L’AMANTE SPESSO NON E’ SOLO SESSO

L’amante spesso non è solo una cosa di sesso.
A volte comincia così…e poi diventa anche uno stare accanto all’altro in tutti i sensi.
E allora può capitare che una volta ti vedi lo stesso e non fai l’amore o sesso che sia ma ci si ascolta.
Esistono amanti e amanti.
Amanti che sono diversi da una escort o da un gigoló o da una botta e via.
Un amante… beh… chiedete alle camere d’albergo…ai vicoli fuori mano…ai portieri di notte…ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio.
Chiedete ai letti sfatti…alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati.
Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere.
A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci.
Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco.
Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento.
Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa.
Chiedete ai “Dio mio… che sto facendo?”
per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare.
Chiedete alle valigie fatte e disfatte.
Alle scrivanie degli uffici.
Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato.
Chiedete.
Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più.
Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla.
Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi.
Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro.
Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie.
Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto.
Chiedete al Natale o ai giorni di compleanno non vissuti.
Chiedete alla pazienza.
Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà.
Cosa è un amante…???
Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare…ancora…

dal web

I BIPOLARI E/O GLI AMBIVALENTI AFFETTIVI SPESSO NELLA COPPIA SCOMPAIONO, CREANO CONFLITTO O TRADISCONO

I soggetti bipolari, ma anche gli ambivalenti affettivi, spesso hanno difficoltà a stare per lungo tempo in una relazione tranquilla e serena.
La loro instabilità li porta spesso a rifiutare ogni tipo di stabilità compresa quella affettiva e sentimentale. Quando sentono di dover sfuggire alla stabilità di coppia o scompaiono o creano conflitto o tradiscono, tutto al finedi rendere instabile ciò che è stabile, in linea col loro umore.
In particolare la fuga nel tradimento rappresenta per loro un modo di cercare altrove un instabilità affettiva che non riescono a trovare nella relazione ufficiale.
Purtroppo il cercare e trovare instabilità relazionale conduce nel circolo vizioso di alimentarla ulteriormente.
Tutto ciò non significa che tutti i bipolari e/o ambivalenti affettivi scompaiono, sono litigiosi o tradiscono ma la percentuale di quelli che lo fanno o potenzialmente potrebbero farlo è maggior rispetto a soggetti normali . Una psicoterapia può aiutarli a prendere consapevolezza di questa loro modalità relazionale ed a cercare di superarla.
Roberto Cavaliere Psicoterapeuta
http://ildisturbobipolare.blogspot.it/

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

ASCOLTARE IL BAMBINO INTERIORE NELLE RELAZIONI

La scultura “Amore” dell’artista ucraino Alexandr Milov ben rappresenta il conflitto tra uomo e donna ed, allo stesso tempo, una possibile via d’uscita

Quante volte uomo e donna si danno le spalle nella relazione (come nella scultura) a sottolineare una difficoltà o incapacità reciproca a comunicare, a sintonizzarsi sull’altro.

Quale possibile via d’uscita da questa contrapposizione relazionale se non ascoltando la parte profonda di se stessi, quel bambino interiore (come nella scultura) che va al di là dei torti e delle ragioni ed ascolta il proprio cuore e quello dell’altro.

I bambini litigano spesso ma si riconciliano subito ed il litigio non crea mai distanza tra loro nel tempo

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

AMORE IMPOSSIBILE

“Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre” recita la protagonista nel film “Mine Vaganti”

Perché ?

Perché spesso tutto ciò che rimane incompiuto crea legame, un legame resistente che si alimenta del non avere avuto ciò che si desiderava. Si immagina ciò che poteva essere e non è stato perché non compiuto.

E’ una sorta di trappola della mente di cui se non si prende consapevolezza si rischia di rimanere intrappolati a lungo, se non per sempre.

Prendere consapevolezza della trappola e che il prosieguo ed il finale di quello che avremmo desiderato non è detto che sarebbe stato quello sperato.

Solo ciò che si compie è certo.

Roberto Cavaliere 

FASI DI ELABORAZIONE DEL LUTTO

Elisabeth Kübler-Ross  è stata una psichiatra svizzera che nel 1970 ha elaborato un suo “modello a cinque che permette di capire le dinamiche mentali più comuni della persona cui si è diagnosticata una malattia terminale. Gli psicoterapeuti lo hanno trovato valido anche quando si debba elaborare un lutto affettivo o ideologico.

Essendo questo un modello a fasi e non a stadi, le fasi possono alternarsi e ripresentarsi più volte, con varia intensità e senza un ordine preciso: le emozioni non seguono regole ma, come si manifestano, così svaniscono, magari miste e sovrapposte.

