un fiume immenso
che trascina tutto nel suo corso e al quale si sente che non si potrebbe
resistere. Ora, un'anima appassionata la si conosce a ventotto anni;
ella .sa che se per lei c'è ancora felicità nella vita,
è all'amore che bisogna chiederla; si stabilisce in quel povero
cuore agitato, una lotta terribile tra l'amore e la diffidenza. La cristallizzazione
avanza lentamente; ma quella che esce vittoriosa da questa prova terribile,
in cui l'anima compie tutti i suoi movimenti ponendosi sempre di fronte
il più spaventoso pericolo, è mille volte più brillante
e più solida della cristallizzazione dei sedici anni, in cui
per il privilegio dell'età, tutto era gaiezza e felicità.
"L'amore deve dunque essere meno allegro e più appassionato."
Questa conversazione (Bologna, 9 marzo 1820) che contraddice un punto
che mi sembrava così chiaro, mi fa sempre più pensare
che un uomo non può dire quasi nulla di sensato su ciò
che succede in fondo al cuore di una donna sensibile; quanto a una donna
leggera, è diverso: in quel caso abbiamo anche sensi e vanità.
La non somiglianza di nascita dell'amore nei due sessi deve provenire
dalla natura della speranza che non è la stessa. L'uno attacca
e l'altro difende; l'uno domanda e l'altro rifiuta; l'uno è ardito
e l'altro molto timido.
L'uomo si dice: potrò piacerle? vorrà amarmi?
La donna: non è per scherzo che dice di amarmi? è un carattere
solido? può rispondere di sé sulla durata dei suoi sentimenti?
È così che molte donne guardano e trattano come un bambino
un giovane di ventitré anni; se però ha fatto sei campagne
tutto cambia, è un giovane eroe.
Nell'uomo la speranza dipende soltanto dalle azioni di colei che ama;
niente di più agevole da interpretare. Nelle donne la speranza
deve fondarsi su delle considerazioni morali molto difficili da apprezzare
nel loro giusto valore. La maggior parte degli uomini sollecita una
prova d'amore che considera come capace di dissipare tutti i dubbi;
le donne non sono abbastanza fortunate per poter disporre di una tale
prova; ed esiste nella vita questa disgrazia, che ciò che fa
la sicurezza e la felicità di uno degli amanti, costituisce il
pericolo e quasi l'umiliazione dell'altro.
In amore, gli uomini corrono il rischio del tormento segreto dell'animo,
le donne si espongono alle facezie della gente; esse sono più
timide, e d'altra parte l'opinione pubblica conta molto per loro, poiché
sii stimata, è necessario. Esse non hanno un mezzo sicuro di
dominare l'opinione pubblica quale è quello di esporre la loro
vita per un istante.
Le donne devono dunque essere molto più diffidenti. Grazie alle
loro abitudini, tutti i movimenti intellettuali che formano le epoche
della nascita dell'amore, sono in loro più dolci, più
timidi, più lenti, meno decisi; c'è dunque più
disposizione alla costanza; esse devono rinunciare con meno facilità
ad una cristallizzazione cominciata.
Una donna, vedendo il suo amante, riflette con rapidità o si
abbandona alla felicità di amare, felicità da cui è
distolta spiacevolmente se egli accenna il più piccolo attacco,
perché allora bisogna lasciare i piaceri per correre alle difese.
Il ruolo dell'amante è più semplice; guarda gli occhi
di ciò che ama, un solo sorriso può metterlo al colmo
della felicità, ed egli cerca continuamente di ottenerlo. Un
uomo è umiliato dalla lunghezza dell'assedio; che fa invece la
gloria di una donna.
Una donna è capace di amare e, in un intero anno, di non dire
che dieci o dodici parole all'uomo che ella predilige. Essa tien nota
al fondo di sé del numero di volte che lo ha visto; è
andata due volte con lui allo spettacolo, altre due volte s'è
trovata a cena con lui, egli l'ha salutata tre volte al passeggio. Una
sera, in un gioco di società, le ha baciato la mano; si nota
che da quel momento ella non permette più, per nessuna ragione
e persino a rischio di apparire singolare, che le si baci la mano.
