BRANI DI ROLAND BARTHES

 

A seconda di tale o talaltra circostanza, il soggetto amoroso si sente trascinato dalla paura di un pericolo, di una ferita, di un abbandono, di un improvviso cambiamento - sentimento che egli esprime con la parola angoscia

Annullamento Accesso di linguaggio durante il quale il soggetto giunge ad annullare l'oggetto amato sotto il volume dell'amore stesso: con una perversione propriamente amorosa, il soggetto ama l'amore, non l'oggetto.

Assenza ogni episodio.....che mette in scena l'assenza dell'oggetto amato - quali che siano la causa e la durata - e tende a trasformare questa assenza in prova d'abbandono.

Attesa tumulto d'angoscia suscitato dall'attesa dell'essere amato in seguito a piccolissimi ritardi (appuntamenti, telefonate, lettere, ritorni).

Catastrofe crisi violenta durante la quale il soggetto, sentendo la situazione amorosa come un vicolo cieco, una trappola da cui non potrà mai uscire, si vede destinato a una totale distruzione di sé.

Colpe in un qualsiasi episodio trascurabile della vita d'ogni giorno, il soggetto crede di aver mancato nei onfronti dell'essere amato e prova per questo un sentimento di colpevolezza.

Compassione il soggetto prova un sentimento di compassione nei riguardi dell'oggetto amato ogni volta che lo vede, lo sente o lo sa infelice o minacciato da qualcosa che è estraneo alla relazione amorosa in sé.

Fastidio Sentimento di moderata gelosia che coglie il soggetto amoroso quando vede che l'interesse dell'essere amato è catturato e distolto da persone, oggetti o azioni che ai suoi occhi agiscono come altrettanti rivali secondari.

Festa Il soggetto amoroso vive ogni incontro con l'essere amato come una festa.

Identificazione Il soggetto s'identifica dolorosamente con qualsiasi persona (o qualsiasi personaggio) che nella struttura amorosa occupi la sua stessa posizione.

Immagine Nella sfera amorosa, le ferite più dolorose sono causate più da ciò che si vede che non da ciò che si sa.

Mostruoso Il soggetto si rende improvvisamente conto di stare soffocando l'oggetto amato chiudendolo in una rete di soprusi: di colpo, da individuo sventurato che desta compassione, egli si sente diventare un essere mostruoso.

Perchè Mentre da un lato si domanda ossessivamente perché non è amato, dall'altro il soggetto amoroso continua a credere che in fin dei conti l'oggetto amato lo ama, solo che non glielo dice.

Risveglio Modi diversi in cui il soggetto amoroso si ritrova, al suo risveglio, nuovamente assalito dall'assillo della sua passione.

Rovesciamento: "Non riesco a capirti" vuol dire: "Non saprò mai che cosa pensi veramente di me". Non posso decifrare te perché non so come tu decifri me.

Segni Sia che voglia dar prova del suo amore, sia che si sforzi di decifrare se l'altro lo ama, il soggetto amoroso non ha a sua disposizione nessun sistema di segni sicuri.

Sprofondare A volte, sia per dolore, sia per felicità, ho voglia di sprofondare.

Suicidio Nella sfera amorosa, il desiderio di suicidio è frequente: basta un niente per destarlo.

Il soggetto amoroso si domanda non già se egli deve dichiarare all'essere amato il suo amore (non è una figura della confessione), ma in che misura deve nascondergli i "turbamenti" (le turbolenze) della sua passione: i suoi desideri, le sue angustie, in poche parole, i suoi eccessi (nel linguaggio raciniano: il suo furore).

Per il soggetto, il gesto dell'abbraccio amoroso, sembra realizzare, per un momento, il sogno di unione totale, con l'essere amato.

Amo l'altro non per le sue qualità (contabilizzate), ma per la sua esistenza; con un impulso che possiamo tranquillamente dire mistico, io amo non ciò che è, ma: in quanto è.

L'amore accieca: questo proverbio è falso. L'amore spalanca gli occhi, rende chiaroveggenti: "Di te, su te, io posseggo tutto il sapere". Dice il sottoposto al padrone: tu hai ogni potere su di me, ma io so tutto di te.

Pinagendo, voglio impressionare qualcuno, fare pressione su di lui ("Guarda che cosa hai fatto di me") Questo qualcuno potrebbe essere - ed è quasi sempre - l'altro, che si vuole in questo modo costringere ad assumere apertamente la sua commiserazione o la sua insensibilità; ma potrei anche essere io stesso: mi faccio piangere per provare a me stesso che il mio dolore non è un'illusione

Idea di suicidio; idea di separazione; idea di ritiro solitario; idea di viaggio; idea di oblazione, ecc.; posso immaginare varie soluzioni alla crisi amorosa e difatti non faccio che pensare a questo. Eppure, per quanto alienato sia, io non ho difficoltà a cogliere, attraverso queste idee ricorrenti, una figura unica, vuota, che è poi quella della via di scampo; ciò con cui, con compiacenza, io vivo, è il fantasma d'un altro ruolo: il ruolo di qualcuno che "se la cava".

(I brani riportati sono tratti dal libro di Roland Barthes "Frammenti di un discorso amoroso" edito da Einaudi, testo che consiglio vivamente di leggere perchè "illuminante" sul fenomeno amoroso)

Dott. Roberto Cavaliere

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