  1. Negazione/rifiuto: “Ma è sicuro, dottore, che le analisi siano esatte?”, “Non è possibile, si sbaglia!”, “Non ci posso credere” sono le parole più frequenti davanti alla diagnosi di una patologia grave e spesso anche mortale. In questa fase, il paziente usa come meccanismo di difesa il rigetto dell’esame di realtà, e ritiene impossibile avere quella malattia. Il rifiuto psicotico della verità sul suo stato di salute può essere utile al malato per proteggerlo dall’eccessiva ansia di morte e per prendersi il tempo necessario a organizzarsi, ma, con il progredire della malattia, tale difesa diventa sempre più debole, a meno che non s’irrigidisca toccando livelli ancor più psicopatologici.
  2. Rabbia: incominciano a manifestarsi emozioni forti quali rabbia, paura e disperazione, che esplodono in tutte le direzioni, investendo i familiari, il personale ospedaliero, persino Dio, e che sono espresse con domande tipiche come “Perché proprio a me?”. È una fase molto delicata dell’iter psicologico e relazionale del paziente, e rappresenta un momento critico che può essere il momento di massima richiesta di aiuto, ma anche il momento del rifiuto, della chiusura e del ritiro in sé.
  3. Contrattazione/patteggiamento: la persona comincia a verificare cosa può fare e in quali progetti può investire la speranza, cominciando una specie di negoziato che, a seconda dei valori personali, si può instaurare con parenti e amici, o con figure religiose. “Se prendo le medicine, crede che potrò…”, “Se guarisco, poi farò…”. Con questo, la persona riprende il controllo della sua vita e cerca di riparare il riparabile.
  4. Depressione: il paziente comincia a prendere consapevolezza delle perdite che sta subendo o sta per subire. Questa fase, che di solito si manifesta quando la malattia progredisce e il livello di sofferenza aumenta, viene distinta in due tipi di depressione: una reattiva e una preparatoria. Quella reattiva è conseguente alla presa di coscienza di quanti alcuni aspetti della propria identità, della propria immagine corporea, del proprio potere decisionale e delle proprie relazioni sociali, sono andati persi. Quella preparatoria, invece, ha un aspetto anticipatorio rispetto alle perdite che si stanno per subire. In questa fase della malattia la persona non può più negare la sua condizione di salute, e incomincia a prendere coscienza che la ribellione non è possibile, per cui la negazione e la rabbia vengono sostituite da un forte senso di sconfitta. Quanto maggiore è la sensazione dell’imminenza della morte, tanto più probabile è che la persona viva fasi di depressione.
  5. Accettazione: quando il paziente ha avuto modo di elaborare quanto sta succedendo intorno a lui, arriva a un’accettazione della propria condizione e a una consapevolezza di quanto sta per accadere; durante questa fase possono sempre e comunque essere presenti livelli di rabbia e depressione, che però sono di intensità moderata. Il paziente tende a essere silenzioso e a raccogliersi, e sono frequenti momenti di profonda comunicazione con i familiari e con le persone che gli sono accanto. Arriva dunque il momento dei saluti e della restituzione a chi è stato vicino al paziente, oltre che del “testamento” e della sistemazione di quanto può essere sistemato, in cui si prende cura dei propri “oggetti” (sia in senso pratico, sia in senso psicoanalitico).

Queste 5 fasi possono essere applicate, con i dovuti distinguo, a qualsiasi lutto o perdita, comprese quelle affettive e sentimentali.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa). Possibilità anche di effettuare consulenze via Skype o telefoniche

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

PROFESSIONISTI A MAGGIOR RISCHIO DI TRADIMENTO

Il sito di incontri per persone sposate o già impegnate, Victoria Milan, ha compiuto un sondaggio fra i suoi utenti, rivelando la professioni con il maggior numero di traditori. Delle 5mila 658 donne intervistate due su tre hanno rivelato di avere avuto una relazione con un collega e il dieci per cento di loro si è detto preoccupato di ciò che poteva accadere alla propria carriera, se le voci si fossero diffuse in ufficio.

L’Independent ha analizzato i dati raccolti dal sito stilando una classifica in 9 posizioni dei settori lavorativi nei quali è più facile che si compia un tradimento.