In un uomo, questa condotta prenderebbe il nome di amore femminile,
ci diceva Leonora.
IX
Faccio
tutti gli sforzi possibili per essere asciutto. Voglio imporre silenzio
al mio cuore che crede di avere molte cose da dire. Tremo sempre di
non aver scritto che un sospiro, quando credo di aver annotato una verità.
X
ESEMPI DI CRISTALLIZZAZIONE
Come
prova di cristallizzazione mi accontenterò di ricordare il seguente
aneddoto.
Una giovinetta sente dire che Edoardo, un suo parente che sta per tornare
dall'esercito, è un giovane della più grande distinzione;
le assicurano che egli l'ama per la sua reputazione; ma egli vorrà
probabilmente vederla prima di dichiararsi e di chiederla ai suoi genitori.
In chiesa ella scorge un giovane forestiero, lo sente chiamare Edoardo,
non pensa che a lui, lo ama. Otto giorni dopo arriva il vero Edoardo,
non è quello della chiesa, essa impallidisce e sarà per
sempre infelice se la obbligano a sposarlo.
Ecco ciò che i poveri di spirito chiamano una follia dell'amore.
Un uomo generoso colma una giovinetta povera dei benefici più
delicati; non si possono avere maggiori virtù delle sue e l'amore
stava per nascere, ma egli porta un cappello sformato, e lei lo vede
montare a cavallo in modo goffo; la giovinetta si dice sospirando che
non può rispondere alle premure che l'uomo le manifesta.
Un uomo fa la corte alla più onesta donna che frequenti in società;
ella viene a sapere che quel signore ha avuto dei mali fisici ridicoli:
le diviene insopportabile. E tuttavia ella non aveva mai avuto l'idea
di darsi a lui, e quei mali segreti non nuocciono per nulla al suo spirito
né alla sua amabilità.È semplicemente che la cristallizzazione
è resa da ciò impossibile.
Perché un essere umano possa occuparsi con delizia a divinizzare
un oggetto amabile sia che sia preso nella foresta delle Ardenne o al
ballo di Coulon, bisogna per prima cosa che gli sembri perfetto, non
in tutti gli aspetti possibili, ma in tutti quegli aspetti che egli
vede al momento; non gli sembrerà perfetto sotto tutti i rapporti
che dopo parecchi giorni dalla seconda cristallizzazione. È semplicissimo,
basta allora avere l'idea di una perfezione per vederla in ciò
che si ama.
Si vede qui in che cosa la bellezza è necessaria alla nascita
dell'amore. Bisogna che la bruttezza non ponga ostàcolo. L'uomo
che ama arriva presto a trovare bella la sua amante così come
è, senza pensare alla vera bellezza.
I tratti che costituiscono la vera bellezza gli prometterebbero se li
vedesse, e se posso esprimermi così, una quantità di felicità
che indicherò col numero uno, ma i tratti della sua amante tali
quali sono gli promettono mille unità di gioia.
Prima della nascita dell'amore, la bellezza è necessaria come
insegna; essa predispone alla passione attraverso le lodi che si sentono
rivolgere alla persona che si amerà. Una ammirazione vivissima
rende decisiva la più piccola speranza.
Nell'amore-gusto, e forse nei primi cinque minuti dell'amore-passione,
una donna che prenda un amante tiene più conto del modo in cui
le altre donne vedono quest'uomo, che del modo in cui lo vede essa stessa.
Di qui il successo dei principi e degli ufficiali.
Le belle dame della corte del vecchio Luigi XIV erano innamorate di
questo principe.
Bisogna guardarsi bene dal presentare alla speranza delle facilitazioni,
prima di esser sicuri che vi sia dell'ammirazione. Si farebbe nascere
l'insignificanza, che rende per sempre impossibile l'amore, o almeno
che non può essere guarita se non per puntiglio d'amor-proprio.