  • 1
    Finanza
    Broker, banchieri, analisti del mercato. Per svolgere queste professioni serve una buona dose di sicurezza di sé e l’ego per accrescersi potrebbe necessitare di conquiste sempre nuove.
  • 2
    Aviazione
    Per hostess e piloti ogni giorno è un viaggio nuovo, ogni viaggio corrisponde a volti diversi e diverse conoscenze. Le tentazioni sono innumerevoli.
  • 3
    Salute
    Le corsie degli ospedali sembrano essere afrodisiaci per medici, infermieri e pazienti.
  • 4
    Business
    Manager e amministratori non sembrano essere interessati solo agli affari. A forza di rimanere in ufficio fino a tardi potrebbero alzare gli occhi dal computer e iniziare a guardarsi intorno.
  • 5
    Sport
    Allenarsi costantemente per mantenersi in forma può far nascere la voglia che quel corpo perfetto venga apprezzato da più persone.
  • 6
    Arte
    Gli artisti vivono di esperienze e sensazioni, di emozioni e istinti. La monogamia potrebbe appiattire il loro estro creativo.
  • 7
    Lavori notturni
    Sotto i fumi dell’alcol nei locali notturni dj e pr considerano parte del proprio lavoro tenere a distanza chi ci prova o, al contrario, flirtare un po’. Tra le infinite conoscenze qualcuna può risultare più intrigante di altre.
  • 8
    Comunicazione
    Il giornalista va dove lo porta il proprio lavoro e non tutti i partner sono in grado di accettare orari sfalsati e improvvisi cambi di programma. Tra una litigata e un’altra è facile cedere al tradimento.
  • 9
    Legge
    Infine gli avvocati, che probabilmente non avranno problemi a gestire la propria eventuale causa di divorzio.

SPINGERE L’AMORE OLTRE IL LIMITE

Qualcosa nel tuo modo di amarmi non mi dà pace
Non voglio essere una tua prigioniera
Quindi baby voglio che tu mi liberi
Basta giocare con il mio cuore
Termina quello che cominci
Quando tu fai spegnere il mio amore
Quando tu vorrai fammelo sapere
Baby fammelo capire
Tesoro non divertirti

Prova solo a capire, io ho dato tutto quello che potevo
Perchè tu hai il meglio di me

Coro:
Oltre il limite, mi sembra di impazzire
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Continui a spingermi baby
Sai che non so più cosa pensare?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Qualcosa nei tuoi occhi mi sta prendendo in giro
Quando sono nelle tue braccia tu mi ami
Così tanto che me ne dimentico

Ma poi tu mi riprendi, quando io mi guardo attorno
Baby non riesco a trovarti
Basta allontanarmi da te, voglio restare
Ho qualcosa da dirti

Prova solo a capire, io ho dato tutto quello che potevo
Perchè tu hai il meglio di me
(coro)

Continui a spingermi baby
Sai che non so più cosa pensare?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Guarda come mi ha ridotto il tuo amore
Andiamo baby lasciami libera
Continui a spingere il mio amore oltre il limite
Mi fa così male, penso di impazzire
Come posso farti capire?
Continui a spingere il mio amore oltre il limite

Continui a spingermi
Continui a spingermi
Continui a spingere il mio amore
Andiamo, baby
Andiamo, caro, yeah

La canzone BORDERLINE di MADONNA esprime in maniera significativa la tendenza di taluni soggetti a spingere il proprio amore oltre ogni limite su richiesta del partner.

Nel campo della dipendenza affettiva tale limite viene infranto costantemente infranto ogni volta in una spirale senza fine. Ciò avviene sopratutto quando la relazione è con soggetti affetti da disturbi di personalità come i borderline ed i narcisisti.

Nella canzone di Madonna si richiede all’altro di fermare tale spirale ma nella realtà ciò non è possibile perché l’altro vuole proprio tale dinamica e tende, conseguentemente,  a mettere continuamente alla prova la relazione.

Solo con un percorso di profonda consapevolezza di tale dinamica affettiva e di successivi tentativi di superamento è possibile uscirne.

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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SAPER DISINNESCARE NEL CONFLITTO DI COPPIA

Ho imparato a disinnescare, a non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi lo trovo saggio. Le uniche coppie che vedo durare, sono quelle dove uno dei due riesce a fare un passo indietro…E invece sta un passo avanti…

(Perfetti sconosciuti – Film – 2016)

LA PRINCIPESSA SI SALVA DA SOLA

Stanca di aspettare che arrivasse un principe a salvarla, la principessa raccolse tutto il suo coraggio, impugnò la spada e andò dritta verso il drago per ucciderlo o per chiedergli di lasciarla subito libera.

“Non ho più paura di te!” gli gridò, anche se dentro di sè tremava.

Il drago la guardò negli occhi e atterrito le disse: “Non c’è davvero nessun bisogno di essere violenti. Io non ti ho mai detto di rimanere, anzi mi sono sempre chiesto perchè restassi così a lungo.”

“Ah, ok. Bene allora.” rispose la principessa, un pò in imbarazzo.

E non appena si allontanò dalla tana del drago, realizzò che…ciò che l’aveva davvero imprigionata erano le sua false paure e l’attesa che qualcuno si facesse avanti per salvarla, mentre lei stessa avrebbe potuto salvarsi da sola in qualsiasi momento.

tratto dal libro LA VITA CHE SEI, 24 MEDITAZIONI SULLA GIOIA di barbara pozzo