Non si prova simpatia né per lo sciocco, né per chi sorride
a tutti; di qui la necessità di una patina di scapestratezza,
in società; è la nobiltà dei modi. Non si coglie
neppure il sorriso su una pianta troppo intristita. In amore la nostra
vanità sdegna una vittoria troppo facile, e, in nessun genere
di cose, l'uomo è portato a esagerare il prezzo di ciò
che gli si offre.
XI
Una
volta che la cristallizzazione sia cominciata, si gode con delizia di
ogni nuova bellezza che si scopre in ciò che si ama.
Ma cos'è la bellezza? È una nuova capacità di darvi
del piacere.
I piaceri sono diversi in ogni individuo, e spesso sono opposti: questo
spiega benissimo come ciò che è bellezza per un individuo
è bruttezza per un altro (esempio probante di Del Rosso e di
Lisio, il I° gennaio 1820).
Per scoprire la natura della bellezza, conviene ricercare qual è
la natura dei piaceri in ogni individuo; per esempio, a Del Rosso occorre
una donna che consenta qualche gesto ardito, e che, con i suoi sorrisi,
autorizzi delle cose molto spinte; una donna che, in ogni momento, abbia
come oggetto della sua immaginazione i piaceri fisici, e che ad un tempo
ecciti il tipo di galanteria proprio a Del Rosso e gli permetta di manifestarla.
Del Rosso, a quanto pare, intende per amore l'amorefisico e Lisio l'amore-passione.
Niente di più evidente che non debbano essere d'accordo sulla
parola bellezza.
Poiché la bellezza che scoprite è una nuova capacità
di darvi del piacere, e i piaceri variano come gli individui.
La cristallizzazione che si forma nella testa di ogni uomo deve avere
in sé il colore dei piaceri di quest'uomo.
La cristallizzazione dell'amante di un uomo, o la sua BELLEZZA, non
è altro che l'insieme di TUTTE LE SODDISFAZIONI di tutti i desideri
che egli ha potuto formulare successivamente nei suoi riguardi.
XII
SEGUITO DELLA CRISTALLIZZAZIONE
Perché
mai si gode con delizia di ogni nuova bellezza che si scopre in ciò
che si ama?
Il fatto è che ogni nuova bellezza vi dà la soddisfazione
piena e completa di un desiderio. La volete tenera, essa è tenera;
in seguito la volete fiera come l'Emilia di Corneille, e, sebbene queste
qualità siano probabilmente incompatibili, ella appare all'istante
con un'anima romana. Ecco la ragione morale per la quale l'amore è
la più forte delle passioni. Nelle altre, i desideri devono accomodarsi
alla fredda realtà; qui è la realtà che fa tutto
il possibile per modellarsi sui desideri; tra le passioni è dunque
quella in cui i desideri violenti comportano i più grandi godimenti.
Ci sono condizioni generali di felicità che estendono il loro
dominio su tutti i modi di soddisfare desideri particolari.
1. Ella sembra di vostra proprietà poiché voi solo potete
renderla felice.
2. Ella è giudice del vostro merito. Questa condizione era molto
importante nelle corti galanti e cavalleresche di Francesco I e di Enrico
II o alla elegante corte di Luigi XV. Sotto un governo costituzionale
e che si regola sulla ragione, le donne perdono interamente questa sfera
d'influenza.
3. Per i cuori romantici, più ella avrà l'animo sublime,
più saranno celesti e liberi dal fango di ogni considerazione
volgare, i piaceri che troverete nelle sue braccia.
La maggior parte dei giovani francesi di diciotto anni è allieva
di J.-J. Rousseau; questa è una condizione di felicità
importante per loro.
In mezzo ad operazioni così deludenti per il desiderio della
felicità, la testa si smarrisce.
Dal momento in cui ama, l'uomo più saggio non vede più
nessun oggetto così com'è. Egli esagera nel diminuirsi
i suoi stessi vantaggi, e nell'aumentare i più piccoli pregi
dell'oggetto amato. I timori e le speranze prendono all'istante qualcosa
di romantico (di capriccioso). Non attribuisce più niente al
caso; perde il senso della probabilità; una cosa immaginata è
una cosa esistente per l'effetto che ha sulla sua felicità.
Un segno terribile che la testa si smarrisce, è che pensando
a qualche piccolo fatto, difficile da analizzare, voi lo vedete bianco,
e lo interpretate in favore del vostro amore; un istante dopo vi accorgete
che in effetti era nero, ma lo trovate ancora capace di concludere in
favore del vostro amore. È allora che un animo in preda ad incertezze
mortali sente vivamente il bisogno d'un amico; ma per un amante non
ci sono più amici. Questo era noto a corte. Da qui la fonte del
solo genere d'indiscrezione che una donna delicata possa perdonare.
XIII
SUL PRIMO PASSO, SUL GRAN MONDO, SULLE SOFFERENZE
Ciò
che più stupisce nella passione d'amore, è il primo passo,
è la stranezza del cambiamento che si opera nella testa di un
uomo.
Il gran mondo, con le sue feste brillanti, serve all'amore in quanto
favorisce questo primo passo.
Comincia col cambiare l'ammirazione semplice (n. 1) in ammirazione tenera
(n. 2): Quale piacere darle baci ecc...
Un valzer veloce, in un salone illuminato da mille candele, getta nei
giovani cuori un'ebbrezza che fa sparire ogni timidezza, aumenta la
coscienza delle proprie forze e dà loro infine l'audacia d'amare.
Poiché vedere un oggetto molto amabile non basta; al contrario,
l'estrema amabilità scoraggia le anime tenere, bisogna vederlo,
se non innamorato, almeno spoglio della sua maestà.
Chi s'azzarda a innamorarsi di una regina, a meno che ella non faccia
delle "avances"?
Niente dunque è più favorevole alla nascita dell'amore,
di una solitudine noiosa mista a qualche ballo raro e a lungo desiderato;
è questo il modo di procedere delle buone madri di famiglia che
hanno delle figlie.
Il vero gran mondo quale lo si trovava alla corte di Francia, e che
io credo non esista più a partire dal 1780, era poco favorevole
all'amore, in quanto rendeva impossibili la solitudine e il tempo libero,
indispensabili per il lavoro delle cristallizzazioni.
La vita di corte abitua a vedere e a obbedire a un gran numero di sfumature,
e la più piccola sfumatura può essere l'inizio d'una ammirazione
e d'una passione. Quando le sofferenze tipiche dell'amore sono mescolate
ad altre sofferenze (dispiaceri di vanità, se la vostra amante
offende il vostro. legittimo orgoglio, i vostri sentimenti d'onore e
di dignità personale; guai di salute, di denaro, di persecuzione
politica ecc.), solo in apparenza l'amore è accresciuto da questi
contrattempi; siccome occupano l'immaginazione con altre cose, essi
impediscono, nell'amore che spera, le cristallizzazioni, e nell'amore
felice, la nascita dei piccoli dubbi. La dolcezza dell'amore e la sua
follia tornano quando quei dispiaceri sono spariti.
È da notare che le sofferenze favoriscono la nascita dell'amore
nei caratteri leggeri o insensibili; e che dopo la sua nascita, se i
guai sono anteriori, favoriscono l'amore per il fatto che l'immaginazione,
disgustata dalle altre circostanze della vita che forniscono solo immagini
tristi, si getta tutta intera ad operare la cristallizzazione.
XIV
Ecco
un effetto che mi sarà contestato, ma che io indico solo agli
uomini, dirò, abbastanza infelici da aver amato con passione
per lunghi anni, e d'un amore contrastato da ostacoli invincibili.
La vista di ciò che è estremamente bello, nella natura
e nell'arte, richiama il ricordo dell'oggetto amato con la rapidità
del lampo. Il fatto è che, per il meccanismo del ramoscello guarnito
di diamanti nella miniera di Salisburgo, tutto ciò che al mondo
è bello e sublime fa parte della bellezza dell'oggetto amato,
e questo apparire imprevisto della felicità riempie all'istante
gli occhi di lacrime. È così che l'amore del bello e l'amore
si danno scambievolmente vita.
Una delle infelicità della vita, è che la gioia di vedere
l'oggetto amato e di parlargli non lascia ricordi distinti. L'animo
è a quel che pare troppo turbato dalle sue emozioni, per essere
attento a ciò che le produce o a ciò che le accompagna.
Esso è la sensazione stessa. È forse perché quelle
gioie non possono essere logorate dal fatto di essere richiamate alla
mente quando si voglia che si rinnovino con tanta forza, non appena
qualche oggetto viene a trarci dal sogno consacrato alla donna che amiamo
e a ricordarcela più vivamente sotto qualche nuovo aspetto.
Un asciutto anziano architetto la incontrava tutte le sere in società.
Trascinato dalla mia indole e senza fare attenzione a ciò che
le dicevo, un giorno gliene feci un elogio tenero e pomposo, e lei si
prese gioco di me. Non ebbi la forza di dirle: Vi vede ogni sera.
Questa sensazione è così forte che si estende persino
alla persona della mia nemica che le è continuamente vicina.
Quando la vedo, essa mi fa tanto pensare a Leonora, che in quel momento
non posso odiarla per quanti sforzi io faccia.
Si direbbe che per una strana bizzarria del cuore, la donna amata comunichi
più fascino di quanto non ne possegga. La visione della città
lontana, ove la si vide un momento, getta in una fantasticheria più
dolce e più profonda che non la sua stessa presenza. È
l'effetto della severità.
Il sogno d'amore non può essere descritto. Noto che posso rileggere
un buon romanzo ogni tre anni con lo stesso piacere. Esso mi suscita
dei sentimenti conformi al genere di tendenza amorosa che mi domina
al momento, o mi procura della varietà nelle idee se non sento
niente. Posso anche ascoltare con piacere la stessa musica, ma non bisogna
che la memoria entri nel gioco. È unicamente l'immaginazione
che deve essere coinvolta; se un'opera piace di più alla ventesima
rappresentazione, è perché si capisce meglio la musica,
o perché ci richiama la sensazione del primo giorno.
Quanto ai nuovi punti di vista che un romanzo suggerisce per la conoscenza
del cuore umano, io mi ricordo molto bene i precedenti; mi piace anche
trovarli annotati in margine. Ma questo genere di piacere si applica
ai romanzi in quanto capaci di farmi avanzare sulla via della conoscenza
dell'uomo, ma non si applica per nulla alla fantasticheria che è
il vero piacere del romanzo. Tale fantasticheria non è descrivibile.
Descriverla, è ucciderla per il presente, poiché, si cade
nell'analisi filosofica del piacere; è ucciderla ancora più
sicuramente per l'avvenire poiché niente paralizza l'immaginazione
quanto l'appello alla memoria. Se trovo in margine una nota che dipinge
una mia sensazione mentre leggevo Old Mortality a Firenze, tre anni
fa, subito io sono immerso nella storia della mia vita, nella valutazione
del grado di felicità nelle due epoche, nella più alta
filosofia, in una parola, e addio per un bel pezzo all'abbandono delle
sensazioni tenere.
Ogni grande poeta che abbia un'immaginazione viva è timido, teme
cioè gli uomini per le interruzioni e i turbamenti che possono
apportare ai suoi sogni deliziosi. È per la sua concentrazione
che trema. Gli uomini, con i loro interessi grossolani, vengono a trarlo
dai giardini d'Armida, per spingerlo in un pantano fetido, e non possono
renderlo attento alle loro cose che irritandolo. È per l'abitudine
di nutrire la sua anima di sogni commoventi, e per il suo orrore per
tutto ciò che è comune, che un grande artista è
così vicino all'amore.
Più un uomo è un grande artista, più egli deve
desiderare i titoli e le decorazioni come difesa.
XV
Al
culmine della passione più violenta e più contrastata,
si incontrano momenti in cui si crede tutto ad un tratto di non amare
più; è come una sorgente d'acqua dolce in mezzo al mare.
Non si prova quasi più piacere nel pensare alla propria amante;
e, per quanto umiliati dai modi severi di lei, si è ancora più
infelici di non interessarsi più a nulla nella vita. Il vuoto
più triste e scoraggiante prende il posto di uno stato d'animo
senza dubbio pieno di agitazione, ma che presentava tutta la natura
sotto un aspetto nuovo, appassionato, interessante.
Il fatto è che l'ultima visita che avete fatto all'oggetto del
vostro amore vi ha messo in una posizione nella quale un'altra volta,
la vostra immaginazione ha mietuto tutto ciò che essa può
offrire quanto a sensazioni. Per esempio, dopo un periodo di freddezza,
ella vi tratta meno duramente e vi lascia concepire lo stesso grado
di speranza, e con le stesse manifestazioni esteriori, che in un'altra
epoca; tutto ciò forse senza ch'ella se ne avveda. Poiché
l'immaginazione trova sul suo cammino la memoria e i suoi tristi avvisi,
la cristallizzazione cessa immediatamente.
XVI
In
un porticciolo di cui ignoro il nome, presso Perpignano. 25 febbraio
1822.
Ho
sentito giusto stasera che la musica, quando è perfetta mette
il cuore nella stessa situazione esatta in cui si trova quando gode
della presenza dell'oggetto amato; cioè essa dà evidentemente
la felicità più viva che esista su questa terra. Se questo
succedesse per tutti gli uomini, niente al mondo predisporrebbe di più
all'amore.
Ma ho già scritto a Napoli, l'anno scorso, che la musica perfetta
come la pantomima perfetta, mi fa pensare a ciò che forma attualmente
l'oggetto dei miei sogni, e mi suscita delle idee eccellenti; a Napoli,
era sul mezzo per armare i Greci.
Ora, stasera, non posso nascondermi che ho la disgrazia di essere un
troppo grande ammiratore di milady L.
Forse la musica perfetta che ho avuto la fortuna di ascoltare, dopo
due o tre mesi di privazione, sebbene io andassi tutte le sere all'opéra,
ha prodotto semplicemente e soltanto il suo effetto già precedentemente
riconosciuto, voglio dire quello di far pensare vivamente all'oggetto
amato.
4
marzo, otto giorni dopo
Non oso né cancellare né approvare l'osservazione precedente.
È sicuro che quando la scrivevo, la leggevo nel mio cuore. Se
la metto in dubbio oggi, può ben essere che abbia perduto il
ricordo di quel che vedevo allora.
L'abitudine alla musica e alla fantasticheria che essa suscita predispone
all'amore. Un'aria tenera e triste, purché non sia troppo drammatica,
e l'immaginazione non sia obbligata a raffigurarsi l'azione, eccitando
puramente al sogno d'amore, è deliziosa per le anime tenere e
infelici: per esempio il tratto prolungato del clarinetto, all'inizio
del quartetto di Bianca e Faliero e il racconto della Camporesi verso
la metà del quartetto.
L'amante in accordo con l'oggetto amato, gode con trasporto del famoso
duetto di Armida e Rinaldo di Rossini che dipinge così bene i
piccoli dubbi dell'amore felice, e i momenti deliziosi che fanno seguito
alle rappacificazioni. Il brano strumentale che è al centro del
duetto, nel momento in cui Rinaldo vuole fuggire, e che rappresenta
in modo così straordinario il conflitto delle passioni, gli sembra
avere un'influenza fisica sul suo cuore, e toccarlo realmente. Non oso
dire ciò che io sento al riguardo; passerei per pazzo presso
la gente del Nord.
XVII
LA BELLEZZA DETRONIZZATA DALL'AMORE
Alberico
incontra in un palco una donna più bella della sua amante: supplico
che mi si permetta una valutazione matematica, una donna cioè
i cui lineamenti promettano tre unità di felicità invece
di due (suppongo che la bellezza perfetta dia una quantità di
felicità espressa dal numero quattro).
È forse straordinario ch'egli preferisca loro i lineamenti della
sua amante, che gli promettono cento unità di felicità?
Anche i piccoli difetti del suo viso, un segno di vaiolo, per esempio,
inteneriscono l'uomo che ama e lo gettano in una fantasticheria profonda
quando li vede in un'altra donna; che avverrà dunque con la sua
amante? Egli, invero, ha provato mille sentimenti alla presenza di questo
segno di vaiolo, questi sentimenti sono per la maggior parte deliziosi,
tutti del più alto interesse, e, comunque siano, si rinnovano
con una incredibile vivacità, alla vista di quel segno, anche
se scorto sul viso di un'altra donna.
Se si giunge così a preferire e ad'amare la bruttezza, è
che in questo caso la bruttezza è beltà. Un uomo amava
con passione una donna molto magra e segnata dal vaiolo; la morte gliela
rapì. Tre anni dopo, a Roma, ammesso a frequentare due signore,
una più bella del giorno, l'altra magra, segnata dal vaiolo e
per questo, se volete, abbastanza brutta; in capo ad otto giorni che
egli impiega a cancellare la bruttezza di lei con i propri ricordi,
io lo vedo amare quella brutta; e con una civetteria ben perdonabile,
ella, la meno bella, non mancò di aiutarlo, frustandogli un po'
il sangue, cosa utile a questa operazione. Un uomo incontra una donna
ed è colpito dalla sua bruttezza; presto, se ella non ha pretese,
la sua fisionomia gli fa dimenticare i difetti dei suoi lineamenti,
la trova gradevole e si fa un'idea della possibilità di amarla;
otto giorni dopo ha delle speranze, dopo altri otto giorni gli vengono
tolte, dopo ancora altri otto giorni è pazzo.
Codice
d'amore del dodicesimo secolo
I
- Allegare il matrimonio non è scusa legittima contro l'amore.
II
- Chi non sa nascondere non sa amare.
III
- Nessuno può darsi a due amori.
IV
- L'amore può essere crescente o diminuire.
V
- Quel che un amante prende all'altro per forza, non ha alcun sapore.
VI
- Il maschio in generale ama solo nella piena pubertà.
VII
- E' prescritta all'uno degli amanti una vedovanza di due anni per la
morte dell'altro.
VIII
- Nessuno può essere privato del suo diritto in amore senza una
ragione più che sufficiente.
IX
- Nessuno può amare se non è spinto dalla persuasione
d'amore (dalla speranza d'essere amato).
X
- L'amore è d'ordinario cacciato di casa dall'avarizia.
XI
- Non è lecito amare quella che ci si vergognerebbe di desiderare
in matrimonio.
XII
- Il vero amore non desidera altre carezze da quelle dell'amata.
XIII
- Amore divulgato raramente dura.
XIV
- Il successo troppo facile toglie presto all'amore il suo fascino:
gli ostacoli ne aumentano il valore.
XV
- Chiunque ama impallidisce dinanzi alla persona amata.
XVI
- Al vedere improvvisamente la persona amata si trema.
XVII
- Nuovo amore caccia l'antico.
XVIII
- Solo il merito fa degni d'amore.
XIX
- L'amore che si spegne cade rapidamente, e raramente si riaccende.
XX
- L'innamorato è sempre timoroso.
XXI
- La vera gelosia aumenta il sentimento d'amore.
XXII
- Il sospetto, e la gelosia che ne deriva, accrescono il sentimento
d'amore.
XXIII
- Poco dorme e poco mangia chi è assillato da pensieri d'amore.
XXIV
- Ogni azione dell'amante si compie col pensare all'amato.
XXV
- Nulla piace all'amore vero all'infuori di ciò che sa piacevole
all'amato.
XXVI
- L'amore non può rifiutar nulla all'amore.
XXVII
- L'amante non è mai sazio del godimento dell'amato.
XXVIII
- Una semplice presunzione fa che l'amante sospetti cose sinistre dell'amato.
XXIX
- L'abitudine eccessiva al piacere impedisce la nascita dell'amore
XXX
- Una persona che ama è occupata dall'immagine dell'amato continuamente
e senza interruzione.
XXXI
- Nulla impedisce che una donna sia amata da due uomini, e un uomo da
due donne.
Questo
codice d'amore si trova tutto intero nell'opera di André il cappellano.,
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